Trattoria della Fortuna: la cucina regionale italiana appena fuori Roma

Luisa Cuomo Pubblicato il 12 Ottobre 2026

Quante volte capita di aprire Instagram e trovare contenuti che parlano di un posto che attira la nostra attenzione sempre più, a suon di foto fatte bene e piatti invitanti? Spesso, ammettiamolo.

Se a un algoritmo che ha capito di cosa siamo alla ricerca si aggiungono pareri di colleghi, amici e conoscenti, che ci parlano bene di questo posto che continua ad attirarci, il risultato è che si vada a provarlo, carichi di aspettative.
L’aspettativa, si sa, è un terno al lotto: delle volte una buona comunicazione è più alta di quello che nel concreto si trova nei piatti, altre è tutto perfettamente bilanciato, in altre rare occasioni (quelle più fortunate), la realtà è ancora meglio dell’aspettativa.

Questo è quello che ci è successo andando finalmente a provare la Trattoria della Fortuna.

trattoria della fortuna

La storia di Trattoria della Fortuna

Lasciamo il centro di Roma (che in realtà è ben più vicino di quanto si possa pensare) e percorrendo la via Salaria arriviamo nella zona industriale Monterotondo. Troviamo l’insegna del “Bar della Fortuna” e di fianco il ristorante, che riporta fuori la targa con la scritta “Osteria della Fortuna”

Il locale apre nel 1944 come una tipica osteria di cucina romana, ed è così chiamato perchè i cacciatori si fermavano per un bicchiere di vino di buon auspicio prima delle battute di caccia. Nel 1950 la famiglia Angelini rileva l’attività e introduce alcune piccole modifiche, a partire dal nome: nasce la Trattoria della Fortuna.

A gestione familiare, la cucina si tramanda di generazione in generazione, e oggi troviamo Francesca Gervasi in cucina e la mamma Daniela Allegrini in sala.

Classe 1988, Daniela Gervasi cresce tra i tavoli e i fornelli della trattoria, coltivando fin da bambina l’arte della cucina e dell’accoglienza. Dopo aver frequentato l’istituto alberghiero e aver lavorato in diversi ristoranti e hotel, tra il 2017 e il 2019 lavora da All’Oro, dove affina sempre più tecnica e conoscenza.

Alla fine del 2019 torna a casa, prendendo in cucina il posto della mamma Daniela. Oggi la trattoria conta un team tutto al femminile, che porta avanti questa tradizione da anni.

Accoglienza e calore

Appena varcata la soglia del cancello, ancor prima della porta del locale, quella che si respira è proprio aria di casa: un giardino ricolmo di fiori ci accoglie, facendoci subito sentire a nostra agio, e il locale interno (ristrutturato nel 2020) non è da meno. Tavoli, mobili, foto e ricette appese alle pareti parlano di storia, identità e calore.

Dentro Trattoria della Fortuna non ci si sente intimiditi da un ambiente freddo e altezzoso, al contrario ci si sente avvolti da un abbraccio che parla di eleganza, gusto e accoglienza.

Cosa si mangia alla Trattoria della Fortuna

La cucina di Trattoria della Fortuna omaggia la cucina regionale italiana, per questo sono presenti piatti che richiamano la tradizione gastronomica di tutta Italia. Già nel cestino del pane troviamo diverse referenze regionali, come la focaccia ligure e la focaccia barese, tutte rigorosamente fatte in casa. A questo si affianca il pane sciapo, servito con burro salato montato con limone candito e fiori.

La trattoria cambia il menù due volte l’anno, con una proposta per i mesi freddi e una per quelli caldi. Mantiene però alcuni piatti fissi, come i primi della tradizione romana, che la clientela affezionata continua a richiedere, e il tramezzino veneziano.

Servito come antipasto, potremmo definire questo piatto come il piatto iconico della trattoria.
Con cotto affumicato, carciofini alla cafona e stracchino all’antica delle valli orobiche (presidio Slowfood), è stato tra i piatti che più ci ha incuriositi. Da solo vale il viaggio, e già dal primo morso vi farà capire che siete nel posto giusto.

Nel menù autunnale troviamo un altro classico della trattoria: l’involtino primavera, proposto nella versione autunnale a base di boscaiola, con funghi, piselli, salsiccia e parmigiano.

Spazio anche ai baci panteschi salati, con salsa alla puttanesca e polvere di pomodoro, e alle crocchette monzesi, con zafferano, luganega e mousse al parmigiano.

Passiamo ai primi, dove trionfano le paste ripiene: iniziamo con i marubini, tortelli tipici della Lombardia, ripieni di carne mista cotti in brodo di gallina. Li abbiamo assaggiati in anteprima in una giornata di fine estate e nonostante le temperature, il brodo è stato una vera coccola.

Abbiamo proseguito con i plin ripieni di gulasch, e conditi con mela e cannella e i più classici tortellini ripieni alle tre mortadelle, serviti con Stravecchio di Monticelli e spolverata di rapa rossa.  In questi piatti abbiamo trovato un carico di sapori perfettamente equilibrati e bilanciati, come è poi tutta la cucina di Trattoria della Fortuna.

Tra i secondi, abbiamo assaggiato la sottilissima, lingua cotta a bassa temperatura servita salsa tonnata, salsa verde e salsa ajoli senza uova.

Non potevano mancare i dolci: pesca sciroppata con meringa all’italiana profumata alla lavanda e torta fiorentina con crema chantilly e amaretto. Entrambi deliziosi, da gustare insieme a un caffè che verrebbe voglia di ordinare ogni giorno, anche solo per la cura con cui viene servito.

La carta dei vini e delle bolle

La carta dei vini conta diverse referenze, principalmente italiane e francesi con una prevalenza di referenze biologiche.  
È inoltre presente una carta dello Champagne, chiamata pochi ma buoni. La carta presenta una notevole selezione di champagne, con tante referenze di cui però sono disponibili poche bottiglie. La scelta è dovuta alla passione di Francesca per lo Champagne e le bolle in generale, lei stessa si definisce una “bollista” e noi sposiamo in pieno la causa.

Trattoria della Fortuna: un’orchestra che suona benissimo

Venire a mangiare da Trattoria della Fortuna è come assistere ad uno spettacolo con orchestra dal vivo. Nelle orchestre sinfoniche ogni strumento ha il suo valore, suona perfettamente da solo, ma è nell’insieme degli altri elementi che si valorizza ancor di più.

Il paragone è più che calzante: ogni elemento di Trattoria della Fortuna funziona benissimo da solo, dalla sua storia al suo aspetto, dalla cucina alla sala, fino ad arrivare al sapore e alla soddisfazione. Ma è nell’unione di ogni singolo elemento che si trova la vera poesia e la perfetta riuscita del tutto.

E allora: musica, maestra!

Vivo a Roma ma sono una cittadina del mondo, di sana e robusta costituzione. Di buona forchetta e buon bicchiere, che è sempre mezzo pieno!

Tutte le immagini sono di © Giada Spera 2026

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