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Bariolé Crêpes e Cromie in Cit Turin

Bariolé Crêpes e Cromie in Cit Turin

Potrei iniziare a parlarvi di Bariolé descrivendolo con questi tre semplici aggettivi: colorato, conviviale, sfizioso. Tre parole che racchiudono la sua essenza ma che ne portano con sè anche molte altre. Bariolé, dove la pausa pranzo o la cena, diventa un momento piacevole in cui assaporare deliziose Crêpes di stagione super colorate,  in cui percepire sapori e combinazioni diverse, un posto in cui mangiare attorniati da oggetti fuori dal comune con una adorabile cucina a vista e i sorrisi sinceri di chi ama il proprio lavoro e riesce a trasmetterlo anche alla clientela.

Bariolé Torino – Crêpes e Cromie
+39 388 83880
Via Giambattista Gropello, 6 | Torino 

Lu – Sa | 12 – 15 / 19 – 22.30
Ma | 19 – 22.30

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3 motivi per andare da Bariolé Torino

  • La primavera è alle porte, se volete ritrovarla anche nel vostro piatto, Bariolè è il posto perfetto per chi come me, si fa condizionare tantissimo dalla positività di questa stagione (Sì, c’è anche un delizioso dehor)
  • Perché una crêpes credo sia la “casa” perfetta per ospitare sapori diversi mescolati e accostati, un involucro delicato che lascia spazio al sapore degli ingredienti.
  • Pensavate che Cit Turin fosse un quartiere per lo più residenziale? Bhe, certamente, ma è anche una zona bellissima, che va’ esplorata e ospita tanti posticini speciali, come questo.

Bariolé: parola d’ordine “colore”, e non solo nel piatto

Volete sapere come Bariolé ha attirato la mia attenzione? La gallery su Instagram. Un profilo super colorato, ricco di belle fotografie che deliziano gli occhi ancor prima del palato e fanno correre con la mente, e così, ora che le prime note di primavera hanno iniziato a farsi sentire, insieme alla mia voglia di pranzi più sfiziosi, eccolo lì, il momento giusto. Quello perfetto per una pausa pranzo con gli amici delle Strade di Torino a base di deliziose crêpes! E allora chiamo a rapporto i miei fidati Camilla e Daniele, certa che apprezzeranno l’invito, ma soprattutto il menù.

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Il locale ha un bel dehor esterno che fra qualche settimana secondo me sarà perfetto per pranzi e cenette all’aperto, varcato l’ingresso, indovinate qual è la prima cosa che noto dalla piccola cucina a vista sulla sinistra? Persone solari che salutano quando entri e che mi sorridono. Oddio che bello, allora sono nel posto giusto, un’altra volta ancora. Sono felice!

Ci accomodiamo al nostro tavolo nella sala a destra e subito rimaniamo colpiti da tanti piccoli dettagli di arredo, finiture e  anche da oggetti molto bizzarri. “Qui c’è sicuramente la mente di un architetto”, ci diciamo, e scopriremo in fretta che non ci eravamo sbagliati, la persona in questione è proprio Daniela, la proprietaria insieme al marito Martin, ad aver curato gli spazi in un modo secondo noi, delizioso.

Nella stanza, a fare da cornice, due grosse credenze bianche colme di bottiglie dalle etichette interessanti, tre grandi specchi che  amplificano gli spazi, sovrasta il tutto un enorme lampadario in vetro colorato super eccentrico: mi piace! Qua e là oggetti davvero particolari e di vario genere: dai manichini in legno a grandezza reale, a stampe di moda, cappelliere… E mentre giochiamo a indovinare la storia di quegli oggetti, arriva il momento di aprire il menu e scoprire cosa propone. Curiosi?

Le Crêpes di Bariolé, deliziose opere d’arte

L’acquolina, devo dire la verità, a parte averla sempre in agguato, mi è venuta appena entrata e appena dopo aver dato uno sguardo alla piccola cucina a vista sulla sinistra. Le cucine a vista mi incuriosiscono sempre da matti: amo vedere come si lavora in un locale vero e non nella tranquillità dei fornelli di casa, a cui sono invece abituata. La cosa che da sempre mi affascina è vedere tutti gli ingredienti ben esposti e porzionati nelle apposite ciotoline, ma qui, la vera magia è veder preparare le crêpes… Che maestria! Quegli sgabelli disposti davanti alla cucina sembrano stati messi lì apposta per me e la mia curiosità da bambina.

Apriamo il menu, è ora di ordinare. Ovviamente le protagoniste sono indubbiamente loro, le crêpes, nelle due tipiche declinazioni del dolce e salato, ma sono presenti anche alcuni piatti del giorno piuttosto interessanti come “Jamòn Serrano e Pecorino”, il tagliere con “Salame crudo di Culatello al Nebbiolo, chorizo e toma delle valli di Lanzo“, piuttosto che un “Hamburger di vitello con cheddar e verdure del giorno”.

