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Il fratello minore del Colosseo: il Palazzo della Civiltà Italiana

Il fratello minore del Colosseo: il Palazzo della Civiltà Italiana

Per chi rimane sempre nel centro della città, nel labirinto di stradine pittoresche e monumenti antichi, è facile dimenticarsi che Roma è molto più grande di quello che si trova all’interno delle antiche mura. Prendere la metropolitana fino all’EUR e scoprire questo quartiere che ha meno di un secolo è un’esperienza completamente diversa, ma una visita obbligata per gli appassionati di architettura moderna. Vi presento il fratello minore del Colosseo: il Palazzo della Civiltà Italiana.

Non è un segreto che preferisco il moderno al vecchio e guardare al futuro piuttosto che parlare del passato. Non potrei essere diversamente, venendo da una città che è un’icona dell’architettura moderna e dell’innovazione. Forse è per questo che gli edifici moderni mi fanno sempre sentire a casa. Non è che non apprezzo vedere la storia che prende vita passeggiando per le strade di Roma, che rimane un promemoria quotidiano di quanto sia speciale vivere all’interno di questo enorme museo.

Ci sono alcune chicche architettoniche, però, che mi fanno sorridere ogni volta che ci passo accanto perché il contrasto con gli edifici storici adiacenti è così ovvio. In passato, ho scritto dei musei moderni MAXXI al Flaminio e MACRO al Salario. A poche fermate di metropolitana dal centro si trova un quartiere intero, pieno di edifici iconici: l’EUR. Camminando per le sue strade, è impossibile non vedere il Palazzo della Civiltà Italiana: in cima a una collina, si riconosce facilmente da lontano.

Icona minimalista all’EUR

Il Palazzo della Civiltà Italiana è un edificio geometrico di sei piani sostenuto da 216 archi identici. L’esterno è stato coperto da un travertino bianco che ti fa strabuzzare gli occhi quando riflette la luce del sole. Nonostante la sua bellezza brutalmente semplice che – almeno per me – è innegabile, ha una storia nera: è stato costruito durante la Seconda Guerra Mondiale da Mussolini come icona di architettura fascista. Nel 1935, il dittatore iniziò il progetto per la costruzione di un centro commerciale e complesso suburbano a sud di Roma. L’EUR doveva essere un simbolo del fascismo per il mondo e che il Palazzo della Civiltà Italiana ne fosse il fulcro.

La realizzazione del Palazzo si sarebbe dovuta ultimare entro il 1942 per l’esposizione mondiale che celebrava i 20 anni del fascismo, ma l’evento fu cancellato mentre il progetto era in fase di completamento. Il suo stile architettonico dà un’immagine abbastanza accurata di come sarebbe stata l’Italia se il regime fascista fosse resistito oltre la guerra: grandi strade simmetriche con imponenti edifici in pietra calcarea, tufo e marmo ispirati all’epoca romana.

Il Colosseo Quadrato

Ispirato al Colosseo originale, il Palazzo è alto 68 metri e sembra ancora più alto quando sali i suoi gradini e ti volti per guardare il centro della città. Sul frontone si trova un’iscrizione riportata da un discorso di Mussolini del 1935: “Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”. Sotto gli archi, si stagliano 28 imponenti statue in marmo di Carrara che simboleggiano diversi mestieri e ambiti: musica, pittura, poesia, filosofia, commercio e agricoltura, tra gli altri. Camminando tutto intorno al Colosseo Quadrato, se avete voglia e pazienza, potete vederli tutti.

Quando l’architettura incontra la moda

Dopo la sua costruzione, il Palazzo della Civiltà Italiana è rimasto vuoto per la maggior parte del tempo, ad eccezione di rare e occasionali mostre o fiere. Questo fino a quando la casa di moda romana Fendi non ha firmato nel 2013 un contratto per l’affitto del Colosseo Quadrato della durata di 15 anni. Dopo un anno e mezzo di lavori di ristrutturazione, il marchio si è trasferito nell’imponente edificio. Inizialmente avevano programmato di ospitare mostre al piano terra, ma per qualche motivo hanno deciso di non continuare con queste attività. Per ora il Palazzo è visitabile solo dall’esterno. Vi consiglio di andare in una giornata di sole, perché l’edificio è ancora più imponente grazie ai giochi di luce e colore tra il marmo bianco e l’azzurro del cielo.


All images © 2020 Liza Karsemeijer