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Casadante: come ti trasformo il pranzo in un’opera d’arte

Casadante: come ti trasformo il pranzo in un’opera d’arte

Che succede quando sei freelance e non vuoi rimanere tutto il giorno a casa a lavorare? Cerchi un posto dove andare a lavorare e sentirti accolto. Bene, se anche voi siete freelance come me e siete sempre alla ricerca di un posto con: buona acustica, cibo buono e sano, comodità e la libertà di trattenersi a lungo, ci siamo. Casadante è il posto che fa per noi. Dalla colazione alla cena passando per il drink di lavoro in orario aperitivo.

Casadante
Piazza Dante, 8 | Roma

Lu – Do | 8.00 – 00.0

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Casadante: voce del verbo mangiare, bere, lavorare

Da Casadante ci si va per mangiare, per bere, per lavorare, per comprare suppellettili per la tavola. Io per ora ci ho mangiato e basta, ma ci tornerei appena possibile per accomodarmi nella sala libreria o sui divanoni. Ma andiamo per ordine. Casadante nasce in una vecchia officina, uno spazio che è stato anche abitazione privata con delle finestre a tutte altezza aperte su piazza Dante che lo riempiono di luce. All’ingresso un lungo bancone che ti fa venir voglia di sederti per un bicchiere o per un drink. A destra dell’ingresso l’angolo gelato. E poi si aprono le sale. Le prime con i classici tavoli. Una saletta con un bellissimo tavolo da condividere subito dietro il bancone. Un immenso spazio arredato con divani Chesterfield che chiamano chiacchiere e brandy. Con un soffitto che sembra un’opera d’arte e infatti lo è: opera di un’artista di Pigneto. 

Infine il mio spazio preferito, la sala di lettura con una libreria a tutta altezza e piena fitta fitta di libri, che è anche ingresso alla Fondazione Cerere, in cui troviamo un’opera di Marina Abramović. BAM

Cosa si mangia da Casadante a Roma

Un menù che ti fa sentire leggero e di ordinare più cose da condividere. Le classiche pinse romane bianche o rosse con farciture tutte da acquolina. Arianna ha preso quella rossa con burrata e tartare di gambero crudo, ma io vorrei quella vegana con le verdure alla brace e pomodorini confit che mi è rimasta in testa. I fritti fanno gola, come anche la parmigiana di melanzana e i taglieri. Per chi ama la carne sembrano invitanti anche i secondi. Noi abbiamo deciso di rimanere leggere per questo pranzo e abbiamo virato verso la verzura, ma l’insalata con spinacino, confettura di pere e zenzero e pecorino di Pienza era fenomenale e freschissima. Perfetta per affrontare un pomeriggio di scarpinate e per lasciare spazio al dolce!

Casadante all’Esquilino: tra alchimie ed esorcismi

Streghe, esorcismi, alchimie e tanti enigmi. L’Esquilino è il colle dei misteri a Roma. Si trova a pochi passi da Termini ed è fin dall’antichità uno dei luoghi più esoterici della città, nonostante i palazzi di inizio Novecento (infilatevi dentro Palazzo Brancacci e fatevi cacciare… ma ne riparleremo!).

Ne cantava già Orazio dell’Esquilino come terra di streghe. A quanto pare era la zona in cui le fattucchiere abitavano, coltivavano le erbe magiche per i loro rituali e praticavano i sortilegi. Ancora nel Medioevo il colle era ricordato per i sabba, mentre molte “adoratrici di Satana” venivano spesso e volentieri bruciate qui sui roghi. Una delle caratteristiche che ha reso questo rione uno dei più ricchi di fascino oscuro di tutta Roma.

Noi qui non abbiamo trovate nè esorcisti, nè fattucchiere, solo tanta storia con la Basilica di San Pietro in Vincoli e la tomba di Giulio II (di cui è parente alla lontaniiiiissima il nostro Rovere) e i maritozzi quaresimali di Regoli (quindi si un po’ di magia l’abbiamo sicuramente trovata!).


All images © 2022 Arianna Cristiano

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