Dove mangiare il tartufo a Torino e in Piemonte

It's that time of the year! No, non parlo del Natale e di Mariah Carey (anche se....) parlo di quel periodo dell'anno in cui, per chi abita in Piemonte ma non solo, arriva la voglia di mangiare tartufo. Desiderio messo sempre più in discussione dal cambiamento climatico, dalla siccità e dall'imperfetta gestione del nostro patrimonio boschivo che ne rendono sempre più difficile la crescita. Tanto che quest'anno per la prima volta, la Regione Piemonte ha posticipato l'inizio della raccolta del tartufo al 1° ottobre, anzichè il 21 settembre, interrompendo una tradizione decennale che celebrava il Capodanno del tartufo (ossia la notte che dà il via alla stagione di raccolta del tartufo bianco) in contemporanea con l'equinozio d'autunno. Frutto della terra che cresce spontaneamente in simbiosi con le piante (qui un articolo dove vi avevamo raccontato della ricerca del tartufo nero in Monferrato), il tartufo bianco è uno dei prodotti del nostro territorio più sensibile ai cambiamenti climatici e che ci fa rendere conto di quanto la connessione tra noi e l'ambiente sia fondamentale, nonostante si tratti di un prodotto di lusso e non necessario alla nostra sopravvivenza. Ma che ci fa toccare con mano che non abbiamo il controllo sui tempi e sui modi della natura, ma che possiamo solo ascoltarla e cercare di capirne le leggi.

I ristoranti dove mangiare il tartufo a Torino e in Piemonte

Le Vitel Etonné: cucina piemontese e cantina dell'800

Un menu radicato nella tradizione piemontese e che non può non omaggiare il tartufo nel suo periodo migliore, da ottobre a dicembre. Cucina aperta dalle 12 alle 23 tutti i giorni e pasta fresca fatta a mano e al ristorante tutti i giorni. La pioggia di tartufo si può far cadere sugli antipasti, come battuta e cardo gobbo con fonduta, sui tajarin, ma anche sui secondi.

Muro – Osteria Contemporanea

Da MURO, l’osteria contemporanea in via Cigna, il tartufo si fa protagonista senza perdere la semplicità della tradizione. Lo trovi sui tajarin al burro, sottili e setosi come vuole la cucina piemontese, sull’uovo al paletto, che ne esalta l’aroma con la cremosità del tuorlo, e sulla battuta di fassona, un classico della casa che con il tartufo guadagna eleganza e intensità.
Tre piatti che raccontano l’essenza del locale: pochi ingredienti, grande equilibrio, e quella capacità tutta torinese di far convivere gusto, artigianalità e accessibilità.

Scannabue Caffè Restaurant: cucina tipica Piemontese

L’interno di Scannabue richiama i bistrot parigini dei primi del Novecento, con luci soffuse, arredi in legno, e dettagli vintage. Ogni angolo invita a rilassarsi e a immergersi in un’atmosfera familiare che accoglie sia torinesi che i molti turisti che sanno di andare sul sicuro scegliendolo. Qui, nella stagione del tartufo, è presente un menu dedicato dall’antipasto al dolce per gustare questo meraviglioso  ingrediente.

Tagliolini, uovo e soufflé: l’eleganza secondo Baratti & Milano

Al Ristorante del Caffè Baratti & Milano, il tartufo bianco d’Alba incontra la grazia della cucina piemontese più autentica.
C’è il tagliolino ai 40 tuorli con tartufo bianco, un classico che profuma di burro e di lentezza; l’uovo morbido con fonduta e tartufo, che gioca sulla delicatezza del tuorlo e sull’intensità del tartufo appena affettato; e il soufflé al Parmigiano Reggiano 24 mesi con tartufo bianco, morbido, profumato, servito con la cura che contraddistingue ogni gesto della casa.
Sono piatti che raccontano la Torino elegante e discreta, quella che si lascia conquistare dai dettagli e dal profumo del burro fuso, in un luogo dove la tradizione continua a parlare sottovoce – ma con tutta la sua bellezza.

