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Sartoria Sanvittore Milano: perchè la moda è sociale

Sartoria Sanvittore Milano: perchè la moda è sociale

La Sartoria Sanvittore a Milano è un progetto dove l’abito ha un valore in più. Sartoria, laboratorio e negozio coinvolgono detenute ed ex detenute delle carceri di Bollate e San Vittore che realizzano gli splendidi modelli disegnati dalla stilista Rosita Onofri. Pantaloni, bluse, cappotti, camicie sono confezionati con cura sartoriale e con dedizione, attraverso materiali selezionatissimi. Le collezioni hanno uno stile femminile ed elegante, informale e contemporaneo, per sentirsi molto chic ma al tempo stesso a proprio agio: fatti dalle donne per le donne, insomma.

Sartoria Sanvittore
Via Gaudenzio Ferrari, 3 | Milano

Lu | 15 – 19
Ma – Sa | 10 – 19

Sito | Facebook | Instagram 

Sartoria Sanvittore Milano

Il progetto dellaSartoria Sanvittore a Milano

Sartoria Sanvittore a Milano è un progetto nato nel 2008 dall’impegno della cooperativa Alice, un ente che dal 1992 opera nel campo della promozione umana attraverso il reinserimento di soggetti svantaggiati. La cooperativa è attiva principalmente all’interno dei settori femminili delle case circondariali di San Vittore e Bollate, dove sono stati aperti due laboratori sartoriali. A questi si aggiunge un laboratorio ‘esterno’, dove ogni giorno lavorano ex detenute e donne che hanno accesso alle misure alternative alla pena. L’intento è di dare uno sbocco lavorativo e una fonte di guadagno alle persone precedentemente formate attraverso i corsi di sartoria tenuti all’interno delle carceri. Luisa, Presidentessa della cooperativa e persona fuori dal comune – con cui ho avuto la fortuna di collaborare per un breve periodo – ci accompagna in un racconto fatto di macchine da cucire, spilli, toghe e storie di vita.

Sartoria Sanvittore Milano
Sartoria Sanvittore Milano
Sartoria Sanvittore Milano

Bene, ma anche molto bello

Sartoria Sanvittore è il marchio nato dalla collaborazione tra la cooperativa e Rosita Onofri, imprenditrice e stilista per brand come Krizia e Jil Sander. Accanto ad una vita nel mondo patinato della moda più established, quindi, Rosita ha deciso di abbracciare il progetto di Cooperativa Alice, diventandone una delle socie fondatrici.

Il retroscena sociale degli abiti di Sartoria Sanvittore è sicuramente un valore aggiunto ma il progetto non vuole essere una pura e semplice operazione di charity. Al contrario, il bello ha il suo peso, la qualità pure. Gli abiti che troverete nel negozio di Via Gaudenzio Ferrari ve lo confermeranno. Moda, sartorialità ed estetica diventano un vero e proprio strumento per riavvicinarsi alla vita fuori dal carcere, fatta anche di bellezza e di domande leggere come ‘gonna o pantalone?’.

Le linee di Rosita dettano il gusto delle varie collezioni che vengono poi personalizzate anche in base alle abilità delle lavoratrici. Per alcuni anni, ad esempio, hanno avuto una persona incredibilmente brava con il macramè. La stilista ha colto l’occasione al volo, realizzando una serie di abiti in jersey che utilizzavano questa lavorazione per moltissimi dettagli. In quel periodo era diventato una delle cifre stilistiche del marchio.

Toghe, Spose e Gatti Galeotti

Il lavoro della cooperativa non si esaurisce con la collezione di Sartoria Sanvittore. All’interno dei laboratori vengono realizzati anche una serie di accessori – shopper, magliette, borsine – con il marchio Gatti Galeotti o con il logo della sartoria, una linea di abiti da sposa e – potrà sembrare ironico – toghe su misura per i magistrati.

Sartoria Sanvittore Milano

All images © 2018 Martina Caiazzo