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Tazze Pazze | Pazze Tazze

Tazze Pazze | Pazze Tazze

Mi chiedo, vi chiedo: che mondo sarebbe senza caffè?! Che risvegli traumatici avremmo la mattina se, dopo una bella doccia fredda per riuscire ad aprire gli occhi, non facessimo il pieno di energie col famoso Oro Nero?! Una vita di mai una gioia, ve lo dico io.
Io che bevo solo caffè decaffeinato perché ho l’agito facile e solo in vacanza, estremamente rilassata, posso bere litrate di caffè senza farmi salire il cuore in gola. E questo è un serio, vero e proprio grande handicap.
Perché io AMO follemente il caffè.

Tazze Pazze Caffetteria Gourmet
Piazza dei Cinque Lampadi 71r , Genova

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Così, dichiarando questo amore folle, decido di raccontarvi di un posto dove il caffè è adorato e idolatrato in ogni sua meravigliosa forma ed è esaltato in ogni sua peculiarità e caratteristica. TAZZA PAZZE.

Ora noi siamo abituati a dire mi faccio un caffè:
dalla moka della nonna (un pò annacquato e che sa di tostato), alle classiche macchinette da “espresso”, per non parlare della famosa “what else” più commerciale che ci sia!
Ecco, NO! Qui da Tazza Pazze la storia dei loro caffè parte dal chicco e giunge alla nostra tazza in modo completamente differente.

Ma come nasce Tazze Pazze?!

La storia di Tazze Pazze nasce dal legame di due amici, Andrea Cremone e Matteo Caruso, accumunati dal desiderio di trasformare una storica latteria a Rivarolo, un quartiere di Genova nella bassa Val Polcevera, in una caffetteria attenta alla qualità.
I due amici, che si definiscono fratelli non di sangue, spinti dalla passione, ricercano il prodotto migliore per offrire un servizio superiore. Matteo prima e Andrea successivamente, studiano, viaggiano nei paesi tropicali per conoscere le piantagioni e il chicco, si formano fino a diventare baristi, trainer e figure di riferimento di fama internazionale, spesso partecipanti a fiere del settore ed esperti assaggiatori certificati Q Grader. Dei veri e propri guru nel loro campo insomma!!

Progetto Finca Rio Colorado

Spinti a fare sempre meglio e di più sono entrati a far parte di un progetto, a mio parere davvero degno di nota, finalizzato a dimostrare che coltivare caffè responsabilmente è possibile. Insieme a 25 soci di nazionalità diverse hanno acquistato una piantagione in Honduras, Finca Rio Colorado è il suo nome. Il progetto, sostenuto da Umami Area Honduras, pratica un’agricoltura sostenibile al 100% regalando un caffè di alta qualità. Ma perché sostenibile?! Perché proprio grazie a questo progetto gli operai che lavorano nella piantagione ricevono un salario adeguato, vengono istruiti, gli vengono fornite delle abitazioni congrue e l’ultimo progetto è quello di riuscire a costruire una scuola nelle vicinanze!
Chapeau!

18 mq bastano per racchiudere tutte l’essenze del caffè

Da poco hanno aperto un’altra caffetteria in pieno centro storico, di soli ben 18mq, ed è proprio qui che io e Alice ci siamo spinte per farci raccontare e saperne di più sul vastissimo mondo del caffè.

Abbiamo deciso di farci raccontare il frutto dei loro viaggi, delle loro esperienze e di farci “aprire il palato a nuovi gusti ed emozioni”.

Andrea e Matteo selezionano personalmente e con cura i loro caffè che vengono torrefatti dallo stabilimento Fratelli Pasqualini. Da loro i chicchi di caffè vengono torrefatti seguendo curve e profili di tostatura studiati insieme per esaltare al meglio le note aromatiche.

Vi assicuro che a tratti sembra di essere in un laboratorio di chimica, pieno di alambicchi e filtri!! È una magia vederli preparare un caffè.
Il concept del barista nei loro locali vuole essere diverso: qui questa figura professionale è fortemente formata e molto ben predisposta a “prendersi il suo tempo” per raccontare al cliente le caratteristiche e le proprietà del caffè che sta per assaggiare. Eh sì, dico assaggiare perché il caffè va gustato, anzi meglio degustato, assaporato e conosciuto.

Non solo espresso

Si possono assaggiare diverse tipologie di caffè.
Per esempio se voi entrate e chiedete semplicemente un espresso vi verrà domandato: quale caffè preferite?! Sì, perché l’espresso può essere fatto con miscele differenti che ruotano di periodo in periodo. Si spazia dall’Etiopia, al Brasile e perché no, facciamoci trasportare anche fino in Colombia!

Lo sapevate che nel mondo solo il 10% del caffè è bevuto come espresso?! E quindi in quale altro modo possiamo berlo? Andrea non solo ce lo spiega ma ce lo fa vedere:
French Press (per infusione) il caffè rimane più corposo e amaro;
V60 (per percolazione) il caffè viene esaltato nelle sue note più aromatiche ma è più liquido, meno denso;
Aeropress (per pressione) è una via di mezzo tra i primi due.

Noi abbiamo provato il V60, bellissimo anche da veder preparare: carta da filtro con la giusta quantità di miscela di caffè, ovviamente macinato al momento, giusta quantità d’acqua calda versata sopra. Si attendono circa due minuti aspettando che l’acqua filtri e si porti con se tutti gli aromi del caffè. Pronto per servire in tazza. Leggero, piacevole, delicato.

Poi abbiamo assaggiato il French Press: me ne sono innamorata. Il tempo di infusione è leggermente maggiore e il filtro è di metallo e non più di carta. Il principio è differente perché invece che lasciar percolare il caffè qui, dopo essere stato il giusto tempo in infusione con lo stantuffo su cui è presente il filtro si pressa e si ottiene un caffè davvero ma davvero ottimo!! Più deciso come gusto, corposo e intenso! Per me ha vinto lui!!

Conclusione: sono stata davvero molto felice di potervi raccontare di questa realtà così giovane, competente, appassionata e soprattutto che fa appassionare. I ragazzi mica sono “pizza e fichi”: sono stati nominati dal “Signor” Gambero Rosso come Caffetteria Gourmet tra le migliori della città.
Affrettatevi che ne vale davvero la pena!


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