Finarella: la pizza romana “scrocchiarella” che ci piace

Monica Pianosi Pubblicato il 23 Maggio 2026

Si sa che una volta passati i trenta (e io allora cosa dovrei dire!) la digestione non è più quella di una volta. Se non lo sapete è perchè siete ancora giovani. Così uno degli sport preferiti dei meno giovani, dopo il padel, è andare a scovare le pizzerie dove riesci a digerire la pizza. E, la pizza romana arriva così in nostro soccorso, perchè è sottile, bella croccante, assolutamente ben lievitata e anche molto ben cotta e soprattutto ha meno condimento della sua parte napoletana. E così inizia pian piano a farsi strada nei nostri stomaci.

Quando ci hanno detto che avrebbe aperto una nuova pizzeria che fa la pizza romana al piatto non potevamo che andare a provarla. E mi sono anche portata la nostra resident from Roma Arianna per avere un giudizio da qualcuno che questa pizza la mangia da quando ha iniziato a camminare. O forse prima?

Finarella: una nuova pizza romana a Torino

Finarella è il nuovo progetto di Marco Bonomi, padre e founder di Amici Miei, probabilmente il primo posto dove noi torinesi degli anni Ottanta abbiamo iniziato a mangiare una pizza davvero buona. E qui Marco lavora su un’idea molto precisa: proporre la pizza romana. Sottile, croccante, essenziale, ma soprattutto fatta bene. E costruita attorno a un’identità visiva e gastronomica estremamente contemporanea.

Nella saggezza popolare finarella è una persona che prova ad architettare sotterfugi o piani non sempre andati a buon fine. Ma viene spesso utilizzato anche come vezzeggiativo per indicare una sfoglia o un impasto steso in modo estremamente sottile, proprio questa pizza. Qui di piani e sotterfugi io non ne ho visti, ma di pizza buona e croccante assolutamente sì!

Il menu parte dai classici: Cosacca, con pomodoro e pecorino, la classica Margherita, Romana, con pomodoro, fiordilatte e acciughe, la margherita con bufala. E poi si spazio con le pizze speciali in cui si vede l’estro creativo di questo team di pizzaioli. C’è la Vittorio, con crema ai tre pomodori ripassati, burro, parmigiano reggiano e salsa verde al basilico. Oppure la Mediterranea Finarella, con burrata, terra di olive, pomodorini e acciughe. E ancora la Provola e porchetta, forse quella che più racconta l’anima romana del posto, insieme alla Mortazza, una doppia focaccia con “tanta mortazza e poca ricotta”.

Oltre alla pizza ci sono poi tutti quei piatti che ci richiamano all’immaginario romano più goloso e popolare: supplì, crocchette, maritozzi salati, fiori di zucca ripieni e primi iconici come cacio e pepe e carbonara. I supplì meritano una menzione a parte. Oltre al classico “al telefono”, ci sono versioni ci comfort food romano in formato crocchetta: cacio e pepe (pazzesco), amatriciana, parmigiana, e persino alla Nerano.

Dentro uno spazio che Torino conosce già

Durante la ristrutturazione del locale sono riemersi elementi originali dell’edificio ottocentesco, tra cui una volta decorata nascosta da controsoffitti più recenti. Da lì nasce la scelta di mantenere il più possibile visibili le stratificazioni storiche dello spazio, lasciando convivere dettagli dell’antica Peyrano con un progetto architettonico molto contemporaneo firmato da Bottega Studio Architetti.

Anche alcuni elementi storici del negozio sono stati reinterpretati: le grandi boule usate da Peyrano per i cioccolatini sono oggi diventate applique luminose. Il risultato è uno spazio che non cerca di cancellare il passato, ma nemmeno di viverci dentro con nostalgia. Crea un collegamento con le proprie radici per procedere lungo la sua strada.

Insomma, un nuovo indirizzo dedicato agli amanti della pizza fine e scrocchiarella, ma anche a chi la prova per la prima volta. E un luogo per chi è curioso di vedere come uno spazio storico torinese possa trasformarsi senza perdere completamente la propria memoria.

Da quando ho iniziato a interessarmi di sostenibilità sono diventata vegetariana, ho venduto la macchina e ho preso un PhD. Ma non chiedermi di smettere di viaggiare.

Tutte le immagini sono di © Arianna Cristiano e Finarella 2026

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