Quali mostre vedere a Torino a marzo 2020

In questi giorni di sospensione, la bellezza del raccogliere le idee di cosa ricominciare a fare per tornare alla normalità – secondo me – ci potrà salvare. Con un occhio agli aggiornamenti e l’altro sulla to-do list delle mostre da visitare a Torino appena possibile, vi invito a venire con me! E ricordate: se andate a visitarne una o ne trovate qualcun’altra di speciale: taggateci sull’Instagram! @lilasupernova @lestradeditorino. 

#1 David Tremlett. Cappella Relais San Maurizio

Fuori dai musei, fuori da Torino: con l’artista inglese David Tremlett e i suoi colori sgargianti ci dirigiamo verso il cuore delle Langhe. A Santo Stefano Belbo, per la precisione. Prossima fermata? Una cappella. Ma attenzione: non è una cappella qualsiasi, ma uno spazio espositivo alternativo – e parte integrante del Relais San Maurizio – che fino al 30 marzo ospiterà “Wall Drawing for OPEN SPACE”. Si tratta di un progetto site specific che vuole creare un magico accordo tra arte e architettura, interno ed esterno attraverso i colori sgargianti e il ritmo dinamico della sua composizione. Lo potrete visitare anche se non siete ospiti del Relais previo appuntamento, con tutte le informazioni che troverete qui sotto.

Relais San Maurizio
Località San Maurizio, 39, Santo Stefano Belbo (CN)
Orari (lunedì-domenica): Dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Info: T: +39 0141 841900 | email: 
art@relaissanmaurizio.it
Fino al 30 marzo


#2 FRIDA KAHLO through the lens of Nickolas Muray

Con tutta onestà, non saprei davvero da dove cominciare per parlarvi di Frida e del fatto che fino al 3 maggio le sue fotografie – realizzate dall’amico/amante di lunga data Nickolas Muray nel tempo – animeranno la Palazzina di Caccia di Stupinigi. So solo due cose: che per la prima volta in Europa è arrivata la collezione completa delle foto su Frida di Nickolas Muray, e che questo suo punto di vista privilegiato ci potrà permettere di immergerci nei sentimenti e nelle emozioni che ne hanno caratterizzato l’esistenza. Il tutto, assieme a un allestimento interattivo e multimediale, che non fa mai male.

Palazzina di Caccia di Stupinigi
Piazza Principe Amedeo 7 – Stupinigi
Fino al 3 maggio 2020


#3 Helmut Newton. Works

Dai colori sgargianti di David Tremlett e Frida Kahlo nelle fotografie di Nickolas Muray, con “Helmut Newton. Works” arriviamo ai bianchi e neri a firma di uno dei più importanti protagonisti della fotografia del XX secolo. Qui (i ritratti di) Andy Warhol e Gianni Agnelli, le più celebri copertine di Vogue e opere più personali vi aspettano, assieme a un’altra sessantina di opere selezionate dal direttore della Helmut Newton Foundation di Berlino (Matthias Harder: chi meglio di lui?) che ripercorrono la carriera dell’artista. Sempre con classe.

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
via Magenta, 31| Torino
fino al 3 Maggio 2020



#4 Memoria e passione. Da Capa a Ghirri

Di fotografia non se ne ha mai abbastanza. Se siete d’accordo con me, allora non vi resta che volare subito da CAMERA e dalla sua nuova mostra: “Memoria e passione. Da Capa a Ghirri”. Un racconto sulle radici del nostro presente attraverso oltre 200 scatti selezionati tra gli oltre 5000 della collezione di Guido Bertero, di circa 50 autori (vi attenziono su Gabriele Basilico – on view a Roma, tra l’altro, Gianni Berengo Gardin, Robert Capa, Lisetta Carmi, Henri Cartier-Bresson, Mario Cattaneo, Luigi Ghirri). Oltre che all’evoluzione della fotografia italiana e internazionale di un intero trentennio. Prendetevi tutto il tempo necessario: ne vale davvero la pena.

Camera-Centro Italiano per la Fotografia
via delle Rosine 18| Torino
Fino al 10 Maggio 2020

#5 Dipingere l’Asia dal Vero: Vita e opere di Arnold Henry Savage Landor

Con “Dipingere l’Asia dal vero: vita e opere di Arnold Henry Savage Landor” al MAO di Torino ci troviamo a cavallo tra il XIX e il XX secolo, a spasso tra Cina, Giappone, Corea, Tibet e Nepal, con un pittore anglo-italiano di Firenze dal nome di Arnold Henry Savage Landor. Un artista un po’ controcorrente per l’epoca, che continua a prediligere l’approccio lento della pittura en plein air, nonostante la diffusione veloce della fotografia, e realistico, nonostante tutti vadano per le visioni fantasiose della pittura di genere Orientalista. 130 dipinti, 10 acquerelli, 5 disegni: dovrebbero bastare per farci immergere nel mondo asiatico reale, facendocene intuire i vari aspetti con i tratti espressivi della modernità. No?

MAO – Museo di Arte Orientale
Via San Domenico, 11 – Torino
Fino al 14 giugno