Un tavolo, trenta persone e tre piatti siriani possono diventare un modo per incontrare una parte della città che spesso rimane fuori dai tradizionali laboratori di cucina.
È l’idea da cui nasce Cottocircuito, il progetto torinese di laboratori solidali che sabato 3 ottobre 2026, dalle 16 alle 19.00, a Eataly Lingotto, torna con il suo quarto appuntamento. Questa volta si cucinerà siriano e il laboratorio sosterrà Almaterra APS, associazione nata a Torino nel 1994 e impegnata nella promozione dei diritti delle donne, nell’inclusione sociale e culturale, nella formazione, nel lavoro e nel contrasto alla violenza di genere.
Per partecipare, basta mandare una mail a cottocircuito@gmail.com, e verrà mandato un form per prenotare.
A guidare le trenta persone intorno ai fornelli sarà Nuha Saegh, food educator, cuoca e mediatrice culturale e gastronomica siriana, oggi parte dello staff di AlmaTerra. La sua storia attraversa geografie e saperi diversi: dopo la laurea in Scienze dell’Educazione all’Università di Aleppo, Nuha è arrivata in Piemonte, dove ha conseguito un Master in Scienze Gastronomiche all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Negli anni ha lavorato con il cibo come strumento educativo e di mediazione interculturale, conducendo laboratori in contesti scolastici, migratori e formativi e collaborando, tra gli altri, con UNISG, UNCHR e Slow Food.
A Cottocircuito sarà lei a raccontare la Siria partendo dalla sua cucina.
Durante il pomeriggio i partecipanti prepareranno insieme tre piatti: fattoush, l’insalata siriana in cui verdure ed erbe aromatiche incontrano il pane croccante; ouzi con salsa allo yogurt, scrigni di pasta fillo ripieni di riso e carne, previsti anche in versione vegetariana; e knafeh, uno dei dolci più conosciuti della tradizione levantina.
Non è necessario saper cucinare. I partecipanti lavoreranno insieme, divisi ai tavoli, e alla fine del laboratorio si siederanno a mangiare ciò che hanno preparato.
Cucinare per sostenere una realtà della città
Cottocircuito nasce a Torino da un gruppo di donne con un’idea semplice: trasformare un laboratorio di cucina in uno strumento di raccolta fondi, ma anche in un’occasione per mettere in relazione persone che altrimenti difficilmente si incontrerebbero.
Per questo ogni appuntamento è dedicato a una diversa cucina e coinvolge un’associazione attiva nel sociale. Chi partecipa non acquista semplicemente un corso: attraverso il proprio contributo sostiene il lavoro della realtà protagonista della giornata e ha la possibilità di conoscerne direttamente persone, attività e progetti.
Per l’appuntamento del 3 ottobre la quota minima di partecipazione è di 45 euro a persona e sosterrà le attività di Almaterra.
L’associazione opera a Torino dal 1994 ed è uno spazio interculturale di donne per le donne. Nel corso di oltre trent’anni ha sviluppato servizi e progetti legati all’accoglienza, all’autonomia, alla formazione e al lavoro, alla mediazione interculturale e al contrasto alla violenza di genere.
Il laboratorio diventa così anche un’occasione per avvicinarsi a questa esperienza torinese attraverso una porta diversa: sedersi allo stesso tavolo.
L’iniziativa è realizzata grazie alla collaborazione con Eataly Lingotto, che sostiene il progetto mettendo gratuitamente a disposizione gli spazi e gli ingredienti disponibili nella propria struttura.