Dal 16 al 19 luglio 2026, la Val d’Ossola ospita la tredicesima edizione di Nextones, festival internazionale dedicato alla
ricerca e alla sperimentazione nella musica contemporanea in dialogo con le arti performative e audiovisive. Inserito in un
contesto paesaggistico di forte identità, il festival definisce una modalità di fruizione in cui suono e performance entrano in
relazione diretta con le caratteristiche geologiche, architettoniche e ambientali del territorio.
Piattaforma di ascolto, sperimentazione ed esperienza site-specific, Nextones riunisce musica contemporanea, pratiche
audiovisive e performance in relazione dinamica con l’ambiente, configurandosi come un dispositivo curatoriale capace di
attivare il paesaggio attraverso dinamiche percettive e partecipative in sintonia con la propria identità. Il festival si inserisce,
infatti, nella più ampia visione della Fondazione Tones on the Stones, impegnata nella riattivazione di contesti naturali e
antropizzati attraverso la cultura.
Nextones si articola come un itinerario attraverso la Val d’Ossola, ampliando il proprio raggio d’azione oltre all’ex cava di
granito Tones Teatro Natura – epicentro del festival e oggi uno dei contesti europei più riconoscibile nell’indagare le relazioni
tra suino, natura e spazio – in una costellazione di luoghi eterogenei e contesti inediti e consolidando il proprio focus
curatoriale dedicato alle performance site-specific diurne. Tra questi: le Terme di Premia, gli Orridi di Uriezzo, l’antico Borgo
di Ghesc e per la prima volta l’Oratorio di San Marco a Veglio. Concepite per attivare il paesaggio attraverso pratiche d’ascolto
immersive e relazionali, queste sedi danno vita a nuove sinergie tra dimensione sonora e ambiente.
Nel 2026 Nextones si conferma così ecosistema d’ascolto e piattaforma culturale, in cui performance, ambienti naturali e
strutture del paesaggio contribuiscono a definire una comunità ormai riconoscibile: un pubblico che torna, si evolve e si
consolida nel tempo. Un rito condiviso che prende forma sul posto, tra presenza, pratiche d’ascolto e vita all’aperto, in
relazione attiva con il territorio. Le ultime edizioni hanno registrato oltre 5.000 presenze, con un campeggio sempre più
centrale e circa 600 partecipanti coinvolti in un’esperienza immersiva e collettiva.