Torino a fine ottobre è una creatura strana: brilla, suda, filosofeggia. È la settimana in cui tutti sembrano sapere cos’è un vernissage e nessuno ha più spazio nel rullino. Artissima torna, insieme a Flashback, Paratissima, The Others, Apart e decine di mostre, party, colazioni, performance, e qualche bar che salva la vita. Per orientarsi nel delirio, abbiamo preparato un itinerario giorno per giorno – da giovedì a domenica – tra fiere, luoghi, vino bianco freschissimo e rifugi dorati.
Giorno 1 – Giovedì 30 ottobre | L’arte prima della tempesta
A Torino si sa le feste iniziano presto. Giovedì si parte con lentezza, ma con quella tensione che precede l’esplosione. Alle 11 Quartz Studio [via Giulia di Barolo 18/d] apre con The Artist Project. Theories and Practices of the Contemporary Art Project 1968–2020, un dialogo dal titolo lungo e anche una scusa per fare colazione al Qui in Vanchiglia prima di entrare, perchè è proprio qui di fianco 😉 Se siete in vena di qualche giro di gallerie abbiamo dei titoli e degli indirizzi per voi:
Mucho Mas! [Corso Brescia, 89] ospita Not a lot, just forever di Anna Adamo (che andrà poi avanti ffino al 20 dicembre).
Almanac Projects [Corso Novara, 39] fa doppietta con Fanfictie di Riar Rizaldi e If We Were to Fall Silent – New Gen 2025, che chiude proprio la sera del 30.10.
Pranzo sul fiume, magari da Cit ma Bon, per provare la classica pizza al padellino e sentirsi ancor più torinesi dei torinesi di Cit Turin e poi al pomeriggio si fa tappa al parco Michelotti – Ex Giardino Zoologico [Corso Casale] perchè qui Artissima inaugura il progetto speciale New Acid di Basim Magdy, cortometraggio 16mm tra animali parlanti e post-umanesimo, con colonna sonora site-specific curata da C2C Festival. Un viaggio acido e dolcemente disturbante nel cuore del verde urbano.
Il pomeriggio è anche il momento per andare al Circolo del Design [Via San Francesco da Paola 17] dove la designer Alessandra Pandolfi presenta Urgency Toolkit, l’esito della residenza Earthrise 25 – Design for a Living Planet curata da Vera Sacchetti. L’installazione, aperta fino al 2 novembre, racconta un progetto di co-progettazione sviluppato con la Casa del Quartiere di San Salvario: un kit pensato per attivare processi di decisione condivisa e trasformazione civica. Un lavoro che unisce design, partecipazione e sostenibilità, trasformando gli strumenti del quotidiano in gesti politici e comunitari.
Giovedì è la serata d’apertura di C2C. La tensione si concentra alle OGR, che per giovedì ospita una selezione di artisti d’avanguardia in esclusiva italiana. La musica si fa avanguardia: non solo dancefloor, ma performance, sperimentazione, generi che si mescolano. Il tema ‘Per aspera ad astra‘ suggerisce che dalla difficoltà e dall’attrito nasce qualcosa che tocca le stelle: un invito a lasciarsi andare, ad attraversare una porta verso l’inaspettato. Un inizio soft per un festival che esploderà nei prossimi successivi. Iniziamo a calarci nel weekend dell’arte, prima che tutto il resto inizi.
E se il C2C non fa per te dalle 19 da Banco [via Botero 11f] ti aspetta Scheletri da Banco, l’open jam session che miza percussioni, sax, chitarra e vinelli naturali. Imperdibile no?
Dove rifugiarsi durante questa giornata: comincia piano, magari con un cappuccino al Qui [Via Giulia di Barolo 20/D], il piccolo rifugio di quartiere in Vanchiglia dove il tempo si muove più lento. Per il pranzo, il tavolo giusto è da Cit ma Bon[Corso Casale 52], proprio sul fiume: pizza al padellino, birra fredda e un po’ di vento tra i capelli. Nel pomeriggio, quando serve una pausa dal rumore, il Caffè dell’Orologio[Via Oddino Morgari, 16] è il rifugio perfetto: piatti caldi, chiacchiere lente e quella luce che sa di parentesi. E la sera si torna in centro, da Piattini Caffè e Vini[via Corte d’Appello 9/a]: vini naturali, piattini condivisi e atmosfera gentile – il modo migliore per chiudere la giornata prima che Torino, finalmente, esploda.
