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Alla scoperta delle Alpi Biellesi e dell’Oasi Zegna

Alla scoperta delle Alpi Biellesi e dell’Oasi Zegna

Il racconto di una gita fuoriporta all’ Oasi Zegna

Vi chiederete: “Biella?!”Si, Biella esiste! Biella è quel territorio misterioso che, in vacanza, alla domanda “di dove sei?” quando rispondevo “Biella” dovevo subito aggiungere “vicino a Torino”, vedendo la difficoltà geografica a collocarla nel Piemonte.
Biella è quel posto che i Torinesi, bene o male, non visitano mai, perché si domandano cosa ci sia da fare la, sperduti sui monti, tra fili di lana.
Eppure – e sottolineo Eppure-, il biellese è un territorio davvero bello, naturalisticamente parlando: abbiamoi monti di Oropa, ill Piazzo medioevale di Biella, il ricetto di Candelo… e poi Bielmonte nell’Oasi Zegna (si, quella di Ermenegildo Zegna, proprio lui, bonanima).

Va bene, arriviamo al punto: ecco il racconto di un weekend immersi nella natura durante un neverending e soleggiato gennaio!

Disclaimer importante prima di continuare a leggere! Tutte le foto sono state scattate a Gennaio 2020. Quindi pre-covid!

Partiamo con il perché andare all’Oasi Zegna:

“Non mettevo piede sulla neve, quella vera, da almeno 10 anni! Andare a Bielmonte mi ha fatto rimpiangere di non averlo fatto più spesso prima! Un’oasi dove poter staccare la spina a pochi passi dalla vita frenetica, dove persino una neofita della montagna può raggiungere la cima senza difficoltà! E la notte perdersi nell’immensità della volta stellata.”
Cit. @la_vispa_t, aka la ‘pizza blogger’ di Le strade di Torino che di montagna, per sua ammissione, è molto poco esperta.

Ora vi raccontiamo la nostra esperienza, cos’è successo in poco più di 24 ore a Biella!

Prima Tappa: Biella e la sua medioevale città alta, il Piazzo

Arrivati i dodici stradali, incappucciati come Reinhold Messner sul K2, a Biella abbiamo preso la storica funicolare per visitare il borgo medioevale del Piazzo, la vera chicca della città della lana, di fondazione medievale e perfettamente conservato. Oggi, se sei giovane e vivi a Biella e non sai cosa fare, alla sera è al Piazzo che vieni per immergerti in un’atmosfera surreale tra vinerie, ristoranti romantici, e una cornice che sembra di essere usciti da “ritorno al futuro. Back to 1493”.
Dopo una tappa veloce al meraviglioso Battistero, ancora sotto le note post natalizie di “All I want for xmas is you” sparata a manetta dalla patinoire (la parrucchiera, n.d.r.) nella piazza del duomo, siamo partiti per un pranzo in una tappa intermedia, la foresteria di Banchette, anche perchè stavamo morendo di fame.

Pranzo in foresteria

La foresteria del cinquecentesco santuario di Banchette, nasce sotto le pendici del monte Rovella, un tempo covo di eretici, masche (le streghe) e misteriosi personaggi ora posto dove mangiar bene, nel verde, con la vista sui monti e un po’ di arte nel bosco.
Ci teniamo a citare la foresteria perchè l’atmosfera è accogliente, casalinga anche grazie al lavoro degli straordinari ragazzi che fanno parte dell’associazione Porteaperte, che si impegna a inserire giovani con disabilità in questo ristorante bottega.
Dopo pranzo parte, 20 minuti di curve e… Bielmonte.

Finalmente montagna: ora respira!

Arrivati a Bielmonte il panorama lascia a bocca aperta: una vista meravigliosa a 360° dal Monviso al Monterosa, passando per la vetta del Mucrone, del monte Bo, l’Argimonia e Moncerchio. Zaino in spalle e… no aspetta, c’è la seggiovia! Quindi accessibile anche per i più pigri, che vogliono evitare una piccola camminata di 15 minuti, su in seggiolino e in 2 minuti raggiungiamo il Rifugio Monte Marca. La giornata era stupenda e non potevamo non approfittare delle sdraio per spaparanzarsi un paio di ore al sole.

