Da sempre, nell’immaginario collettivo, quando da Roma si decide di uscire per andare a mangiare ai Castelli Romani, la scelta ricade spesso su ristoranti legati alla tradizione. Tavolate conviviali, piatti della cucina romana e laziale, ricette che raccontano la storia gastronomica del territorio.
Molto più raramente si pensa a questa zona come a un luogo in cui cercare una proposta contemporanea. Eppure la cucina può essere anche altro. Ed è proprio Altro, come suggerisce il nome, il ristorante nel cuore di Grottaferrata che raccontiamo oggi.
Altro Cucina e Cocktail nasce con l’idea di proporre una visione diversa della ristorazione nei Castelli Romani. Non un’alternativa che vuole sostituire la tradizione, ma un progetto capace di affiancarla con un linguaggio gastronomico nuovo, fatto di viaggi, contaminazioni e creatività.

Il progetto e gli spazi di Altro
Dietro il progetto c’è Elia Gatta, che prima di intraprendere la strada della ristorazione aveva scelto un percorso completamente diverso, quello dell’avvocato, messo da parte per coltivare sempre più le sue due grandi passioni: la cucina e i viaggi.
É così che nel 2020, insieme alla compagna Giorgia Ramelli, che troviamo in cucina e dietro al bancone, apre il ristorante Altro.
Il progetto nasce con un’idea precisa: costruire un luogo in cui gastronomia e ospitalità diventino un’esperienza immersiva. Il cibo è il punto di partenza, ma il racconto coinvolge anche l’ambiente, l’atmosfera e il rapporto con gli ospiti. Il ristorante si sviluppa su più ambienti, tra sala e cocktail bar, insieme ad uno spazio esterno, utilizzato con la bella stagione, volto a completare il legame con la natura.



Altro, cucina creativa: viaggiare nel mondo senza dimenticare le radici
Il cuore dell’identità di Altro è la cucina, costruita attorno al concetto di viaggio. Non solo geografico, ma anche gastronomico. Viaggiare, scoprire culture diverse e ingredienti lontani senza perdere mai il legame con le proprie radici: è questa la filosofia che guida la proposta del ristorante. Il punto di arrivo non è mai completamente prevedibile, perché la sperimentazione fa parte del percorso.
In cucina oggi c’è lo chef Alessio Ciampanella, giovane e dinamico, che guida la brigata con energia e creatività, affiancato dal suo collaboratore Matteo Ghetta. La loro idea di cucina parte da basi solide della tradizione italiana e le arricchisce con tecniche internazionali, spezie e aromi provenienti da altre culture gastronomiche.
Il risultato sono piatti che uniscono identità e curiosità, dove la sperimentazione non diventa mai fine a sé stessa ma resta sempre al servizio del gusto.



Cosa abbiamo mangiato da Altro Grottaferrata
Il menu è disponibile sia à la carte sia nella forma di percorso degustazione a fantasia dello chef, che permette di esplorare la filosofia del ristorante attraverso una sequenza di piatti pensata dalla cucina. E noi abbiamo assaggiato le proposte proprio con un menù degustazione, iniziato con un vermouth di benvenuto, seguito dal pane fatto in casa servito con degustazione di olio e burro, ottimi per iniziare e si: abbiamo iniziato bene.
Ottimo il sashimi di ricciola con emulsione di frutti rosso e olio di erba senape, mentre con i samosa ripieni di maiale CBT e salsa agrodolce è nata una vera storia d’amore, sia con gli occhi che con il palato.





Tra i primi abbiamo assaggiato il delizioso tortellino fatto in casa con ripieno di fagiano in salmì, servito in brodo di pollo arrosto e olio aromatico e un curioso quanto gustoso Risotto “Riserva San Massimo”, mantecato con ricotta di pecora, limone affumicato, Jalapeno, lime nero e paprika.
Spazio anche ad una zuppa di pesce thai e brace preparata con pesci, molluschi e crostacei cotti alla brace, serviti con fondo di mare caldo e una sfumatura leggera al cocco, un piatto equilibrato, saporito e delicato allo stesso tempo.
Non poteva poi mancare il dolce: frolla, frangipane alla nocciola, composta di pere con miele e vaniglia e panna montata, il perfetto tocco finale per un percorso di gusto e scoperta.







Cocktail e cucina: l’incontro tra bar e ristorante
Se la cucina racconta il viaggio gastronomico, la mixology rappresenta l’altro pilastro dell’identità del locale. Il vero tratto distintivo di Altro è infatti la fusione tra bar e cucina. Due mondi che dialogano costantemente, dando vita a un linguaggio comune fatto di aromi, contrasti e armonie.
Il pairing tra cocktail e piatti è al centro della proposta. Ogni drink nasce insieme a una preparazione della cucina: può accompagnarla con equilibrio, creare un contrasto inaspettato oppure amplificarne i sapori, grazie ad una continua ricerca su infusi, bitter e preparazioni homemade che diventano ingredienti fondamentali della drink list.
A completare l’offerta del bere c’è poi il lavoro della sommelier Anna Risuglia, che privilegia etichette di piccoli vignaioli artigiani creando una carta dei vini pensata come perfetto abbinamento ai piatti che escono dalla cucina.





Un nuovo racconto gastronomico nei Castelli Romani
Altro dimostra che anche un territorio profondamente legato alla tradizione può accogliere linguaggi gastronomici diversi. A Grottaferrata prende forma così un ristorante che parte dai Castelli Romani ma guarda lontano, intrecciando cucina creativa e mixology in un progetto che mette al centro la curiosità, la sperimentazione e il piacere di condividere emozioni attraverso il cibo.
Un luogo nato con un’idea semplice ma ambiziosa: divertirsi in cucina e riuscire a trasmettere, piatto dopo piatto, tutte le emozioni che attraversano chi lo ha creato.
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