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Casa Albero a Fregene: il litorale romano tra architettura e buon cibo

Casa Albero a Fregene: il litorale romano tra architettura e buon cibo

Siamo ad ottobre, l’estate e quindi le vacanze sono purtroppo ufficialmente finite, ma (ma!) fermi tutti perché ci sono buone notizie. La prima è che esistono i fine settimana, la seconda è che siamo nel bel mezzo della mag(gg)ica Ottobrata Romana, e la terza è che vi sto per parlare della Casa Albero di Perugini a Fregene e anche di alcuni posticini limitrofi da provare!

Prima però breve parentesi: non tutti sanno che l’Ottobrata Romana è un’espressione che ha in realtà un’origine antica. Era infatti la festa di conclusione della vendemmia nelle campagne capitoline, per cui per l’occasione si organizzavano delle scampagnate fuori dalla città (alzi la mano chi non lo sapeva?).

Sono quindi perfettamente in tema direi, e parto subito con una proposta di gita fuori porta, ma con un taglio da Arch. che sono sicura vi piacerà!

Partiamo!

casa albero a fregene

Casa Albero di Perugini a Fregene

Casa Albero di Perugini
Via Maiori, 36 | Fregene (RM)
Distanza da Roma: 30 km circa
Sito

Ci troviamo a circa 30 km da Roma, precisamente a Fregene, località balneare a circa 30 minuti/1 ora di macchina dalla Capitale – la variabile tempo dipende da dove partite e soprattutto dal traffico romano ovviamente. Qui immersa tra gli alberi della pineta c’è un edificio secondo me incredibile: la Casa Albero di Perugini.

Sì sono architetto e sì sono di parte, ma segnatevi questa chicca e fidatevi, perché si tratta davvero di una delle opere architettoniche più sperimentali e particolari del litorale, da vedere anche se non si è del “mestiere”.

Premessa fondamentale: la Casa è privata e quindi visitabile solo durante qualche fine settimana per cui non è da presentarsi lì a caso ed entrare (io ve l’ho detto eh!); monitorate il sito di Open City Roma, che cura e organizza le visite, per essere aggiornati e prenotare lo slot orario preferito.  SPOILER: prossima apertura è il 15-16 ottobre…. ergo: vi ho già trovato cosa fare e svoltato il week-end!

casa albero a fregene
casa albero a fregene

Il progetto della casa più sperimentale del litorale romano

La Casa Sperimentale, nota come Casa Albero, è stata progettata tra il 1968 e il 1975, periodo in cui Fregene viene presa d’assalto e si sviluppa. Giuseppe Perugini e Uga De Plaisant, marito e moglie ed entrambi architetti, decidono di comprare e progettare insieme la loro casa al mare proprio qui, anche con il figlio Raynaldo.

Definirla solo casa al mare però sarebbe riduttivo, poiché si tratta di una rilettura in chiave contemporanea della classica tipologia abitativa familiare, dove tutti gli equilibri a cui siamo abituati – villetta a due piani con giardino e patio – sono completamente stravolti, ed è infatti in netto contrasto con le abitazioni circostanti.

La visita ha una guida d’eccezione, proprio Raynaldo Perugini (sorpresa!) anche lui a sua volta architetto e proprietario dell’immobile, che quindi la descrive non solo a livello tecnico, ma raccontando anche tutta la parte emotiva del progetto, quella che solo un luogo che ti appartiene può darti. 

Il progetto è sperimentale sia nella forma che nell’uso dei materiali, volutamente pochi; primo tra tutti calcestruzzo armato a vista che rimanda all’architettura brutalista, poi solo vetro e acciaio rigorosamente verniciato di colore rosso. Negli anni è stata preda purtroppo di episodi di vandalismo che l’hanno molto danneggiata; attualmente però l’Arch. Perugini la sta piano piano ristrutturando e riportando a nuova vita.

casa albero a fregene

I tre edifici che compongono il progetto: la Casa, la “palla” e i cubotti

Il complesso residenziale è formato da tre edifici di tipologia diversa. Quello principale è la Casa, sollevata da terra su pilastri a vista che danno l’idea che sia quasi sospesa tra gli alti alberi (e infatti il nome Casa Albero non è un caso). Pensata come un eterno cantiere, con travi e blocchi cubici che la rendono quindi potenzialmente espandibile e modificabile all’infinito. Caratteristici in facciata sono gli elementi dalla forma arrotondata, veri e propri contenitori di servizi (cioè i bagni) che caratterizzano l’architettura ammorbidendone l’aspetto “squadrato”.

Accanto, Perugini realizza la “palla”, una sfera di 5 metri di diametro concepita come appendice esterna alla casa e utilizzata come sala prove (l’acustica dentro è pazzesca!!). E poi, il terzo edificio, rappresentato dai “cubetti”: moduli spaziali cubici contenenti servizi, camera da letto, soggiorno e cucina in meno di 40 metri quadrati.

Ci sono poi tanti dettagli e curiosità che vorrei raccontare e descrivere, come la scala di accesso concepita come una passerella mobile e sollevabile, o la piscina posta sotto la casa, ma non vorrei che il mio lato arch prendesse troppo il sopravvento e soprattutto non vorrei svelarvi qui proprio tutto tutto!

… ma ora mangiamo?

Quindi ok… basta architettura!

Finita la visita andiamo a mangiare (direi ce lo siamo meritati)! Adesso avete varie opzioni, una di queste è di rimanere a Fregene e andare in uno dei ristoranti sul mare. Qui tra tutti i miei consigli vincono il ristorante dello Stabilimento La Baia (Via Silvi Marina 1, Fregene) per un freschissimo crudo di mare accompagnato da un cremoso spaghetto alle vongole e da un ottimo vino, o alla Scialuppa da Salvatore (Via Silvi Marina 69, Fregene) per un menù sempre di pesce (e qui prendete anche la bruschetta con le vongole e telline!).

Se avete voglia di fare 5 minuti in più in macchina vi consiglio però di andare a Maccarese, paese limitrofo, e precisamente nell’area del borgo del Castello di San Giorgio (Via dei Pastori 10 – 28, Maccarese). Di origine medievale, il borgo è stato recentemente riqualificato, e dal 2020 è stato trasformato in un piccolo polo enogastronomico di qualità.

Per cui all’interno dei locali che una volta erano le ex botteghe artigiane, si trovano ora ristoranti diversi, selezionati puntando ad una qualità dei prodotti e della cucina. Trovate per esempio l’Osteria di Maccarese, bellissimo posto dove si mangiano piatti della tradizione romana (ma non solo) e soprattutto dell’ottima carne: in questo periodo poi se siete amanti dei funghi e tartufo qui è il vostro paradiso!

C’è poi la Cantina del Pescatore, enoteca di vini naturali dove gustare oltre a taglieri anche tartare di pesce (spaziali!), e vi consiglio anche Maccarè, la pizzeria firmata da Stefano Callegari (uno dei patron delLA pizza a Roma e l’inventore del trapizzino per intenderci!). Qui la pizza è alta e napoletana (come piace a me), con impasto a lievito madre e materiali di qualità.

casa albero a fregene

Direi che la scelta non vi manca… Buona gita e buona ottobrata!