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Camminando insieme a Garbatella

Camminando insieme a Garbatella

Avete presente quei giorni in cui non vedete l’ora di uscire e stare un po’ all’aria aperta? In realtà, quando si tratta di tuffarmi nel cuore della mia città ed immergermi nella sua magica atmosfera, a me succede spesso. E quando ho deciso di puntare piedi e mirino fotografico in direzione Garbatella, ero davvero impaziente di andare ad esplorare questo quartiere molto amato, popolare e vitale, che ha tanto da offrire sia a chi lo conosce bene, sia a chi vuole scoprirlo per le prime volte, improvvisando un po’… volete seguirmi nel mio vagabondare libero e istintivo, sul filo dello stupore? Niente mappa, solo curiosità!  

Garbatella, lasciarsi incantare 

Garbatella, Piazza Benedetto Brin, passaggio ad arco
Piazza Benedetto Brin

La mia esplorazione dello storico quartiere della Garbatella – ex Borgata Giardino Concordia – inizia da Piazza Benedetto Brin, una piazza di piccole dimensioni, raccolta ed organizzata con cura: un parco, qualche panchina, una fontana. C’è tutto, al suo (giusto) posto. 

Di fronte alla piazza, un passaggio ad arco conduce a quello che possiamo chiamare “centro storico” del rione. Metaforicamente, l’arco è la porta d’ingresso di un micromondo che si svela strada dopo strada e vale un’unica regola, mentre ci si addentra: lasciarsi incantare. Da ciò che si osserva, che si annusa, che si palesa, che si nasconde. Ogni via secondaria merita un affaccio, perché non si sa mai cosa si può trovare: l’incanto è così, non avvisa ma appare! E l’ho sperimentato, in questo giro sentimentale e non turistico.  

palazzi sono i protagonisti indiscussi del quartiere e gli amanti dell’architettura ne apprezzeranno la ricchezza artistica: c’è un vero e proprio pot-pourri di stili, dal romano al medioevale e al seicentesco. Viene spontaneo camminare con il naso all’insù e la sfida è fare una lista visiva dei dettagli preferiti… ne scoverete tanti! 

Da subito, comunque, ciò che colpisce della Garbatella è la dominante cromatica prevalente: il giallo, il marrone e l’arancio spiccano in modo armonioso, una palette dai toni caldi perfetta per sentirsi avvolti ed accolti. E per festeggiare – con tempismo – l’arrivo dell’autunno.   

I lotti

Procedendo rigorosamente senza una meta ben precisa – è contemplato perdersi, anzi è piacevole – mi imbatto in quello che caratterizza la zona: i cortili e i giardini interni dei lotti. Perché attraggono tutti coloro che passano di qui, me compresa? Perché sono intimi scorci privati impreziositi da fiori e alberi da frutto; perché si trovano ancora signore e nonne sedute fuori e ragazzi che giocano a pallone; perché ci sono sempre panni stesi (profumati e fotogenici) e ogni particolare parla di semplicità. Di vita vera, rimasta tale. E di casa. Come un tempo, come nei ricordi infantili più belli.

Non vi sfuggirà poi il profumo di lievitati o di sugo che si respira per i vicoli e non solo stuzzica l’appetito, ma fa immaginare storie familiari oltre le tende, tra mestoli e fornelli… una delle passioni dei #windowlovers non è proprio questa, fantasticare su quello che c’è dietro i vetri e provare a sbirciare? 

La street art e “Muri sicuri”

Un paragrafo lo dedico all’anima poliedrica della Garbatella, il suo lato underground, alternativo e anticonformista che contrasta e insieme si fonde a quello più verace. I murales sono un tripudio di colori ed emozioni, sapientemente tracciati sulle facciate e sui muri. C’è allegria e c’è in vita, in quei disegni. E vi arriverà tutta, guardandoli, come un’onda creativa di positività. 

Adesso vi racconto cosa è “Muri sicuri”, evento di beneficienza sostenuto e finanziato dalle guide turistiche di Roma con il patrocinio del Municipio VIII. Funziona così: si sceglie un quartiere, si individuano uno o più muri e si invitano altrettanti street artist a dipingere opere che vengono realizzate durante i giorni della manifestazione. Un’opportunità importante per conoscere le opere di street art già presenti nella zona e guardare gli artisti lavorare, ma anche per riflettere ed essere solidali attraverso le libere donazioni dei partecipanti. Condividere le inestimabili ricchezze storico-artistiche di Roma e contribuire a migliorarla avendo cura e rispetto per il nostro patrimonio: questo il messaggio dell’evento!

E nel 2020, per i 100 anni della Garbatella, “Muri sicuri” ha ospitato street artist di fama internazionale come Gomez, Diamond e Solo.

… e ora si mangia! 

Passeggiare per la Garbatella significa ovviamente anche rendere omaggio alla cucina romana, facendo una sosta mangereccia come si deve. Vi apparecchio quattro proposte: 

  • Dar Moschino | Direttamente dal cuore della Garbatella, questo ristorante offre una vasta scelta di piatti tipici della tradizione culinaria romana: antipasti, primi e secondi. Piatto forte: la gricia!
  • Er Panonto | La pizza “alla romana” è qui: bassa, leggera e con la crosta croccante. Forno a legna, pizzaioli esperti e dolci fatti in casa (dirò solo un nome: tiramisù!). Con il bel tempo, è un piacere mangiare nel cortile all’aperto tra i lotti popolari, tra viti d’uva, tovagliette caserecce a scacchi rosse e bianche e gatti sornioni che passeggiano qua e là. 
  • La Mescita | Locale accogliente e vivace, ottima scelta di vini e piatti di qualità: bruschette, affettati e formaggi, carne e pesce. Tutto presentato e servito con maestria e professionalità. Le luci soffuse, l’arredamento in stile industriale contemporaneo e vintage, i tavoli all’aperto fanno venir voglia di sedersi e passare un momento di tranquillità. 
  • BIFFI | Amanti dell’aperitivo (e non solo), questo posto è per voi! Vi accoglie con una scritta meravigliosa: “This is my happy place”. Ed è davvero un “luogo felice”: ambiente accogliente, colori rilassanti e personale cortese. Ordinate “il solito” oppure lasciatevi consigliare!

Un dolce sogno ad occhi aperti 

Quando credo che sia finita, l’effetto sorpresa è dietro l’angolo: mentre inizio ad allontanarmi dal centro, passo accanto ad una casa e ascolto provenire della musica jazz. Mi lascio cullare dalle note, pensando che la Garbatella è anche questo: pura, seducente e affascinante atmosfera. Percorrendo l’ultimo vicoletto, mi viene in mente come definirla: “un dolce sogno ad occhi aperti”. Ma per chiudere, vi regalo queste parole e non le mie…  

‘Na sera a Garbatella
Si vòi gustatte senza ghirigori,
piatti romani e beve a garganella,
fatte un giretto pe la Garbatella,
ch’è come magnà a casa, annanno fori.
È er mejo posto ’ndò ce se stornella,
chitare che arintoneno li cori.
e nun ce sò poracci, né signori,
ma solo gente alegra in comunella.
Trippa, pajata, abbacchio scottadito,
li sartimbocca o un piatto de facioli,
er tonnarello cacio e pepe è un rito.
Senza tovaja e senza tovajoli,
su un tavolo ch’è appena ripulito,
ma come magni qui, manco a Parioli.
Stefano Agostino


All images © 2020 Chiara Barsotti