Rifugio Nambino: la passeggiata più bella da fare vicino a Madonna di Campiglio

Monica Pianosi Pubblicato il 15 Giugno 2025

A volte non serve affrontare un trekking impegnativo per raggiungere un luogo che lascia il segno. Il Rifugio Nambino si trova sulle rive del Lago Nambino, a 1.768 metri di quota, nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta. Circondato dai boschi e con le Dolomiti di Brenta che si riflettono nell’acqua, è uno di quei posti che sembrano usciti da una fiaba. La cosa sorprendente è che raggiungerlo è semplice. Bastano meno di un’ora di cammino per ritrovarsi in uno degli scenari più iconici della zona di Madonna di Campiglio.

Come arrivare al Rifugio Nambino

L’itinerario più semplice parte dalla località Patascoss, poco sopra Madonna di Campiglio. Da qui un sentiero nel bosco sale dolcemente fino al lago attraversando abeti, larici e piccoli corsi d’acqua. Il percorso è ben segnalato e adatto praticamente a tutti.

Partenza: Patascoss
Arrivo: Lago e Rifugio Nambino
Lunghezza: circa 3 km andata e ritorno
Dislivello: circa 150 metri
Tempo di percorrenza: 45 minuti – 1 ora per la sola salita, a seconda del punto di partenza
Difficoltà: facile

È una di quelle passeggiate perfette quando si ha voglia di camminare senza affrontare grandi dislivelli, ma senza rinunciare a un panorama memorabile.

L’arrivo al lago

L’ultimo tratto è sicuramente il più bello. Il bosco si apre all’improvviso e lascia spazio al Lago Nambino, uno specchio d’acqua di origine glaciale incastonato tra le montagne. Nelle giornate senza vento le Dolomiti di Brenta si riflettono sulla superficie del lago creando una delle immagini più fotografate dell’intera area di Madonna di Campiglio.

Vale la pena fermarsi qualche minuto prima ancora di raggiungere il rifugio. Fare il giro completo del lago richiede poco tempo e permette di osservare il paesaggio da prospettive diverse, tra ponticelli in legno, piccole spiagge e scorci nascosti tra gli alberi.

Quasi cento anni di storia

Il rifugio che si affaccia sul lago non è soltanto uno dei più belli del Trentino. La sua storia inizia nel 1933, quando i fratelli Giovanni e Maria Serafini trasformarono una piccola baita sulle rive del lago in un punto di ristoro per cacciatori ed escursionisti. Da allora la struttura è rimasta nelle mani della stessa famiglia, arrivata oggi alla quarta generazione.

Nel corso degli anni il rifugio è cresciuto insieme alla famiglia Serafini, ampliandosi senza perdere il carattere originario. Ancora oggi conserva quell’atmosfera di rifugio alpino autentico che sembra appartenere a un’altra epoca, fatta di legno, silenzio e accoglienza.

La leggenda del drago del Lago Nambino

Come molti laghi alpini, anche il Nambino custodisce una leggenda. Si racconta che nelle sue profondità vivesse un drago che per anni rimase nascosto nelle sue acque. Quando iniziò ad attaccare uomini e animali, due cacciatori della Val di Sole decisero di affrontarlo. Solo dopo averlo ucciso scoprirono che si trattava in realtà di una draghessa che stava proteggendo il proprio uovo. Ancora oggi questa storia viene tramandata dagli abitanti della valle e fa parte dell’identità del luogo.

Una sosta che vale il viaggio

Molti escursionisti si fermano qui per pranzo o per una merenda prima di tornare verso Madonna di Campiglio. Ma il Rifugio Nambino è anche il punto di partenza per itinerari più lunghi verso il Lago Serodoli e il celebre Giro dei Cinque Laghi. Per chi preferisce una giornata rilassata, invece, può bastare sedersi sulla terrazza, osservare il lago e lasciar passare il tempo.

Perché il bello del Nambino non è soltanto il rifugio o il panorama. È la sensazione di trovarsi in un luogo che, pur essendo facilmente raggiungibile, riesce ancora a conservare qualcosa di raro: il silenzio della montagna.