Per caso avete notato qualcosa? Sì, decisamente ci sono ingredienti del territorio, ma anche ingredienti che arrivano da più lontano. Non è un caso, e lo scopriremo anche quando arriveranno le nostre crêpes…

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Il menu ne conta circa una ventina tra dolci e salate e la scelta è un compito davvero arduo. Amo le combinazioni di ingredienti su questa carta, tanto dall’avere difficoltà nel scegliere cosa preferisco. Mi stupisco di trovare nuovamente lo Jamòn Serrano come ingrediente della prima proposta, insieme a coste scottate, pomodorino confit e formaggio fresco al basilico. Ma c’è un’altra signora crêpe che attira la mia attenzione: “Scarola scottata, uovo pochè, mousse di ricotta di latte pugliese, salsa di acciughe con nocciole, capperi, scorza di limone e trito di pomodori secchi“. Che bomba ragazzi! L’ho scelta con impasto di farina di grano saraceno, ma per ogni crêpes sarà possibile scegliere l’impasto preferito tra la classica bianca di tipo 1, il mix fra bianca e saraceno o unicamente di grano saraceno, quest’ultima ha un sapore molto pieno e rispecchia a pieno la classica galette bretone.

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Camilla invece si illumina appena i suoi occhi e la voce “bacon” sul menu si incontrano: amore puro! Opta quindi per “Bacon croccante, carciofi scottati, fonduta di Parmigiano Reggiano, uovo pochè, formaggio e insalata“. Signore e signori un trionfo di sapori che si mescolano in perfetta sincronia, coronati dalla consistenza libidinosa della pancetta abbrustolita. Promossa a pieni voti.

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Daniele invece oggi “tradisce” i sapori mediterranei con quelli più orientali, scegliendo “Pollo al sake, verdure julienne saltate, funghi shitake, salsa thai al sesamo, insalata e formaggio“, racchiusi nell’impasto delicato di farina tipo 1. Un’altra ottima scelta in cui si sentono sapori lontani e  diversi da quelli che si è soliti sentire all’interno di una crêpes, piuttosto in un ristorante etnico. Ottima, soprattutto la salsa piccantina al sesamo!

Nel menu ci sono altre proposte che mi hanno davvero intrigato, ve ne cito qualcuna, giusto per farvi venire una fame immensa e voglia di correre subito da Bariolè.

Zucca al forno, cipolla caramellata, uovo pochè, fonduta di Roquefort allo zafferano” E poi “Lardo di Moncalieri, costine multicolor, gorgonzola dop, noci, miele e insalata“. Non so voi, ma io solo a leggerle le trovo pazzesche e tornerò presto a provarle, anche perché, come ogni volta, si deve tenere spazio per il dolce.

No, vietato dire di no alla crêpe dolce, scordatevelo. Non potrete uscire di qui senza. Io e Dani dividiamo “Mele selvatiche, caramello al burro salato, zucchero di canna“. Non so ma ultimamente non riesco davvero a resistere quando leggo “burro salato” da qualche parte, e stavolta ho fatto la scelta perfetta! Una crepe infinitamente semplice ma anche irresistibilmente buona, una di quelle che fa chiudere gli occhi ad ogni boccone.

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Ammetto però che anche “Crema di ricotta pugliese al pistacchio, amarene sciroppate, torrone in pezzi“, mi aveva decisamente intrigato, ma… sarà la scusa buona per tornare!

La bellezza di un locale la fanno le persone

Daniela e Martin sono i proprietari di Bariolé, lei piemontese, lui di origine peruviane, una delle coppie professionali e nella vita, più sorridenti che io abbia conosciuto! Fare due chiacchiere con loro e vederli all’opera, lei in cucina, lui in sala, mi ha fatto capire quanto amino quello che fanno e ciò che hanno costruito insieme. Ascoltando la loro storia poi realizzo quanto siano riusciti a rappresentarla nel loro locale, di quanto sia presente di entrambi, negli arredi e nello spirito di questa creperia colorata. Sul menu poi non mancano mai i prodotti regionali, i sapori mediterranei, ma anche tanti ingredienti “stranieri” come ad esempio lo Jamòn Serrano, ed è immensamente bello vederli mescolati nelle loro preparazioni, percepirli è come fare un viaggio con le papille, e se vorrete viaggiare un po’ anche voi, l’appuntamento è proprio qui, in questo adorabile angolino di cit turin.

Se invece siete in giro per il centro e volete pranzare in un posticino delizioso che nasconde un progetto ancor più bello, seguite il consiglio di Monica e andate a pranzo qui!


All images © 2019 Daniele Epifani