A Cervere si nasconde un tempio del gusto dove l’alta ristorazione si spoglia della rigidità per abbracciare l’ospite.
Radici nel 1815: un viaggio nel giardino della memoria gastronomica
Basta lasciare Torino alle spalle e guidare per circa quarantacinque minuti per entrare nella campagna cuneese e varcare la soglia dell’Antica Corona Reale a Cervere. Complice il clima estivo, abbiamo potuto godere del dehors: un rigoglioso cortile protetto dove siepi e ortensie bianche predispongono l’animo a godersi al meglio la cena.
Questo luogo non è semplicemente un ristorante, ma il racconto di una dinastia gastronomica iniziata nel 1815 con Alessandro Vivalda. Da allora, la passione è passata di padre in figlio fino a Gian Piero Vivalda, fino a guadagnarsi la doppia stella Michelin.


L’arte dell’accoglienza che abbatte ogni rigidità
Spesso l’alta cucina intimorisce con i suoi ambienti rigidi e i cerimoniali distaccati. L’Antica Corona Reale, che ha conquistato le due stelle Michelin ed è oggi parte del prestigioso circuito Relais & Châteaux, scardina completamente questo cliché. Qui l’accoglienza mette l’aspetto umano al centro. Il maître sommelier si muove tra i tavoli con eleganza, ma conquista l’ospite con simpatia autentica. L’atmosfera è leggera, le chiacchiere e i sorrisi nascono spontanei. Non manca mai quel racconto complice o quella battuta arguta che trasforma un servizio tecnicamente impeccabile in un momento di sincera e calorosa convivialità, facendoti sentire parte della famiglia.
Il racconto della stagione: il menù degustazione di Antica Corona Reale
La proposta si snoda attraverso un ritmato menu degustazione di sei portate (escluso l’amuse bouche iniziale), che celebra una straordinaria alternanza di mare, terra e orto.
Prima ancora che le danze abbiano ufficialmente inizio, veniamo rapiti dal cestino dei lievitati: una lode va obbligatoriamente alle girelle di pan brioche allo zafferano. Sono fragranti, soffici e straordinariamente burrose; un vero e proprio attentato alla forza di volontà. L’istinto sarebbe quello di finirle subito, ma non cascate nel tranello: il menu è ancora lungo…





L’apertura è affidata a una delicata capasanta scottata su coulis ai fiori di zucca con caviale oscietra e zucchine potisson in agrodolce, seguita dalla triglia di scoglio farcita agli asparagi bianchi, adagiata su purea al pistacchio di Bronte e jus al lime e peperone rosso. Dopo l’esperienza dei primi, la transizione verso i sapori intensi della tradizione piemontese si compie con il capretto allo spiedo d’ulivo, accompagnato dai fagiolini dell’Orto Reale al profumo di sambuco e funghi porcini. Una carne molto sapida, ma ben bilanciata dall’accostamento con il contorno.



L’estasi della pasta ripiena: il trionfo del raviolo di gorgonzola
Se l’intero percorso si attesta su livelli altissimi, è con i primi piatti che la cucina merita una nota d’onore assoluta. L’introduzione a questo capitolo è affidata ai “Bijoux” di panissa ligure adagiati su vellutata di cipollotto dell’Orto Reale e impreziositi da scampi scottati. Ma è la portata successiva a segnare il centro gravitazionale della serata: il raviolo ripieno di gorgonzola della Latteria di Cameri, con pere Madernassa e mandorle d’Avola. Questo raviolo, piatto emblematico dello chef, è un capolavoro di equilibrio gustativo. Al palato l’intensità e la spinta pronunciata del formaggio trovano un contrasto dolce nella polpa fruttata della pera, mentre la mandorla regala quel pizzico di amarezza necessaria per dare rotondità a ogni singolo boccone.
Narrazioni liquide e un dolce arrivederci, Antica Corona Reale
Il viaggio enogastronomico è magistralmente completato da una narrazione liquida cucita su misura per ogni piatto. Il sommelier ha saputo esaltare ogni portata con vini eccezionali del territorio.
La cena si avvia lentamente alla conclusione con la freschezza esotica del frozen cocktail con granita al Rum bianco e nuvola di latte di cocco su brunoise al mango fresco. Il caffé viene accompagnato dalla piccola pasticceria della casa, l’ultimo saluto avvolgente della cucina.



Lasciare questo giardino a fine serata costa fatica.
L’Antica Corona Reale è un rifugio accogliente a soli 45 minuti da Torino, dove ci si ripromette, semplicemente, di ritornare.
Ti piacciono le foto e vorresti usarle per raccontare la tua attività? Clicca qui e scopri come!
