Escursione in Val Genova, una delle valli più spettacolari del Trentino, tra cascate, boschi e ghiacciai
Se stai cercando una camminata che unisca cascate, boschi, torrenti e panorami alpini, la Val Genova, in Trentino, è uno di quei posti che meritano il viaggio, anche se non te lo aspetti. Noi siamo stati indirizzati dalla signora del b&b in cui stavamo e non potremmo esserne più felici! Siamo nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta, in alta Val Rendena, a pochi chilometri da Pinzolo. Per 17 chilometri la valle risale verso i ghiacciai dell’Adamello attraversando uno dei paesaggi più scenografici del Trentino, tanto da essere conosciuta come la valle delle cascate.
Qui l’acqua è protagonista assoluta. Scende dalle pareti rocciose, attraversa i boschi, alimenta il torrente Sarca e dà vita a una sequenza quasi continua di salti d’acqua che accompagnano il cammino dall’inizio alla fine.



Come arrivare in Val Genova
La Val Genova si trova nel comune di Carisolo, poco sopra Pinzolo. Una volta arrivati si può lasciare la macchina nelle aree di sosta all’ingresso della valle e iniziare l’escursione verso le Cascate Nardis e la parte alta della Val Genova. Durante la stagione estiva l’accesso alla valle è regolamentato e viene attivato un servizio di navette che collega i principali punti di interesse.
Il percorso fino al Rifugio Adamello Brenta
Molti visitatori si fermano alle Cascate Nardis. Ma il mio consiglio è di andare oltre. Molto oltre. L’itinerario più bello permette infatti di attraversare gran parte della valle fino a raggiungere il Rifugio Adamello Brenta al Bedole, nella sua parte più alta.
Lunghezza: circa 15 km solo andata
Dislivello: circa 700 metri
Tempo di percorrenza: 4-5 ore
Difficoltà: facile dal punto di vista tecnico, ma impegnativo per la lunghezza
Il sentiero segue il corso del fiume Sarca di Genova attraversando boschi, passerelle, radure e punti panoramici. Più si procede, più il paesaggio cambia: le pareti rocciose si aprono, i boschi lasciano spazio ai pascoli e compaiono le prime viste verso i ghiacciai che dominano la testata della valle. È una camminata che non richiede particolari capacità alpinistiche, ma che necessita di un po’ di allenamento vista la lunghezza.
Le Cascate Nardis
Le Cascate Nardis sono il simbolo della Val Genova e rappresentano una delle immagini più iconiche del Trentino. L’acqua precipita da oltre cento metri di altezza creando uno spettacolo impressionante, soprattutto all’inizio dell’estate quando lo scioglimento della neve aumenta la portata del torrente. Si raggiungono facilmente con una breve passeggiata e rappresentano la porta d’ingresso ideale alla valle.



Camminare nella valle delle cascate
Ma le Cascate Nardis sono soltanto la prima di una lunga serie. Lungo il percorso si incontrano infatti numerose altre cascate e salti d’acqua, tra cui le Cascate di Lares, immerse in un ambiente più selvaggio e meno frequentato. Il tratto che collega le diverse cascate è uno dei più belli dell’intera escursione. Il sentiero entra ed esce dal bosco, attraversa ponti in legno e regala continui scorci sul torrente che scende impetuoso verso il fondovalle.








Il Rifugio Adamello Brenta, quasi un secolo di storia ai piedi dei ghiacciai
Dopo chilometri di sentiero, il Rifugio Adamello Collini al Bedole appare come un approdo naturale. Sorge a 1.640 metri di quota, nella parte più alta della Val Genova, circondato da prati alpini e dalle montagne che segnano l’ingresso al mondo dei ghiacciai dell’Adamello.
La sua storia inizia nel 1932, quando la guida alpina Adamello Collini decide di costruire qui un punto di appoggio per escursionisti e alpinisti diretti verso il Mandrone, la Lobbia e le grandi montagne del gruppo Adamello-Presanella. Da allora il rifugio è rimasto nelle mani della stessa famiglia, attraversando quasi un secolo di storia della montagna trentina.
Ma il nome di Adamello Collini è legato anche a una vicenda molto più profonda. Durante la Seconda Guerra Mondiale utilizzò la sua conoscenza della montagna per aiutare partigiani, perseguitati politici ed ebrei a trovare rifugio e a raggiungere la Svizzera attraversando i valichi alpini. Arrestato dai nazisti nel 1944, fu deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove morì pochi mesi prima della fine della guerra. Ancora oggi il rifugio conserva il suo nome e la memoria della sua storia.


Fermarsi qui per pranzo significa quindi non soltanto concedersi una pausa dopo il lungo cammino, ma sostare in un luogo che fa parte della memoria della valle. Dalla terrazza lo sguardo corre verso la testata della Val Genova, dove i boschi lasciano spazio alle alte quote e alle cime che custodiscono alcuni dei più importanti ghiacciai italiani. È uno di quei posti in cui viene naturale fermarsi più del previsto, ordinare qualcosa da mangiare e osservare il paesaggio che cambia lentamente con la luce del giorno. E tra l’altro si mangia benissimo! E no, non solo polenta come di solito in montagna!
Come organizzare il ritorno
Una delle cose più comode di questo itinerario è che durante la stagione estiva non è necessario ripercorrere a piedi tutti i 15 chilometri del ritorno. Il servizio navetta attivato dal Parco Naturale Adamello Brenta collega infatti la zona del Bedole con le aree più basse della valle, permettendo di organizzare facilmente un percorso lineare e godersi la camminata senza dover affrontare una seconda lunga traversata.
Quando andare a fare questo trekking in Val Genova
Il periodo migliore per visitare la Val Genova è tra giugno e luglio, quando la fusione della neve rende le cascate particolarmente spettacolari. Anche settembre è un ottimo momento per esplorare la valle: i colori iniziano a cambiare, le temperature sono piacevoli e l’affluenza diminuisce sensibilmente rispetto ai mesi centrali dell’estate.
Qualunque sia la stagione scelta, la Val Genova riesce a sorprendere per la forza del suo paesaggio. È una valle che si percorre seguendo l’acqua, passo dopo passo, fino a raggiungere alcuni degli scenari più suggestivi dell’intero arco alpino.
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