Dal 7 al 18 giugno torna a Torino creativAfrica, il festival diffuso che attraversa musica, arte, cinema, cucina, parole e pratiche culturali afrodiscendenti contemporanee.
L’edizione 2026 si chiama Roots and Sprouts e parte da una domanda molto interessante:
come si costruiscono nuove identità culturali senza trasformare le radici in folklore?
Il festival lavora proprio su questo spazio: quello tra memoria e futuro, tra tradizione e innovazione, tra modelli ancestrali e linguaggi globali.
Si parla di black music, scambi intergenerazionali, creatività afrodiscendente, nuove estetiche e forme artistiche che continuano a cambiare e contaminarsi.
Ma soprattutto prova a mettere in discussione il modo in cui spesso le culture africane vengono raccontate: semplificate, folklorizzate, trasformate in immaginario decorativo invece che riconosciute nella loro complessità contemporanea.
Per questo creativAfrica non è solo un festival culturale.
È anche uno spazio che prova a decostruire certi sguardi.
Tra concerti, incontri, workshop, cucina, arte e momenti condivisi, Torino per quasi due settimane diventa attraversata da storie, suoni e visioni che parlano di identità, migrazioni, futuro e appartenenza.