Futura, il ristorante di Monti che sorprende

Luisa Cuomo Pubblicato il 10 Marzo 2026

Nel rione più antico di Roma, il Rione Monti, in via Panisperna, da quasi un anno ha aperto un ristorante che sta facendo parlare sempre più di sé. Si chiama Futura ed è uno di quegli indirizzi che, nella scena gastronomica di Roma, riescono a distinguersi senza alzare la voce.

Lo abbiamo provato poche settimane dopo l’apertura, spinti dalla curiosità verso un progetto che ci era sembrato fin da subito autentico e personale. Siamo tornati a distanza di qualche mese per ritrovare sapori, calore e quella sensazione di cucina pensata, concreta, mai costruita. Le prime impressioni sono state confermate. Oggi vi portiamo con noi, da Futura, nel cuore di Monti.

Futura: la nuova casa di Anastasia Paris

La prima cosa che colpisce di Futura è la dimensione raccolta. Un ristorante piccolo, intimo, con un grande chef table che ospita circa 16 coperti su un totale di 20, lasciando solo quattro posti a un tavolo tradizionale. Non è una scelta casuale, ma un’idea precisa di Anastasia Paris, chef patron del locale, che ha immaginato uno spazio in cui cucina e clienti possano dialogare senza filtri, con naturalezza.

La cucina diventa così il centro della sala, visibile, viva e a portata di sguardo. È lì che si percepisce l’energia del servizio, il lavoro sulle materie prime e l’attenzione ai dettagli.

Classe 1994, originaria di Celano, in provincia dell’Aquila, Anastasia Paris ha costruito un percorso professionale trasversale tra ristoranti, macellerie, catering e hotellerie. Dalla formazione al Gambero Rosso alle esperienze in Umbria, Sardegna, Liguria e Roma, fino a un anno e mezzo in Australia, ha maturato una conoscenza profonda della materia prima. La padronanza dei tagli di carne, delle lavorazioni artigianali e della norcineria, oggi presenti anche nel menu di Futura, si affianca a una solida competenza sul pesce, affinata negli anni trascorsi a Sanremo.

Un passaggio importante è stato il lavoro in sala all’Osteria della Trippa a Trastevere, esperienza che ha segnato la svolta verso un progetto personale. Da lì nasce Futura, aperto insieme a due soci e amici: Flavia Ercoli in cucina e Luigi Carofilis in sala, sommelier e guida della proposta vini.

Cosa si mangia da Futura?

La cucina di Futura è contemporanea, essenziale e concreta. Guarda alla tradizione senza snaturarla, cercando equilibrio e profondità di gusto, con un rispetto assoluto per la materia prima.

Il menu supera la classica divisione tra antipasti, primi e secondi e propone una selezione di 8-9 piatti stagionali, rinnovati ogni due mesi, a cui si aggiungono proposte fuori menu che cambiano con cadenza settimanale. È una cucina in continuo movimento, guidata dalla spesa nei mercati rionali di Roma e capace di includere carne, pesce e opzioni vegetariane e vegane senza forzature.

Abbiamo iniziato il nostro pranzo con una degustazione di pane del microforno di Luca Pezzetta, servito con olio Flaminio e burro affumicato, un inizio che racconta già l’attenzione per i dettagli. Abbiamo proseguito poi con l’insalata di nervetti piccanti con pak choi e melone invernale su latte di cocco, uno degli ingredienti ricorrenti nella cucina della chef, usato con misura per dare rotondità e carattere. 

I ravioli ripieni di patate con cicoria di campo e mosto cotto sono equilibrio puro, mentre i capellini al curry rosso con cachi fermentati, latte di cocco e lemongrass restano uno dei piatti simbolo, capaci di sorprendere e allo stesso tempo rassicurare. Tornarli a mangiare, in una versione evoluta, con la chef che ricordava cosa avessimo scelto mesi prima, è stato il segno di una cucina attenta e di una memoria che sa di casa.

Il percorso si chiude con un Bloody Mary in gelatina, servito come predessert, e con una panna cotta di latte di capra, polline di finocchietto e olio Flaminio. Un finale audace ma armonico, che conferma la coerenza dell’intera proposta gastronomica.

La non-carta dei vini

Anche la proposta vini riflette la filosofia di Futura. Non esiste una carta tradizionale: ci si affida al racconto e ai suggerimenti di Luigi Carofilis, sommelier di sala, che costruisce l’abbinamento in base ai piatti e ai gusti degli ospiti. In selezione convivono vini tradizionali, naturali e biodinamici, in una visione ampia e inclusiva che mette al centro il risultato nel calice e il dialogo con la cucina.

Futura, nel panorama dei ristoranti di Roma, è uno di quei luoghi che riescono a essere contemporanei senza perdere calore. La cucina di Anastasia Paris esplora, sperimenta, gioca con accostamenti non convenzionali, ma non dimentica mai l’accoglienza. E così, anche davanti a un piatto che esce dai binari della tradizione, ci si sente a casa. Ed è forse questo, oggi, il valore più grande.

Vivo a Roma ma sono una cittadina del mondo, di sana e robusta costituzione. Di buona forchetta e buon bicchiere, che è sempre mezzo pieno!

Tutte le immagini sono di © Giulia Pietroletti 2026

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