C’è una coerenza quasi perfetta nel fatto che un locale si chiami Parking Pizza e sia sistemato in un ex garage del Passeig de Sant Joan, a Barcellona. E non si tratta solo di una scelta estetica, è la vera e propria storia di questo posto: dove prima c’erano posti auto, oggi ci sono tavoli lunghi e sgabelli.
Lo spazio: una delle cose più belle di Parking Pizza a Barcellona
Barcellona è una città piena di locali piccoli, quindi la prima cosa che sorprende entrando è proprio l’ampiezza. Un ambiente industriale, ma ovviamente ristrutturato in maniera estetica, luminoso, con il forno a legna a vista come protagonista assoluto della sala. Tavoli lunghi e condivisi, in cui ci si siede spesso accanto a sconosciuti, ma è proprio questo a rendere l’atmosfera familiare invece che dispersiva. È un design che oggi si vede spesso a Barcellona nelle pizzerie di nuova generazione, ma qui il concept ha una storia molto solida: gli interni della sede più recente portano la firma dei designer Jordi Veciana e Skye Maunsell, che hanno ammorbidito la bellezza un po’ austera dello spazio con accenti di legno caldo.






Cosa abbiamo mangiato
Menu alla mano, abbiamo puntato su due pizze quasi classiche: una margherita con aggiunta di finocchietto e una burrata e due pizze fuori dagli schemi. La Marinara con acciughe (aggiunte a crudo dopo la cottura) è il tipo di piatto minimale che dice tutto sulla qualità della materia prima: pomodoro, aglio, origano, acciuga, e basta, perché quando gli ingredienti sono buoni non serve altro. Sull’altro fronte, la Cheddar con asparagi, cavolo nero, porro, dragoncello, timo e parmigiano è la dimostrazione che a Parking Pizza non hanno paura di uscire dal canone napoletano: un impasto pensato per reggere anche una farcitura più carica di formaggio e di verdure, senza perdere la sua croccantezza e leggerezza.






L’impasto è a lunga lievitazione, il bordo alveolato e ben cotto. Esattamente il tipo di pizza che ti permette di mangiare tutto, senza lasciare bordi perchè sarebbe un vero peccato!
Un dettaglio che mi è piaciuto tantissimo
Quando ci si siede si viene invitati a utilizzare gli sgabelli della seduta come… spazio per riporre giacche o borse. Un dettaglio scenico che fa parte del gioco, in un locale che non si prende troppo sul serio.


La storia di Parking Pizza
Dietro il progetto ci sono Berta Bernat e Marcos Armenteras, che hanno aperto la prima sede in Carrer de Londres prima di sbarcare al civico 56 di Passeig de Sant Joan. Il format ha funzionato al punto da moltiplicarsi: oggi Parking Pizza conta diverse sedi a Barcellona, ognuna fedele al concept originario dell’ex parcheggio trasformato in sala da pranzo, e ha varcato i confini catalani arrivando anche a Madrid.






Non è la pizzeria che punta sulla tradizione più stretta, ma su un’idea precisa di spazio, materia prima e informalità – e a giudicare da quanto si è moltiplicata negli anni, l’idea ha funzionato.
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