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Dogliani Castello: Le Langhe che non ti aspetti

Dogliani Castello: Le Langhe che non ti aspetti

Per fuggire al caldo afoso della città, qualche settimana fa ho preso Fabio e gli ho detto: vieni con me, ti porto in un posto speciale. E così siamo partiti alla volta di Dogliani, convinti ché un po’ di arietta fresca delle Langhe ci avrebbe fatto sicuramente meglio che starcene chiusi in casa col ventilatore puntato sulla faccia. Ad aspettarci c’è Yvonne, che con la sua associazione culturale sta trasformando Dogliani Castello, un borgo di una bellezza antica e disarmante, in una piccola isola felice fatta di progetti artistici, di riqualificazione, di promozione dei prodotti locali ma soprattutto… di persone. Persone che, in una domenica di fine Luglio, si sono riunite attorno ad una 150ennale macchina da stampa arrivata appositamente da Vienna, con del buon vino e tanta voglia di condividere e di raccontarci la loro storia.

Associazione Serafina Quota
Serafina Houses
Borgo Antico Dogliani Castello
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Meet me in Dogliani

Un giardino illuminato a festa, sdraio e ombrelloni tutt’intorno e una distesa di colline avvolte nel tramonto che è meglio di una vista sul mare. Un banchetto di prodotti locali e una serie infinita di bottiglie stappate, un’antica macchina da stampa, barattoli di vernice ovunque e tante persone sorridenti che ti accolgono come se vi conosceste da una vita. Se questo non è il paradiso, allora cos’è? 

Yvonne, più che una donna, è una forza della natura: la prima volta che l’ho incontrata eravamo ricoperte di vernice e cercavamo di destreggiarci nel magico mondo della serigrafia, in un workshop al Print Club. Appesa nella mia cucina c’è ancora una delle sue stampe: la ricetta con le dosi esatte per fare la pizza, scritta a caratteri cubitali e con colori sgargianti, così non ci si può mai sbagliare.

Partita dall’Austria e arrivata in Italia più di 20 anni fa per seguire le proprie passioni e trasmetterle agli altri, Yvonne, insieme alla comunità del posto, ha deciso di investire attivamente tutte le sue energie per il suo amato territorio, le Langhe, e in particolare Dogliani Castello, dove si è stabilita e ha cominciato a recuperare vecchie abitazioni e giardini trasformandoli in vere oasi di pace immerse nella natura e arricchite di dettagli semplici ma ricercati. 

Do What You Love

Ogni anno, proprio uno di questi appartamenti si trasforma in studio e accoglie residenze d’artista, tra le mura antiche del borgo di Castello: qui gli ospiti vengono invitati a sperimentare e a lasciarsi ispirare da ciò che li circonda, realizzando l’etichetta del vino che verrà poi prodotto in collaborazione con le aziende agricole Alessandria e Veglio.

Do What You Love, è il nome di questo vino, e probabilmente anche il motto che accomuna tutti quelli che ci hanno lavorato: grazie a questo progetto infatti, artigiani, viticoltori e designer lavorano fianco a fianco per realizzare una bottiglia che non racconti solo il territorio ma anche le persone e le loro passioni. 

Let’s print!

La realizzazione dell’etichetta per questo 2019 è stata affidata all’adorabile Barbel di Studio Franza: nel suo italiano perfetto mi racconta come il soggiorno suo (e della sua famiglia) a Casa Capra si sia trasformato in un simpatico tributo all’inquilina a quattro zampe che proprio qualche anno fa abitava il rustico che oggi, per mano di Yvonne, diventa un appartamento dal design ricercato: una capra, per l’appunto.

L’etichetta del vino che stiamo sorseggiando ora in piena estasi è stata realizzata in collaborazione con lo studio di Ulla e Fabien, Schneeweis Wittmann: per l’occasione questa coppia di creativi viennesi hanno trasportato la loro 150ennale macchina da stampa manuale da Vienna fino a Dogliani, rendendo questo Print Party ancora più assurdo ed elettrizzante. 

“Il bicchiere è mezzo pieno”, recita l’etichetta. Alla vista di tutto questo minimalismo Fabio impazzisce e comincia a scattare foto a raffica della bottiglia mentre io, con gli zigomi che mi fanno male per il troppo sorridere, penso che non potrei essere più che d’accordo con questa affermazione.

Il borgo dimenticato

Mentre io sorseggio del Pinot Nero, è impossibile non fermarsi a parlare con la gente del posto, in particolare con Alessandra, Assessore alla Cultura, e Antonio – detto Bibi – che prima ci prende per la gola con la sua Langa-Thai (una zuppa rivisitata in chiave orientale ma realizzata esclusivamente con prodotti delle Langhe) e poi ci conquista guidandoci attraverso le bellezze del borgo antico, portandoci ad ammirare il tramonto da un punto di vista d’eccezione, sconosciuto ai più e per questo ancora più magico.

Qui ci racconta di tutta la storia che è passata di qui, il passato di queste mura ma anche il loro futuro: quello che lui e la sua associazione Gruppo Volontari Castello C’è, stanno cercando di portare avanti all’insegna della promozione del territorio e degli eventi culturali, musicali, enogastronomici con l’intenzione di attrarre un turismo consapevole e appassionato.

Quando siamo arrivati a Dogliani non conoscevamo nessuno, eppure andiamo via con la sensazione di essere a casa: qui è facile sentirsi nel posto giusto. Merito del vino, certo, quello unisce sempre tutti: ma anche e soprattutto grazie alle persone come Yvonne e Antonio. E poi Alessandra, Tomo, Ivan, Teresita, Barbel, Ulla & Fabian, Marta, Dominik… Nomi che parlano di un grande amore per questa terra e che ci hanno lasciato una grande voglia di ritornare e di stare di nuovo insieme.


All images © 2019 Fabio Rovere