The Seed: il plant-based café a Milano

Monica Pianosi Pubblicato il 19 Ottobre 2025

Da qualche mese è germogliato qualcosa di nuovo in Porta Romana. Si chiama The Seed, ed è un luogo che unisce caffetteria, cibo plant-based, coworking e creatività. Non è solo un bar e non è solo uno spazio di lavoro: è un piccolo hub urbano dove nutrizione, benessere e cultura convivono in armonia.

3 motivi per andare da The Seed a Milano

  1. Cucina plant-based creativa: dal banana bread al brunch domenicale, ogni piatto è pensato per essere sano, ma con un gusto che sa sorprendere e ingolosire.
  2. Coworking accogliente: spazi luminosi e formule flessibili per lavorare in tranquillità, con caffè e comfort sempre a portata di mano.
  3. Community e cultura: workshop, eventi e momenti di incontro trasformano The Seed in un hub dove nutrizione, benessere e creatività si intrecciano.

The Seed a Milano: l’oasi urbana tra caffè e coworking

Entrando in The Seed, la prima impressione è quella di trovarsi in un ambiente curato e accogliente, fatto di legno chiaro, dettagli caldi e un design che lascia tantissimo spazio alla luce. Tavoli e arredi sono stati realizzati a mano con il legno ricavato dagli alberi caduti durante il famoso temporale che colpì Milano qualche anno fa: “Magari non siamo perfetti, ma tutto è fatto da noi — e penso che questo arrivi, che in qualche modo passi”, racconta Adriana Masserini, fondatrice del progetto insieme Flavia Abbadessa.

“The Seed è il nostro seme piantato in città: un luogo che cresce insieme a chi lo abita, che invita alla calma e alle connessioni nutrienti”.

Il menu: vegetale, fresco e stagionale

Il caffè propone un menu plant-based, ossia che è fondato sul vegetale, ma non è esclusivamente vegetale. Si trovano infatti anche proposte, come l’avocado toast con il salmone, che uniscono il mondo vegetale a quello onnivoro, senza dimenticare la filosofia di base: proporre delle opzioni che siano sane e gustose, con il buon bilanciamento di tutti i nutrienti. The Seed infatti nasce dalle radici di The Garden, il centro di yoga e GYROTONIC® accomunato da un passaggio interno e dalla stessa fondatrice, Flavia. E nasce dall’idea di offrire qualcosa di nutriente e gustoso a chi arrivava dopo la lezione di yoga.

Il menu cambia con le stagioni: banana bread e carrot cake sono già diventati dei classici, insieme a pudding e smoothie bowl bilanciati con proteine, grassi buoni e carboidrati. L’offerta si amplia durante il weekend con una formula brunch che include pancake, succhi freschi, bite salati e dolci. E per chi cerca un’alternativa alla colazione tradizionale, ecco yogurt con granola e frutta fresca: “A Milano è ancora difficile dire ‘vado a fare colazione con lo yogurt o con l’overnight oat’ — volevamo dare anche questa possibilità”.

Bevande fatte in casa e nuove abitudini

Grande attenzione è data alle bevande: kombucha, tè e matcha, smoothie nutrienti. “Tutte le bevande sono fatte da noi, senza sciroppi o basi già pronte: così riusciamo a mantenerle più leggere e autentiche”. Da poco The Seed ha introdotto anche l’aperitivo healthy: hummus e salse fresche preparate in cucina, accompagnate da birre analcoliche artigianali (“un trend che viene dal Nord Europa, ma che è anche una valida alternativa per chi non può bere alcol, come le donne in gravidanza”). In prospettiva arriveranno anche vini naturali e senza solfiti, frutto di una ricerca accurata con piccoli produttori.

Coworking e creatività

The Seed non è solo cibo. Lo spazio è anche coworking con formule giornaliere (16 €), weekend (14 €) o abbonamenti mensili (190 €). Qui si tengono anche workshop, eventi artistici e incontri culturali, che lo trasformano in un punto di riferimento per una comunità creativa e consapevole.

Un seme che cresce

Situato accanto a The Garden, centro yoga e Gyrotonic®, The Seed completa un percorso che intreccia movimento, nutrizione e mindfulness. È un luogo che si muove in controtendenza rispetto al ritmo frenetico della città, proponendo un modello di vita lenta, sana e condivisa. “Non volevamo creare un semplice locale, ma un giardino interiore dove ogni persona possa fermarsi, nutrirsi e crescere.”

Da quando ho iniziato a interessarmi di sostenibilità sono diventata vegetariana, ho venduto la macchina e ho preso un PhD. Ma non chiedermi di smettere di viaggiare.

Tutte le immagini sono di © Ilaria Pagani 2025

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