Il rifugio ci ha accolti in un’atmosfera alpina, caminetto acceso, pareti in legno, vista dalle grandi finestre sulle Alpi. Ovviamente non si poteva non mettersi ad osservare – meravigliati- il tramonto sorseggiando una buona menabrea (ovviamente made in Biella). A poco a poco l’imbrunire ci ha raccolti vicino al camino a sorseggiare vino giocando a taboo con dei locals.

La cena è arrivata… e qui lasciamo la parola alla nostra @la_v_, foodblogger appassionata e biellese di nascita. 

Ovviamente mi fanno intervenire sempre quando si parla di cibo, chissà come mai… Non mi offendo, anzi, ma sento questa come una grandissima responsabilità. Come seconda Biellese del gruppo Strade, dare anche la mia voce per questo bellissimo post di Maik che parla dei luoghi bellissimi della nostra infanzia, gioventù e poi, anche se un po’ meno, del nostro presente, mi lusinga too much. Lo ammetto, era da tanto che non tornavo tra i nostri monti ed è stato un vero colpo al cuore! Ogni volta che quei monti li rivedo da più vicino è impossibile non ricadere “in love”. Se poi al paesaggio super ci aggiungi una bella cena nella splendida cornice del ristorante del rifugio Monte Marca, dove tutto è in perfetto stile “muntagnin” dall’ambiente ai piatti che giungono in tavola. Prima menzione fra tutte le portate: il pane! Ragazzi, al rifugio fanno un pane con lievito madre s p a z i a l e e e!

A tavola era un susseguirsi di richieste continue di cestini che sono riusciti a rincuorare il gruppo ancor più del fuoco del camino. Oltre al pane, i piatti del rifugio sono i classici piatti della cucina di montagna, tra pizzoccheri, polenta concia e porzioni abbondanti di salsiccia e selvaggina, taglieri misti di salumi locali e formaggi dei nostri marghè, il tutto innaffiato da generose caraffe di buon vino. Ci siamo tenuti allegri, insomma! E, non vi dico la mia personale allegria quando per nell’annuncio dei dolci c’erano almeno 5 torte differenti tra cui scegliere, tutte super genuine e preparate da loro. Insomma, non importa se non sapete sciare o pensate di non essere “gente di montagna” (manco noi!), salite con la seggiovia e godetevi il vostro pasto con vista al rifugio e poi buttatevi nelle sdraio a farvi baciare da sole e aria pulita!

Carichi di cibo e – alcuni di noi – un po’ ebbri di vino, siamo andati con Fabio e Mirko a “caccia” di stelle. É stato davvero emozionante osservare la volta celeste, senza luna, risplendere con la sola luce delle stelle e vedere in lontananza le nostre piccole città, così piccole e luminose: prima Biella, poi Vercelli, poi Torino e ogni tanto quando lo smog è poco (ossia mai) si riesce addirittura a vedere Milano. 

Dormire sul balcone del Piemonte

Il pernottamento nella camera Monte Bo è stato la conclusione perfetta di una giornata altrettanto perfetta: le stanze sono curate e accoglienti e molte di queste godono di una vista mozzafiato. Soltanto scostando la tenda si passa dal buio totale della camera da letto al bianco accecante della neve, con la pista sciistica che comincia proprio al di sotto della nostra finestra. Il panorama è mozzafiato e di notte, quando tutto è spento, si riescono a contare le stelle dal proprio cuscino.
@ariannacristiano

Aggiungo anche che è la location perfetta per una coppia o semplicemente per chiedere alla nostra Teresa di sposarvi (scherziamo ovviamente!)

La colazione dei campioni,o quasi!

