Doppiaenne: l’enoteca laziale che vale il viaggio fuori Roma

Luisa Cuomo Pubblicato il 23 Febbraio 2026

Vale la pena spostarsi dal centro di Roma per andare alla scoperta – diventata poi certezza – di posti fuori dai soliti giri. Soprattutto se quei posti sono un elogio alla territorialità. Laziale, in questo caso.

Per questo abbiamo ampliato i nostri confini fino ad arrivare a Fiano Romano, a nord della Capitale, nel cuore di un borgo medievale dove la ZTL è attiva fino alle 16.59. Un dettaglio che, per chi frequenta il centro di Roma, significa una sola cosa: respiro.

Qui il ritmo rallenta. L’aria cambia. Ci si sente dentro quelle atmosfere da gita fuori porta che sanno di piccoli paesi arroccati, vicoli silenziosi, botteghe di quartiere e tempo sospeso. Tra le stradine del centro storico si apre una piccola insegna: Doppiaenne. Un locale raccolto ma accogliente, minimal ma curato, elegante senza essere distante. Un posto che non nasce per caso.

Doppiaenne: un progetto di famiglia

Doppiaenne nasce dall’unione di due percorsi e due generazioni.

Camilla e Daniele Bonnannini – figlia e padre – inaugurano l’enoteca nel giugno 2025 con un’idea chiara: raccontare il Lazio attraverso le sue eccellenze. La scelta di aprire Doppiaenne Fiano Romano lontano dal centro della Capitale non è stata casuale.

«Ho un debole per i centri storici dei paesini piccoli», racconta Camilla. «Tra le mie cittadine preferite c’è Girona, in Spagna. Oppure Sutri, qui nel Lazio. Ma anche il centro storico di Viterbo. Sono luoghi così caratteristici, così raccolti, spesso arroccati, con piccole botteghe. Roma è indubbiamente bellissima, ma non permette la stessa atmosfera.» Sono quelle situazioni in cui il tempo sembra fermarsi.

Ed è esattamente questo che Doppiaenne vuole essere: un posto dove non c’è fretta, dove il tempo rallenta, uno spazio di tranquillità e meditazione. Una filosofia che sposa pienamente i principi dello slow wine e dello slow food, punto cardine di Doppiaenne.

Quando il padre Daniele si trasferisce a Fiano Romano e l’idea di aprire qualcosa insieme prende forma, Camilla non ha dubbi: la ricerca parte dal centro storico di un paesino nella Sabina, terra di produttori veri. «Noi lavoriamo direttamente con tutti», sottolinea Camilla. Ed è un dettaglio che fa la differenza.

Ogni prodotto parla di territorio. Dal vino alla birra, dai formaggi ai salumi, dall’olio al pane. La selezione è frutto di una ricerca costante tra aziende che operano in regione valorizzandone identità e tradizioni.

Solo vini e prodotti laziali da Doppiaenne

La carta vini di Doppiaenne è una dichiarazione d’intenti: esclusivamente etichette laziali. Una scelta netta, coerente, che dimostra quanto la regione abbia da offrire in termini di vinificazione. Malvasia, Cesanese, Bellone, Grechetto: ogni bottiglia è un racconto.
Il valore della selezione enologica di Doppiaenne è stato riconosciuto anche a livello nazionale: l’enoteca ha infatti ottenuto il Premio Spirito Slow – Migliore selezione di vini con un buon rapporto qualità/prezzo alla 5ª edizione della Slow Wine Fair, grazie alla capacità di valorizzare il vino nella sua essenza, offrendo etichette che uniscono territorio, qualità e accessibilità senza compromessi.

Se al vino preferite la birra, il principio resta ovviamente lo stesso: tutte le birre provengono da birrifici artigianali del Lazio.

L’enoteca non dispone di cucina con fornelli, ma la proposta gastronomica è pensata per accompagnare il vino con equilibrio: formaggi e salumi selezionati da piccoli produttori regionali, taglieri che diventano mappe gastronomiche. Il pane arriva da Monterotondo ed è di Sheila De Franco, panificatrice che lavora solo con lievito madre, mentre salumi e formaggi arrivano da vari produttori locali, come Ammano, L’Isola del Formaggio di Pitzalis e Stefanoni per citarne alcuni, ma la ricerca è costante e continua.

Camilla Bonnannini: tra vino e sake, con visione internazionale

Dopo gli studi letterari, Camilla si diploma sommelier alla FIS di Roma e si trasferisce in Inghilterra, dove lavora come Wine Director. Entra nei Top 100 migliori sommelier, nei Top 5 giovani sommelier e tra le 30 figure under 30 più influenti nel mondo wine & drinks (CODE30 e Harper’s Wines).

È anche sake sommelier ed educator, tra le figure più qualificate in Europa. La sua passione per la cultura giapponese si intreccia con il progetto Doppiaenne in modo naturale: accanto a una Malvasia può comparire una bottiglia di sake, e non è raro partecipare a serate speciali dove Lazio e Giappone dialogano, magari davanti a dei “gyoza laziali”.

Daniele Bonnannini: l’anima riflessiva del progetto

Classe 1960, Daniele cresce nell’azienda edile di famiglia ma coltiva da sempre passioni profonde: musica, geografia, vino. Nel 2025 consegue il diploma da sommelier presso Assosommelier. In Doppiaenne porta curiosità, cultura e una narrazione attenta. Un’accoglienza che non è mai frettolosa, ma sempre dialogo.

Perchè andare da Doppiaenne

Andare da Doppiaenne significa scoprire un po’ di più della nostra regione. Una terra di produttori, uliveti, vigneti e castelli. È un invito a guardare il Lazio con occhi diversi. A rallentare. A concedersi il tempo di un calice senza l’ansia del prossimo impegno.

Perché a volte il viaggio più interessante non è quello che ci porta lontano, ma quello che ci fa uscire di pochi chilometri per tornare più consapevoli. E Doppiaenne, tra un arco medievale e un calice di Cesanese, questo lo ricorda benissimo.

Vivo a Roma ma sono una cittadina del mondo, di sana e robusta costituzione. Di buona forchetta e buon bicchiere, che è sempre mezzo pieno!

Tutte le immagini sono di © Giulia Pietroletti 2026

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