
“Guido Gozzano descriveva Palazzo Madama come una sintesi in pietra di tutto il passato torinese. Forse non tutti sanno, infatti, che il Palazzo divenuto poi la residenza di due importanti Madame a cui deve il nome, altro non era che la Porta Romana che consentiva l’accesso alla città dal lato del Po. Due millenni di storia stratificati nel tempo. Ci siamo permessi di aggiungere un ennesimo strato alla storia, non ce ne voglia Juvarra, si tratta di uno “strato mentale” e ciascuno può vedere il proprio. Il nostro rappresenta l’ora del tramonto d’estate, quando le luci si abbassano, si tingono di arancione e le fontane della piazza si fanno più rumorose senza il brusio giornaliero. Si attraversa la piazza in bicicletta con lo sguardo alto e il pensiero è sempre lo stesso: Torino è una città che non si abbandona.”
Illustrazione di Nicolò Canova e testo di Serena Campelli