Qui in VanchigliaQui in VanchigliaCaffè dell’OrologioCaffè dell’OrologioPiattini Caffè e ViniPiattini Caffè e Vini
Giorno 2 – Venerdì 31 ottobre | Tutto esplode, con grande stile
La città si accende di colpo: all’Oval Lingotto inaugura Artissima 2025 (31 ottobre – 2 novembre). Tre giorni, 176 gallerie, 7 sezioni, migliaia di persone e un unico dilemma: chi ha il pass, e chi prova a entrarci lo stesso. Quest’anno il tema è ‘Senza titolo‘, un sogno a occhi aperti sulla creatività collettiva.
Iniziamo con un caffè specialty nella nuovissima apertura del mese Ola Coffee Club [via San Tommaso 6/e], abbiamo bisogno di caffeina, di zuccheri e di burro e qui troviamo tutto! E poi ci dirigiamo verso la novità di quest’anno: PHONETICS (via Buscalioni 4), evento dedicato all’editoria d’arte indipendente e al linguaggio in tutte le sue forme, nato dall’incontro tra Axis Axis e Paint It Black, che inaugura proprio questa mattina alle 10.30.
Nel frattempo, la rete delle gallerie, musei e istituzioni che ci attirano si allarga:
Fondazione Merz [Via Limone, 24] con Push the Limits 2 – La cultura si sveste e fa apparire la guerra
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo [Via Modane, 16] compie 30 anni con News from the Near Future: 100 opere da Cattelan a Cindy Sherman tra via Modane e il Museo dell’Automobile.
OGR Torino ospita We Felt a Star Dying di Laure Prouvost e Drumming for Love di *Erzë Dinarama.
Venerdì a Recontemporary [Via Gaudenzio Ferrari 12b] si entra in silenzio, ma si esce con la testa piena. Lo spazio indipendente dedicato alla videoarte e ai linguaggi digitali presenta durante la Art Week la mostra You Shouldn’t Have to See This degli artisti ucraini Yarema Malashchuk e Roman Khimei: un lavoro potente che riflette sul trauma della guerra e sulla responsabilità dello sguardo. Le loro immagini, sospese tra cinema e documento, mostrano corpi e spazi che oscillano tra la vita e la memoria, chiedendoci cosa significa davvero ‘guardare’ oggi.
Alla sera: Non ci si può perdere il Blue Blue Blue Party [Bocciofila Vanchiglietta | dalle 22.30 in poi]. Sudore, paillettes e nessuna gerarchia: il vero spirito torinese.
E ovviamente il C2C accende il Lingotto trasformandolo in una gigantesca macchina del suono. La serata, cuore pulsante dell’edizione 2025 intitolata Per Aspera ad Astra, riunisce alcuni dei nomi più visionari della scena internazionale: Ali Sethi & Nicolas Jaar, Blood Orange, Barker, Djrum, Isabella Lovestory e l’inedito duo IOSONOUNCANE & Daniela Pes. Tra elettronica sperimentale, pop d’avanguardia e performance immersive, la notte torinese diventa un viaggio sensoriale dentro la musica come esperienza collettiva e catartica. dì di C2C è il momento in cui Torino vibra davvero ‘attraverso le difficoltà, fino alle stelle’.
Dove rifugiarsi durante questa giornata: tra le atmosfere intime di Ailimē, che sia la versione bistrot [in via Messina 8/A] o l’Izakaya [di corso San Maurizio, 4] – un calice naturale da Orma Vini [via Sant’Ottavio 52/d], o la classicità senza tempo del Caffè San Carlo [Piazza San Carlo, 156], perfetto per ricordarsi che anche nel caos dell’arte Torino sa ancora prendersi una pausa.
AilimèAilimèOrma ViniOrma ViniCaffè San CarloCaffè San Carlo
Giorno 3 – Sabato 1 novembre | Caos sincronizzato
Il giorno più intenso: l’arte ovunque, e la caffeina non basta più. Ovviamente ci va una colazione come si deve e Torino lo sa che quando ci si deve riprendere da una lunga notte o iniziare una giornata con eleganza si può solo andare da Mara dei Boschi [Piazza Carlina 21]. C’è che ne è consapevole e chi mente. Il resto della mattina è per chi finge concentrazione: GAM, Castello di Rivoli, Fondazione Giorgio Griffa, e il Museo della Montagna con The New Orchestra.
