Ascheri: una cantina che è anche una casa

Monica Pianosi Pubblicato il 9 Gennaio 2026

Una cantina, un albergo e una spa che custodiscono il ritmo autentico del territorio.

Nelle nostre esplorazioni spesso andiamo lontano e arriviamo in luoghi in cui il vino non è soltanto un prodotto, ma un linguaggio. A Bra, abbiamo scoperto Cantine Ascheri: un’azienda vitivinicola che da generazioni custodisce un modo di fare le cose “come una volta”, pur muovendosi con una visione contemporanea e internazionale. Sopra la cantina si trovano l’Albergo Cantine Ascheri, un boutique hotel di design che ha le fondamenta nella terra del vino (letteralmente), e la Spa, un centro benessere distribuito su tre piani che completa un’idea di ospitalità immersiva, totale.

È una storia che parte da lontano. Ed è soprattutto una storia di persone e scelte coraggiose, proprio come piace a noi!

Una famiglia, un territorio, un’idea chiara

A darci il benvenuto è Giuseppe, che con un sorriso racconta la genealogia di una famiglia radicata qui ‘dall’anno 1880… dopo Cristo‘, dice scherzando. Negli anni in cui Bra era un punto nevralgico per i mercati agricoli e i commerci del formaggio, anche il vino trovava il suo spazio: ‘un luogo in pianura e vocato all’agricoltura. Nelle nostre zone tutto è sempre passato da qui‘ ci spiega.

Racconta come le colline in cui si trovano le vigne della cantina – Serralunga, La Morra, Monforte – siano tessere di un mosaico complesso: ognuna diversa, ognuna capace di dare al Nebbiolo un’espressività distinta. E come, nonostante la possibilità di crescere in dimensioni, la famiglia Ascheri abbia scelto un’altra strada: rimanere una cantina di dimensione umana, investendo invece nell’ospitalità, nella ristorazione e nel benessere.

‘Se producessimo più vino, dovremmo essere in giro per il mondo continuamente’ ci dice. ‘Sarebbe insostenibile per noi, per le nostre famiglie e le persone che lavorano con noi. Infine anche per l’ambiente. Preferiamo produrre meglio, non di più’.

In Cantine Ascheri: dove ogni gesto conta

La visita inizia nei sotterranei, tra botti grandi, corridoi di barrique, lavagne che segnano vini, annate e lotti. Le botti esauste vengono rivendute e proseguono la loro vita in distilleria: un perfetto esempio di economia circolare. Ogni passaggio è deliberato e pensato con cura. La filosofia è semplice: proteggere ciò che la vigna crea.

Le cantine industriali imbottigliano e spediscono subito. Noi imbottigliamo oggi e spediamo l’anno prossimo, spiega Giuseppe. Il vino deve respirare, maturare. È un processo silenzioso, ma fondamentale.

Lavorare la terra. Rispettare chi la lavora da Cantine Ascheri

C’è un punto su cui Giuseppe insiste più volte: le persone. La squadra, ci dice, è composta da dipendenti che lavorano sia in vigna che in cantina. Ognuno ha il proprio nome sulla cassetta dell’uva. Quando raccogli tu stesso, scegli il meglio. Sai che è responsabilità tua. È la fase più importante di tutte: se arriva uva sana in cantina, il vino segue un percorso lineare.

È una scelta etica, ma anche qualitativa: un modo per assicurare continuità e cura.

Stile, identità, etichette: il vino come segno grafico

Un altro elemento che colpisce di Ascheri è il lavoro sull’identità visiva: un equilibrio sottile fra memoria e contemporaneità. Le etichette attuali riprendono alcuni tratti degli anni Cinquanta e li portano in un’estetica pulita e leggibile: un carattere moderno, il colore della terra, linee verticali che richiamano i filari e le pareti della cantina, la capsula corta per il tappo ‘come una volta’, il nome Nebbiolo scritto color nebbia, perché ‘Nebbiolo viene da nebbia‘.

Nella sala degustazioni poi scopriamo che ogni vino dialoga anche con un riferimento culturale: un brano, un libro, un film. Il Barolo classico, ad esempio, è accompagnato da Killing Me Softly di Roberta Flack: un pezzo maturo, caldo, che restituisce esattamente l’eleganza che il vino vuole esprimere. Un pairing tutto particolare per ricordare che il vino non è solo tecnica: è cultura, immaginazione, gesto.

Ps. La playlist si ascolta qui.

L’Albergo Ascheri: dormire sopra una cantina

Salire dalle botti alle camere è come cambiare stanza senza uscire dalla stessa storia. L’Albergo Cantine Ascheri è essenziale e materico, costruito con uno stile che loro definiscono “industriale moderno”: pelle in omaggio alla tradizione conciaria di Bra, cemento e legno a vista, linee sobrie illuminate da una luce calda e accogliente. Un luogo pensato per chi vuole vivere Bra con lentezza. Molti ospiti arrivano così come abbiamo fatto noi: un treno nel pomeriggio, un calice in cantina, una cena nell’Osteria di famiglia (che vi racconteremo presto!), una notte sospesa tra vino e silenzio.

La Spa Gallery: tre piani di quiete

La Spa Gallery è forse la parte più inaspettata del complesso: non una spa “da hotel”, ma un ambiente pensato come si penserebbe a uno spazio espositivo. Tre piani dove i materiali naturali – pietra, legno, acqua – diventano architettura del benessere. E c’è davvero tutto quello che potreste immaginare: sauna e bagno turco, docce emozionali, idromassaggi, sale relax e anche una piccola palestra. Un luogo dove venire a respirare la stessa aria che respira il vino in cantina e chissà, provare a invecchiare altrettanto bene!

Da quando ho iniziato a interessarmi di sostenibilità sono diventata vegetariana, ho venduto la macchina e ho preso un PhD. Ma non chiedermi di smettere di viaggiare.

Tutte le immagini sono di © Jacqueline Stofsick e Cantine Ascheri 2026

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