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Pian della Cavalla: fin dove arriva il tuo sguardo

Pian della Cavalla: fin dove arriva il tuo sguardo

Mi siete mancati! Posso ufficialmente urlarlo adesso, non vedevo l’ora di tornare a sgambettare. In città, sulle alture, sul mare, nel nostro splendido entroterra. E adesso dopo questi mesi di lievito madre, biscotti, torte e serie TV è proprio il caso di tornare a godersi la natura. Che devo ammettere senza di noi non se l’è cavata affatto male, anzi! Se siete già stati a gironzolare nel verde vi sarete di certo accorti della forza con cui quest’anno è esplosa molto più del solito.
Ma non sia mai che proprio l’infermiera vi inciti a frequentare posti affollati, dunque per rincominciare le nostre esplorazioni in piena sicurezza, con questo articolo vi porto in uno dei prati più immensi della nostra provincia. Le distanze sociali sono assicurate!

Cosa ci aspetta: percorso

Come dicevo, se siete in cerca di un posto immerso nel verde dove trovare un po’ di quiete dalle folle, o se come me siete campioni di “evitare code e assembramenti”, con una passeggiata più o meno breve potete facilmente raggiungere l’immenso prato di Pian della Cavalla. A circa 1200 mt di altitudine, è facilmente raggiungibile dal paesino di Fascia, o ancor di più dal sentiero che interseca la strada statale appena 100 metri proseguendo dopo il paese. Una gita davvero adatta a tutti, la meta ideale per un pic-nic o per divertirsi con gli aquiloni. Il percorso alterna pochi e brevi tratti di ripida salita, a tratti pianeggianti dove è impossibile non farsi prendere dalla smania di fotografare le mille meraviglie intorno a voi. Dal sentiero potete avvistare e coccolare gli splendidi cavalli che si godono il sole estivo, divertirvi a dare un nome ai tanti paesini che si scorgono come piccoli presepi, riconoscere piante, fiori e assaggiare qualche lampone selvatico.

Cosa ci aspetta: meta

Al vostro arrivo sarete colti da una visione davvero mozzafiato. Il prato si estende a perdita d’occhio, sembra di ritrovarsi di fronte ad un paesaggio incantato. Alcuni alberi rotondeggianti sparsi sulle sue dolci colline lo decorano perfettamente e creano angolini gettonati da chi cerca ombra ristoratrice. Se la breve passeggiata non vi ha soddisfatti, qui avete la possibilità di muovervi ancora quanto più volete, e se vi spingete fino ai margini del grande prato potreste anche scorgere qualche daino risalire dal bosco. Vi consiglio caldamente di portare con voi viveri ed acqua, perché una volta giunti e steso un bel asciugamano, vorrete rimanere immersi nella sua quiete fino al tramonto!

Durata della camminata | poco meno di un’ora
Partenze possibili | Paese di Fascia – intersezione sentiero con strada statale circa 100 mt dopo il paese di Fascia – Casa del Romano (circa 2 ore)
Dislivello | meno di 100 mt
Adatto a | tutti i tipi di camminatori
Come raggiungerlo | in auto da Genova imboccare la statale per Piacenza, raggiungere e superare il paese di Montebruno, prendere il bivio sulla sinistra per Cassingheno/Carpeneto/Fascia.

Curiosità

Ma più di ogni altra cosa il prato di Pian della Cavalla è famoso ai genovesi per la spettacolare fioritura dei narcisi che ospita in tutta l’area verde. Nel mese di maggio avete solo due o tre settimane di tempo per andarli ad ammirare nel loro momento di massima esplosione, prima della sfioritura. In questo periodo infatti, il prato vi apparirà cosparso di migliaia di petali bianchi come fiocchi di neve. Ma attenzione, il narciso è una specie protetta, quindi sbizzarritevi con foto, filmati, sdraiatevi in mezzo a loro ma non portateli via dal loro habitat.
Al candido biancore dei narcisi si alterna in alcuni tratti l’altrettanto candore degli asfodeli, altra specie davvero particolare che vi farà sentire nel paese delle meraviglie. Se non avete mai sentito parlare di questo fiore, sappiate che i nostri connazionali del sud, lo usano nei modi più svariati. Il suo gambo è utilizzato per sughi, frittate e conservato sott’olio, le sue foglie vengono usate per confezionare la burrata pugliese, ed in sardegna viene utilizzato per confezionare ceste, e come pianta tipica di alcune ricorrenze.

Per questo spettacolo nemmeno i più “pigri” hanno scuse, cosa aspettate per andarvi a godere una giornata nell’immensità della natura? Noi siamo già lì!


All images © Ilaria Parena