NORA Book & Coffee: libri, caffè e tematiche di genere

Gaia Sandrelli Pubblicato il 13 Febbraio 2024
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Sono andata a trovare Denise e Vincenzo, proprietari di Nora Book & coffee. Abbiamo fatto quattro chiacchiere nel loro dehors, per conoscerli meglio e per capire come sia nato questo progetto. 

Mi hanno raccontato di aver aperto Nora Book and Coffee nel 2016 per creare un bar/libreria che fosse incentrato su femminismo e mondo queer. Ma la volontà non era di creare una semplice libreria. Vincenzo mi ha raccontato che quando hanno aperto la via era vuota, buia e in una posizione scomoda, avendo il compito di collegare due zone poco frequentate di Torino, soprattutto la sera. Mi ha così raccontato che quando hanno aperto volevano diventare un punto di riferimento per chi passava da quelle parti, un posto sicuro dove chiunque pottese entrare per sentirsi protetto e al calduccio. E credo proprio che ci siano riusciti. 

La fata Nora

Sono le otto di sera di un giorno d’inverno. Fuori è buio e fa molto freddo. Una ragazza sta percorrendo Via delle Orfane da sola, sta andando a trovare un’amica, e si muove con passo svelto. Vuole passare meno tempo possibile in quel tratto oscuro e spaventoso. Dietro di lei, poco lontano, vede una figura che non la rassicura, anzi la inquieta molto. Allora la ragazza inizia a correre, sempre più veloce, ma anche l’ombra la segue e di conseguenza aumenta il passo. A un certo punto la ragazza inciampa, cade e le si apre lo zaino spargendo tutte le sue cose per terra. Ormai è posseduta dal panico e dalla paura; il buio la sta per inghiottire.

Ed è in questo momento che arriva fata Nora! Una figura bellissima, che indossa un mantello lunghissimo, uno scudo fatto di libri e un elmetto con mille piume colorate! Inizia a combattere, ma con una sola mossa sconfigge la paura, il buio, il pregiudizio e l’ignoranza. La ragazza sana e salva viene accompagnata all’interno di questo posto meraviglioso. Ora è al sicuro. Ora è a casa.

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Caffè e libri

La clientela è molto vasta e i nuovi arrivati, se non fossero attratti dalle tematiche dei libri, sono sicuramente invogliati a entrare grazie alle delizie esposte in caffetteria. Menù vegetariano e vegano, per colazioni e aperitivi. 

Oltre alla clientela locale, hanno un ottimo riscontro durante gli eventi internazionali che coinvolgono Torino. Mi hanno raccontato che durante l’Eurovision o il Salone del Libro, si crea un legame anche con persone straniere: il dialogo e il confronto sono sempre nell’aria. Molto spesso succede che da un tavolo parta un discorso e finisca per coinvolgere tutte le persone sedute, da temi più seri, fino a quelli più superficiali, ma comunque ognuno si sente libero di dire la propria. 

Denise e Vincenzo organizzano anche workshop, talk ed eventi dedicati al tema queer. Di solito si svolgono di venerdì, ma anche di mercoledì e giovedì, quindi vi consiglio di rimanere aggiornati tramite la loro pagina Instagram per vedere tutti i prossimi appuntamenti. 

Trovare casa nel centro di Torino

Il termine che hanno usato per descriversi, anche sul social, è casalingo: sono soddisfatti di aver trovato un metodo semplice, ma che abbia la potenzialità di arrivare a chiunque. Le persone che seguono la loro pagina sono persone reali, gente che ha un interesse verso il loro pensiero. E lo posso confermare. Li seguo da relativamente poco, ma da quando li ho scoperti non mi limito a fare tap per mettere un cuoricino sui post, ma leggo commenti, interagisco con le altre persone e mi sento ogni volta di aver acquisito un tassello in più da inserire nel mio bagaglio culturale. 

Più fate Nora per il Mondo

Allora mi immagino la fine del racconto, dove la fata Nora ha compiuto la sua missione, quella di rendere qualsiasi strada sicura, qualsiasi posto di lavoro senza pregiudizi, qualsiasi compagnia di amici libera dalla vergogna e da pensieri dannosi. 

Ma le fate non esistono – così dicono, io un paio credo di averle viste – e siamo noi a dover cambiare alcuni atteggiamenti e voler imparare sempre di più e se non sapete dove andare, Nora è sicuramente il posto giusto da dove incominciare. 


All images © 2023 Stefano Pucci

Andare ai musei da sola, fare aperitivo in terrazza e mangiare pasta almeno una volta al giorno. E io sono felice.

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