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Cantina Josetta Saffirio | Gnomi di Langa

Cantina Josetta Saffirio | Gnomi di Langa

Le Langhe, l’aria aperta, il calore del sole, le vigne che crescono e il desiderio di tornare a degustare. Queste sono state le grandiiiissime motivazioni che mi hanno spinta nella mia prima avventura vitivinicola post lockdown. E così, dopo aver reclutato la mia amica di bevute Erica, siamo ritornate a scollinare per le vigne e ci siamo ritrovate in una cantina tutta al femminile. Quale miglior modo per ricominciare i miei tour langherecci? In un tiepido pomeriggio di fine maggio siamo approdate nella serenità di questa cantina tra le vigne di Monforte d’ Alba…

Cantina Josetta Saffirio
Castelletto, 39 | Monforte d’Alba CN
Previo appuntamento
Costo: da 20€ in sù


Sito | Facebook | Instagram

Le ragioni per cui andare da Josetta Saffirio:

  1. Il luogo: la cantina di trova nella conca di una collina, attorniata dalle vigne della loro proprietà dal quale nascono i vini della famiglia
  2. L’etichetta: da vera #labellover non posso non menzionare la carinissima etichetta con gli gnomi. Disegnate anni fa e poi riportate in auge in chiave moderna, conservano tutto il loro fascino
  3. Spumante: mi sono innamorata del Brut Rosè Metodo Classico. Provare per credere

Il timore della prima settimana di “apri tutto” è stato bellamente sobbalzato dal mio desiderio di andare nelle vigne. Ed effettivamente è stata davvero una delle prime cose che ho fatto. Subito dopo sono andata alla ricerca di qualche posticino interessante, sicuro e tranquillo per ricominciare i miei tourtourtourrrr delle cantine. Così grazie ai grandi poteri dell’Instagram ho scoperto la cantina Josetta Saffirio di Sara Vezza, che già solo ad arrivarci è uno spettacolo. 

Una storia (quasi) tutta al femminile

Valentina ci ha accolte all’ingresso della cantina, che si trova in una bellissima e tranquillissima conca circondata da vigneti della zona di Monforte d’Alba. Il primo nostro pensiero è stato: ma che pace! Allora sotto un già piuttosto caldo sole di fine maggio abbiamo iniziato la visita proprio dall’esterno. I vigneti nei dintorni sono quasi tutti di proprietà della cantina, ognuno con il suo nome e le sue caratteristiche. Poi siamo passate al fresco, dove prima ci è stata raccontata la storia della famiglia. La Cantina di Josetta Saffirio nasce grazie ad Ernesto Saffirio, che con la grande tenacia del post guerra trasmette alla figlia la passione per i territori attraverso i racconti degli gnomi che popolavano boschi. Da lì le redini dell’azienda finiscono in mano a Josetta che con passione e dedizione dà vita ad una cantina tutta al femminile, resa importante dalla creazione di un Barolo unico. Altrettanto uniche solo le loro etichette; infatti vengono scelti per l’azienda proprio gli gnomi disegnati dalla piccola Josetta come simbolo rappresentativo della cantina. Subentra poi negli ultimi anni Sara Vezza, figlia di Josetta, che prosegue l’avventura della madre portando la cantina ad un livello di eccellenza sostenibile e biologica, dando anche un restyling moderno delle etichette, mantenendo i caratteristici gnomi…

Innovazione e tradizione

Abbiamo proseguito la visita attraversando ogni luogo dedito al processo di vinificazione del vino fino ad arrivare nel luogo in cui si trovano botti e vasi vinari di cemento e porcellana. Si esatto, porcellana! E’ stato curioso apprendere le caratteristiche dei vasi vinari di porcellana, la loro forma e il loro prezioso utilizzo…era la mia prima volta! Quindi, dopo le nozioni tecniche, siamo ritornate alla pace e alla bellezza dell’esterno per iniziare la degustazione. Come ormai sapete gli spumanti non sono la mia passione ma, sin dal momento in cui Valentina ha versato il Metodo Classico Rosè nel bicchiere, ne sono rimasta davvero affascinata. Che colore pazzesco e che profumi! Creato da uve 100% Nebbiolo rappresenta con delicatezza un Rosè davvero particolare. Abbiamo proseguito con una fresca Barbera d’ Alba Superiore 2018 per poi proseguire in un crescendo di sapori, complessità e aromi meravigliosi. Prima con un Langhe Nebbiolo del 2018, poi con un una chicca inaspettata: un Barolo Persiera 2015. Un tripudio per praticamente tutti i sensi. Un Barolo con una bella struttura e sentori intensi ed eleganti.. insomma abbiamo finito davvero in bellezza, pronte per la prossima avventura in Langa! Tutte quelle passate le trovate qui


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