Il pomeriggio invece è intensissimo e si corre da un evento all’altro.
16:00 → Con Schiuma, la mostra collettiva del format SQUATTING di Panopticon con opere di Alice Visentin, Davide Sgambaro, Beatrice Favaretto, Valerio Nicolai e Lorenzo Silvestri al Bar Mauri[via San Pio V, 2a]: arte in bar di quartiere.
18:00 → inaugura al MAODeclinazioni contemporanee #3
Pausa rifugio d’oro di questa giornata: Il Circolino di Flashback
Nel caos del weekend, Il Circolino di Flashback [Corso Giovanni Lanza, 75] è la bolla ideale. La fiera ‘senza titolo’ è un viaggio tra epoche e linguaggi, e il Circolino ospita Compassione di Alexander Mostafa Fazari: coperte termiche dorate, calligrafie di Gibran, Rumi e Ibn Arabi. Un manto di luce che parla di empatia e vulnerabilità condivisa. L’arte, qui, si siede a tavola. E dopo un calice, il mondo sembra di nuovo un po’ più respirabile.
Alla sera non ci perdiamo i veri party (per chi non ha trovato i biglietti per il C2C)
Alle 20:00 inizia il BOING BOOM TSCHAK Party al Ramo d’Oro [Galleria Umberto I], un evento gratuito all’interno di EXPOSED Torino Foto Festival nato dalla collaborazione con l’Accademia Albertina e legato alla mostra Incurata di Jacopo Benassi. Un titolo onomatopeico che suona come un battito, un lampo, un click — e in effetti è proprio questo: un’esperienza dove immagine, corpo e suono si mescolano in una stratificazione continua, tra il bidimensionale della fotografia e la tridimensionalità della performance. Torino non dorme, vibra.
Alle 22:30 il Bunker Torino diventa catarsi collettiva con Archivorum, Archivio Salvo e Hopefulmonster: tre nomi che parlano di arte, musica, comunità e spazi che non restano fermi. Un party vivo e libero. È una notte per chi non segue le regole, per chi crede che le fondamenta del contemporaneo si costruiscano anche al ritmo di bassi e luci, in un ex-capannone che torna a respirare. Vestiti comodo metti scarpe in cui i tuoi piedi reggono fino alle 4, e preparati a rintracciare nel caos un senso nuovo di collettivo.
Dove rifugiarsi durante questa giornata: tra un caffè al Pastis [Piazza Emanuele Filiberto 9b] – storico bistrot del Quadrilatero dove la colazione profuma di brioche al burro e dove potete trovare l’energia in una spremuta d’arancia come Andrea e Lucia – e un pranzo da Madama Piola [Via Ormea 6 bis], per ritrovare conforto nei plin e nel vino rosso. Nel pomeriggio, un passaggio da Orso Laboratorio Caffè [Via Berthollet 30b] per ricaricarsi, o da Spazio Musa [Via della Consolata 11], dove il silenzio ha il sapore del caffè e del cemento levigato. E quando arriva la sera, Sorso [Via San massimo 42] è la tappa ideale per chi ama i vini naturali e le chiacchiere lente, prima di chiudere la giornata da Luogo Divino[Via San Quintino 33] diventa l’approdo perfetto: luci basse, calici naturali e atmosfera che sa di tregua.
Giorno 4 – Domenica 2 novembre | È finita, ma non troppo (e l’arte resiste)
Torino si sveglia storta ma viva. Le fiere chiudono, ma resta ancora qualche ora per scoprirle. C’è The Others [ITCILO, Viale Maestri del Lavoro 10], dove le stanze diventano gallerie e i corridoi suonano di voci, collettivi e progetti indipendenti — l’altra faccia dell’arte, quella che vive di notti lunghe e idee leggere. Poi Paratissima [Real Collegio Carlo Alberto, Moncalieri], che festeggia i suoi ventun anni di libertà creativa tra giovani artisti, performance e curatrici digitali: un caos bello, sempre necessario.
Più in centro, la Apart Fair [Promotrice delle Belle Arti, Viale Balsamo Crivelli 11] invita a un viaggio nel tempo tra design, archeologia e collezioni rare – la fiera che piace anche a chi dice di ‘non amare le fiere’. E per chi non vuole chiudersi tra le mura, c’è Diffusissima, che sparge arte nei bar, nelle vetrine e nelle piazze di Torino: una mappa viva di installazioni, talk e performance.
