La Repubblica di Perno: il ristorante da condividere con consapevolezza

Monica Pianosi Pubblicato il 22 Aprile 2023
repubblica di perno

Quello è il mio posto; vi ci devo portare.”
Esistono poche dichiarazioni di stima e di affetto più intense di questa. Soprattutto nel nostro mondo fatto di luoghi e di persone, di momenti e briciole di pane, di bicchieri finiti e chiacchiere che si arrotolano sulla lingua. Così quando qualcuno mi regala il suo posto del cuore e un paio d’ore per pranzarci insieme a me si ferma per un attimo il respiro. Se poi il posto del cuore è un ristorante che in realtà è una Repubblica, un luogo di resistenza al mondo moderno e all’ansia di esserci sempre, allora scopro che qui invece il respiro scorre facile come laggiù nella palude del mondo reale non riesce a fare. Benvenutə alla Repubblica di Perno, un ristorante con pochissimi tavoli in una piccola frazione di Monforte.

Salire. Salire. E ancora salire. Dopotutto è proprio lassù in alto che succedono le cose più belle no? Per arrivare alla Repubblica di Perno bisogna salire mille curve e altrettanti tornanti e arrivare in un borgo dove la maggior parte del divertimento è data dall’osservare chi sta andando a fare una passeggiata e che cappello si sia messo oggi, e dove incredibilmente arrivano numerosissimi i turisti per pranzare. Proprio qui alla Repubblica.

La Repubblica è un luogo franco dove venire a ristorarsi con un piatto di tajarin, tra i più buoni mai mangiati, o con degli gnocchi in crema di parmigiano e salvia in cui avrei avuto piacere di affogare. Il menu è scritto a mano su un foglio e cambia periodicamente per seguire non solo le stagioni, ma quello che Marco ha voglia di cucinare. Cucina piemontese, molto piemontese. Tajarin, plin al tovagliolo, ravioli ris e coi, piccoli, quadrati e da colpo di fulmine. E poi piatti di carne poco nobile e che riutilizzano le parti che normalmente si scartano per creare terrine e piatti della tradizione, come la finanziera. E le verdure sempre di stagione, sempre consapevoli della loro ricchezza.

Ad accoglierci c’è Elena con un gusto in fatto di vini che non ha uguali. Iniziamo con delle bollicine francesi, che sono perfette anche se ci eravamo appena dette che noi le bolle non le sopportiamo più. E continuiamo con due rossi di queste zone che però non sono assolutamente come quelli che ti aspetteresti. Ma Elena è molto più di un naso raffinato in fatto di vini. Elena è il cuore e la pancia di questo posto. È la materia stessa della tavola a cui ci accomodiamo. È grissini e pane che continuano ad arrivare e racconti di un mestiere che sta cercando una nuova strada.

La bellezza infinita di questo posto è il social table all’ingresso. Proprio di fronte a Marco che è lì dietro che cucina. Proprio di fianco alla finestra così da poter vedere chi si siederà a tavola insieme a noi. E la cosa più bella è che la gente arriva, si siede, si confida e ci si alza un po’ più felici e con qualche amicə in più!

Non troverete indirizzi, tag, giorni di apertura e numeri di telefono, perché i luoghi del cuore vanno condivisi sì, ma anche conquistati 😉 E portateci solo le persone a cui volete bene davvero. Promettetemelo.


All images © 2023 Mirko Mina

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