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A night like this | Reportage

A night like this | Reportage

Tenda in spalla, costume da bagno e spray anti-zanzare: l’essenziale per vivere un weekend di puro relax immersi nella natura, tra musica live e birrette ghiacciate in riva al lago. Tutto questo è A Night Like This, il festival musicale (e non solo) di Chiaverano. Come vi avevo promesso nello scorso articolo, vi racconto come è stato!

A Night Like This Festival
Chiaverano (TO)
anltfestival@gmail.com

14 – 15 – 16 Luglio 2017
Budget: €
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Partenza da Torino, sabato, ore 12.30, direzione Ivrea. Su un treno regionale combattiamo contro il sonno e il caldo del vagone per poi scendere finalmente ad Ivrea per una breve passeggiata alla scoperta della città (in attesa della navetta che ci porterà al festival). Per strada non c’è nessuno, l’unico rumore di sottofondo è quello del fiume e di qualche ventilatore proveniente dai bar. Entriamo in uno di questi e la barista ci chiede cosa ci facciano tre ragazzi con degli zaini così grandi ad un’ora così calda nel centro di Ivrea. Sicuramente qualche vecchietto si sarà chiesto la stessa cosa. Le raccontiamo del festival, e dopo aver fatto scorta d’acqua e ghiaccioli ci dirigiamo verso la stazione in attesa della navetta. Il servizio navetta si muove solo in determinate fasce orarie, si tratta di un furgoncino da 9 posti, perciò il consiglio è quello di chiamare il numero telefonico ed informarsi sugli orari delle corse per non rimanere a piedi.

La navetta collega la stazione di Ivrea, il campeggio e l’area del festival; saliamo a bordo ma per il momento decidiamo di fermarci subito in campeggio (super-economico, solo 5€ a persona) per montare le tende e andare a fare un tuffo al lago. Il camping infatti affaccia direttamente sul Lago Sirio, uno dei laghi più puliti d’Italia, e sicuramente uno dei più suggestivi, con la sua piattaforma in legno che si immerge nell’acqua, dove decine di ragazzi sono già sdraiati e prendono il sole schiena contro schiena. Il lago è bellissimo e calmo e vorresti poter rimanere lì per giorni interi. Sulla riva c’è anche un camioncino che distribuisce panini e dell’ottima birra ghiacciata, e siamo tentati dal non andarcene mai più.

Dopo una doccia veloce in campeggio, organizzato con tutto il necessario, verso pomeriggio decidiamo di incamminarci verso il festival a piedi. Non è molto distante, si tratta di una 20ina di minuti a piedi sulla strada in mezzo ai boschi, ma è decisamente una passeggiata piacevole (nonostante la salita non sia stata particolarmente simpatica). Aspettare la navetta può rivelarsi un’attesa abbastanza lunga, quindi vi consiglio di farvi coraggio e di camminare un po’. Conoscerete sicuramente altra gente come voi sulla strada e stringerete amicizia in un batter d’occhio, e tra una chiacchiera e l’altra non vi renderete neanche conto di essere già arrivati.

L’area del festival si trova poco dopo il piccolo borgo di Chiaverano, ed è attrezzata con ogni tipo di forma di intrattenimento. Tre aree diverse per i concerti, una dedicata agli artisti più sperimentali, una più intima e poi il main stage. Tutt’intorno si trovano file di stand dedicati all’abbigliamento, all’artigianato e soprattutto all’illustrazione e alla creatività. Il festival infatti ha ospitato Gomma, piccolo e gioioso festival d’illustrazione (qui per saperne di più http://www.gommafestival.it/) che ha portato con sé alcuni dei suoi illustratori più bravi tra cui abbiamo anche scovato due nomi non nuovi come il nostro Niccolò Canova e Fernando Cobelo, due eccellenze della scena torinese.

A pochi minuti dal nostro arrivo iniziamo a sentire i morsi della fame (il bagno al lago non ha certamente aiutato). Tutt’intorno ci sono stand gastronomici di tutti i tipi, dalla pizza agli hamburger a cose più curiose come la Bagascia (scusa?!) ovvero una specie di focaccia ripiena, e un piatto tipico piemontese di cui mi sono innamorata: i rabaton, nome che a qualcuno di voi sicuramente non suonerà nuovo ma che per me erano pressoché sconosciuti fino a pochi minuti prima (per chi non lo sapesse sono dei buonissimi gnocchi giganti alle verdure).

