Menu & Search
Ginuensis | il primo Gin genovese

Ginuensis | il primo Gin genovese

L’idea di parlare di Gin mi è venuta a colazione. No, non mi sono alzata con il piede sbagliato, semplicemente sono una grande osservatrice. Sorseggiando con calma il mio caffe macchiato prima di entrare in ufficio mi piace passare in rassegna lo scaffale delle bottiglie, sistemate in bell’ordine, da Verde Salvia.
Ho una particolare passione per colori, forme e packaging (come al solito, deformazione professionale) quindi non ho potuto fare a meno di notare l’etichetta di Ginuensis.

Ginuensis
Sito | Facebook | Instagram


Prezzo|da sito 26€

Telefono alla mano e googlata più veloce del west. Scopro per puro c….aso che stiamo parlando del primo Gin genovese. Il cerchio si chiude con un bell’aperitivo a base di Gin Tonic la sera stessa per provare la bontà della mia scoperta e ora vi parlo di come da un’amicizia prende vita un bel progetto Made in Liguria.

La storia

Vittorio, Francesco e Marco sono ragazzi giovani e propositivi che credono nel valore della nostra terra e hanno deciso di fondare il progetto sull’autenticità della loro passione.
Tutto nasce da mesi di prove, esperimenti e assaggi tra una chiacchiera e l’altra. Le prove si trasformano a tutti gli effetti in un prodotto che prende il nome da una birra precedentemente prodotta da Francesco (Genuensis) e si trasforma in Ginuensis perchè, si sa, con il latino non si sbaglia quasi mai.

Questo Gin dal nome emblematico parla di Genova nel modo meno scontato. Non è Genovese nell’aspetto infatti non troviamo basilico tra le nove botaniche utilizzate (cardamomo, cumino, liquirizia, arancia, mandorla, radice di angelica coriandolo, ginepro e Lime Kaffir) ma lo è nel carattere.
Parliamo di un Gin adatto alla miscelazione dal gusto diretto ma dolce, è intenso e agrumato, aromatico e inconfondibile. Si può dire anche della nostra città: un porto e un luogo di passaggio dove (un tempo come oggi) si mischiano popoli e merci, abitato da una popolazione che “strenzoe i denti e parla ciæo” (stringe i denti e parla chiaro) ma che sa anche essere accogliente, a modo suo. Unica nel suo genere, come Ginuensis.

Per fedeltà e attaccamento alla nostra regione i ragazzi sono campioni indiscussi quindi si sono rifiutati di avviare una produzione in larga scala in zone limitrofe scegliendo invece di far nascere e imbottigliare il loro Gin nell’entroterra ligure.
Questi due anni di scelte sono state premiate perchè Ginuensis è stato insignito della medaglia d’oro nella categoria distillati al Binu – Concorso Nazionale per Distillati Amari e Vermouth.
Una soddisfazione che ha caricato ancora di più lo spirito Vittorio, Francesco e Marco che me lo hanno raccontato con entusiasmo e che vedono in questo riconoscimento una conferma della loro professionalità.

Etichetta e packaging

Ora vi devo assolutamente parlare della bottiglia che mi ha colpito così tanto perchè ho resistito fin troppo nel raccontarvi questa chicca.
Tutto, dalla texture del ginepro sullo sfondo per arrivare alla scritta e al logo, è stato disegnato a mano dal Calligraphy & Lettering Artist Luca Barcellona e poi digitalizzato.
Il simbolo del riccio, minimalismo puro, non è solamente un richiamo alla vita notturna ma è anch’esso riflesso del carattere spinoso del genovese.

Inutile dire che è stato un bel regalo per amici che hanno inaugurato casa da poco e una sorpresa graditissima per il marito. Come potete ben vedere insieme a Sara e Valentina abbiamo già provato qualche guarnizione per il Gin Tonic con le foglie di Lime Kaffir o con i mirtilli, una combinazione che a noi è piaciuta molto non solo come sapore ma anche esteticamente.

Dove comprarlo?

Potete trovare una di queste 2100 bottiglie di Ginuensis in alcuni dei nostri locali preferiti in centro come il MOG (trovate qui il mio articolo), Verde Salvia, Fokaccia, Suvino, La Negroneria o in zona Nervi a La Piazzetta e da Zio Reginaldo. Oppure all’enoteca La Formica.


All images © 2019 Valentina Molinelli