Per chi se la sente si fa colazione insieme a Carlos Amorales che approda a Casa Gramsci [Via Maria Vittoria angolo Via San Massimo] con Involution Report, un intervento editoriale site-specific: un’edizione speciale del manifesto Made in Popolo, sedici pagine disegnate e scritte dallo stesso Amorales.
E oltre alle fiere restano mostre da scoprire:
Stories We Carry alla Barriera Association [Via Crescentino, 25] per l’annuale appuntamento di Colazioni in Barriera che quest’anno esplora le pratiche contemporanee radicate nella narrazione.
Chiaromonte [Via Giuseppe Barbaroux, 5H] inaugura il suo nuovo spazio torinese con Final Closet, personale della scultrice berlinese Nancy Lupo, che attraverso materiali e oggetti quotidiani esplora il linguaggio, l’ambiguità e le emozioni collettive come forme di tensione creativa.
l’artista ucraina Daria Koltsova presenta Postcards from Home, un’installazione site-specific che trasforma il chiosco storico di piazza San Carlo in un archivio di luce e memoria. Le finestre diventano vetrate colorate ispirate ai paesaggi ucraini, simbolo di fragilità e resistenza: cartoline luminose che raccontano una terra ferita ma capace di rigenerarsi. Curata da Valeria Radkevych, l’opera è un gesto poetico e spirituale sulla memoria, la casa e la sacralità della natura.
Alla GAM, al Castello di Rivoli, da CAMERA e alla FondazioneMerz le mostre continuano: si può tirare il fiato, ma non troppo. Alla GAM si sogna con Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni, un viaggio nella notte tra luce e inquietudine. Al Castello di Rivoli la retrospettiva Enrico David. Domani torno riflette sul corpo e la memoria. Alla Fondazione Merz, Push the Limits 2 intreccia arte e politica, rivelando la fragilità del presente, mentre CAMERA dedica a Lee Miller un ritratto intenso di sguardi, guerra e libertà. E per chi vuole cambiare aria – letteralmente – al Museo della Montagna si sale con The New Orchestra, dove paesaggi e suoni diventano una sola partitura.
Ultima tappa consigliata:
chiudi il weekend in alto, letteralmente. Alla Pinacoteca Agnelli [Via Nizza 262], l’arte incontra il cielo: una delle gallerie più belle e sospese di Torino, dove le opere dialogano con la luce che filtra dalle grandi vetrate. Poi esci sulla Pista 500, il giardino pensile costruito sull’ex circuito di collaudo Fiat, oggi trasformato in percorso d’arte contemporanea a cielo aperto. Da lassù Torino si svela intera, tra colline, fabbriche e nuvole. Fermati per un caffè (o un pranzo lento) al Caffè 500 o al Ristorante La Pista, e goditi quella vista che i torinesi, da giù, chiamano ancora semplicemente “il Lingotto”, ma che per un giorno può sembrare davvero il tetto del mondo (torinese).
Poi scendi piano, tra le Luci d’Artista che iniziano a brillare e un po’ di malinconia torinese che non guasta mai.
La notte di domenica 2 novembre, alle OGR Torino, chiude la 23ª edizione del C2C Festival con un set mozzafiato: la line-up vede artisti come billy woods, Maria Somerville e Smerz (tutti in esclusiva italiana) e trasforma lo spazio industriale in un rituale collettivo di suono, movimento e visione.
Dove rifugiarsi durante questa giornata:Caffè Mulassano [Piazza Castello 15], tra specchi antichi e tramezzini perfetti per ritrovare un po’ di calma; Artifact [Via della Misericordia 3c], per un caffè specialty e un’atmosfera sospesa nel tempo; Consorzio [Via Monte di Pietà 23], quando serve un pranzo sincero e piemontese; LAO 老 [Via Barbaroux 25], per una pausa internazionale e confortante; e Seta [Via Luigi Tarino 7/d], per chiudere la settimana dell’arte con calma, piatti curati e un’atmosfera luminosa che sa già di lunedì.
LAO 老LAO 老ConsorzioConsorzioSeta Sala da TèSeta Sala da Tè
Che dirvi? Noi saremo lì, in giro, con una conoscenza media dell’arte contemporanea veramente bassa e con dei cappelli con delle falde giganti, siatelo anche voi!
Da quando ho iniziato a interessarmi di sostenibilità sono diventata vegetariana, ho venduto la macchina e ho preso un PhD. Ma non chiedermi di smettere di viaggiare.
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