Saziata la fame e quietata la sete ci dirigiamo sotto il Main Stage. La Line-up di sabato è sicuramente la più interessante: i concerti cominciano in perfetto orario, partendo con Giorgio Poi, per continuare con Gazzelle (te lo ricordi lo zucchero filato?) e Julie’s Haircut. Nel giro di pochi minuti quando il sole va giù l’area si riempie di nuvole di zanzare ahimé. E’ consigliatissimo avere uno spray anti-zanzare sempre a portata di mano.

Uno dei concerti più belli è stato sicuramente quello degli Of Montreal (divertimento allo stato puro) ma tra un cambio palco e l’altro andiamo a dare una sbirciatina nei palchi minori. E’ così che abbiamo il piacere di imbatterci nei torinesi Liede e poi negli IISO, un duo che mixa musica elettronica e visual psichedelici in un connubio ipnotico e coinvolgente (a proposito: avete seguito il reportage live su Instagram?! Ho fatto un milione di stories!)

Ma il meglio deve ancora venire. Da romana quale sono non posso non aspettare con una certa impazienza il concerto di Carl Brave x Franco 126, duo indie/rap che con le sue “polaroid” descrive una Roma che ricordo bene e che a volte un po’ mi manca. E’ bello risentire quell’accento così familiare in un luogo così lontano da casa, e un po’ mi rende fiera delle mie origini. In un crescendo di emozioni, la serata si conclude con uno dei dj-set più fighi ed adrenalinici a cui ho mai assistito: i Demonology Hifi fanno tremare il palco, fanno ballare tutti, anche i vecchietti nelle loro case affacciate sul parco. Ci rotoliamo nell’erba stanchi morti e con la schiena a pezzi e presa una navetta al volo torniamo in campeggio a riposare.

Non è vero, scherzavo. Per riposare ci sarà tempo il giorno dopo, perché al campeggio c’è Balera Favela con Fricat, e l’after party di ANLT non poteva essere che la conclusione perfetta di questa giornata indimenticabile. Musica incessante fino alle 6 del mattino, le tracce migliori, quelle che non ti fanno smettere di ballare neanche se sei già sdraiato sul tuo materassino gonfiabile di Decathlon. Certo, se volevate andare a dormire a mezzanotte avete scelto il posto sbagliato. Ma la vita è una sola e per una notte ogni tanto potete anche dormire qualche ora in meno e sculettare di più! ?

La mattina della domenica è dedicata al relax: un’esperienza da fare sicuramente è quella di affittare una canoa (presso uno degli stabilimenti di fronte al campeggio per soli 6€ l’ora). Dal centro del lago il panorama è bellissimo e l’acqua è una tavola, il che rende tutto più suggestivo e magico. Verso mezzogiorno vengono organizzati dei concerti unplugged sulla piatta sul lago e ne vediamo un po’ dalla canoa: un’esperienza incredibile! Tornati a terra ci sediamo poi sulla riva, con una birra fresca e un pezzo di pizza, un sottofondo di cicale e la musica acustica che accompagna le nostre chiacchierate. Quale miglior modo di passare la domenica mattina? Giusto il tempo di un riposino e poi si riparte alla volta di Torino, stavolta… con l’autostop! Contro ogni aspettativa non è stato complicato: probabilmente la gente che abita nella zona è a conoscenza del festival e sa che ci sono molti ragazzi che vengono da fuori, quindi è sempre ben disposta a dare un passaggio verso la vicinissima stazione ferroviaria di Ivrea.

Ripensando a questo weekend posso dire che tra buona musica, buon cibo, avventura e relax non ci siamo fatti mancare niente. Non so se c’eravate o se ve lo siete perso, ma tenete d’occhio la pagina ufficiale su Facebook perché sono sicura che l’anno prossimo ci incontreremo tutti lì! 😉


All images © 2017 Arianna Cristiano