La colazione per me è un momento fondamentale, non potrei davvero farne a meno. Al Monte Marca l’ho vissuta con la pace e la tranquillità che tutti noi ogni mattina vorremmo avere, con un plus… una vista pazzesca! Il relax che mi ha dato il candore della neve che vedevamo da ogni  finestra mi ha fatto iniziare la giornata con la carica giusta. La combo prodotti artigianali + vista piste è stata azzeccatissima. Senza contare ovviamente la compagnia, su quello non si discute 😉
@denaisainlove

Esperienza ciaspole: il racconto di un “bogianen”

Quando sei svaccato in rifugio, con un bicchiere di vino in mano, a guardare le montagne a mangiare polenta e salsiccia pure per colazione, la cosa peggiore che ti possa succedere è che qualcuno in preda ai deliri sportivi ti proponga dell’attività sportiva, se poi questa attività prevede di ciaspolare in salita la madonna la tiri, magari sottovoce, ma la tiri.
Però, un po’ per amor proprio e un po’ per dimostrazione di grandi capacità atletiche per voler far colpo sulle tue amiche blogger fighe, ti ritrovi a camminare con sta robe nei piedi, in maniera scoordinata e totalmente antisesso su e giù per le montagne che circondano il rifugio.
Di sentieri è pieno, per tutte le gambe e per tutti i polmoni, sulle creste a goderti il panorama o tra i boschi a imboscarti tra i boschi, occhio solo agli sciatori di fondo che sono incazzusi, non puoi neanche dargli torto perché se scegli lo sci di fondo come sport un po’ frustrato lo sei per forza.

In qualsiasi caso, la nostra salita è stata assolutamente piacevole, dolce di pendenza, verso il rifugio, Fabiofacose stava praticamente morendo, ma alla fine ce l’abbiamo fatta, le amiche blogger fighe non erano lì a vederci arrivare, ma alla luce dei fatti, meglio così.
@gnlc_b

Beh, che dire! Pensavo di vederli cappottare giù per qualche riva, invece sono stati super bravi. Ora vi raccontiamo la nostra passeggiata sulle cime di Bielmonte.

Prima cosa le ciaspole: dove affittarle?

Alcuni di noi non avevano mai messo nei piedi questi… strumenti, forse mai visti prima di quel momento. Ci sono un paio di posti per affittarli proprio nel piazzale di Bielmonte, ma vi conviene prenotarle per evitare di dovervi spostare in macchina, come abbiamo dovuto fare noi. Le abbiamo trovate a Bocchetto Sessera, pochi minuti di macchina più avanti.

Pronti, partenza, si va! Armati di ciaspole ai piedi e racchette per evitare di ribaltarsi siamo saliti percorrendo il percorso nel bosco che collega il Bocchetto con il piazzale due di Bielmonte. Il percorso è molto semplice e rilassante, adatto anche ai meno allenati dicimo. Guardando il panorama dall’alto,siamo saliti verso il Monte marca, qui il bosco ci aveva lasciato e ci siamo ritrovati in mezzo a un mare di neve bianca che rifletteva la luce del sole di quasi mezzogiorno. Costeggiando il crinale si arriva facilmente al Rifugio Monte Marca, dove il pranzo e i più pigri ci aspettavano comodi sulle straio.
L’Oasi Zegna ha moltissimi itinerari da percorrere con le ciaspole e sono tutti segnalati. Anche quando non c’è la neve, sono davvero incredibili, vengono chiamati “forest baths” (bagni nel bosco, come fosse un’immersione). Il nostro consiglio è di partire presto e andare fino alle baite dell’Artignaga, oppure – se non avete molto tempo – fare un salto all’Alpe Montuccia.

Momento sci

Il piccolo ma interessante comprensorio di Bielmonte offre davvero tante cose, la prima tra tutte è la vista mozzafiato sulle montagne e sulla pianura: da qui è possibile, nelle giornate di bel tempo, le cupole di Superga e la nostra amata Mole.

Il comprensorio gode di una dozzina di piste per tutte le capacità, quindi la cosa bella è che se qualcuno non è proprio un Alberto Tomba della situazione può scegliere quelle più semplici e ritrovarsi subito dopo con gli amici per una birra, un bombardino o un bel pranzo su al rifugio oppure al piazzale dove si possono trovare altri bar e ristorantini.
Se invece, non amate gli sci..beh, c’è pure la pista di pattinaggio su ghiaccio indoor e, nel caso gli sport non facessero per voi (mi chiedo allora perchè non stiate a casa se siete cosi pigri) allora potrete godere dell’aria pura e qualche passo intorno ai percorsi di Bielmonte.

Chissà se vi abbiamo convinti…. ci vediamo a Bielmonte il prossimo inverno?


All images © 2020 Fabio Rovere
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