Il tartufo, protagonista da Goustò

Da Goustò, in Galleria Umberto I, il tartufo è di casa — e racconta la parte più elegante e golosa della cucina piemontese. Lo trovi sui tajarin al burro di Novalesa e tartufo nero, un primo piatto che profuma d’autunno e tradizione; sull’uovo cotto a bassa temperatura con fonduta di toma e scaglie di tartufo; e persino tra gli antipasti, come nel piccione con tartufo alla Cavour (impreziosito dal tartufo nero), un omaggio ai sapori storici del territorio.
Ogni piatto è costruito con equilibrio, tra rispetto delle radici e cura contemporanea, in un luogo che sa unire la raffinatezza della cucina d’autore all’atmosfera conviviale di una vera osteria torinese.

Il tartufo su misura da GAF Gourmand

Da GAF Gourmand, a Cambiano, il tartufo non è un’aggiunta: è un linguaggio.
Lo si ritrova in otto piatti pensati per accoglierlo nel modo più naturale: dalla battuta alla Rossini e le uova poché con cardo gobbo, sedano rapa e cavolo nero, fino agli gnocchi alla bava fondenti e al celebre risotto, con l’osso, alla Nino Bergese, un omaggio alla grande cucina. Nei secondi, la sella di cervo al whisky e sigaro e l’Ipogeo, un piatto vegetale che ricrea il terroir piemontese, trovano nel tartufo il loro equilibrio aromatico.
E poi ci sono i dolci – sì, anche lì – con la panna cotta al Palet e il fiordilatte, meliga e zabaione, dove la grattata finale di tartufo bianco diventa un gesto poetico, inaspettato e irresistibile.
Qui il tartufo si prenota in anticipo: basta dirlo, e la cucina si occuperà di procurarlo.

Guido Ristorante: tempo di trifule

Da Guido tutto è storia (la storia della ristorazione fatta da mamma Lidia e papà Guido) e tutto è innovazione (portata avanti da Ugo e Piero) e ogni piatto è emozione. Il tempo del tartufo è il tempo migliore per andare a trovare questa famiglia e sedersi alla loro tavola sentendosi a casa. Perché gustarlo in aggiunta a piatti che sono perfetti già da soli, significa esaltarne ancora di più l’essenza, il profumo e la fragranza. Provatelo con i cardi oppure in tutta la sua bontà con i tajarin al burro!

tartufo torino piemonte
guido ristorante langhe

Alessandro Mecca al Castello di Grinzane Cavour

La cucina di Alessandro è una cucina di territorio, ma anche di innovazione. Il menù è infatti espressione della biodiversità culturale del nostro paese con mescolanza di prodotti tipici, ricette e materie prime. Durante il periodo del tartufo Alessandro propone il suo menu degustazione Tra le Mura, che presenta i piatti che raccontano il luogo, il territorio e le Langhe, in abbinamento al tartufo.

Tabui: Ristorante di Tartufi

Tabui è un ristorante a Torino completamente dedicato al tartufo. Bianco in stagione e nero in estate, ma tutto è pensato e studiato in abbinamento a questo prodotto. Propone un menu alla carta che può essere scelto nella sua interezza in abbinamento al tartufo, oppure un menu degustazione a 90€ con piatti in abbinamento dall’antipasto al dolce con il tartufo bianco.

Petti’t Bistrot a Barolo

La cucina e l’atmosfera del Petti’t è sempre fresca e divertente, anche quando arrivare in Langa sembra entrare a Mordor con le sue nebbie e la sua pioggerella. Ma qui state sicuri che troverete una cucina calda e accogliente e uno spirito divertente e festaiolo. Per la stagione del tartufo hanno dedicato alcuni grandi classici a questo fantastico prodotto, con una carta snella come la loro filosofia: uovo pochè con fonduta, tajarin al burro, ravioli del plin ripieni di fonduta. Prezzi accoglienti, come tutto il resto!

Casa Scaparone: osteria agricola

Casa Scaparone è per noi posto dell’anima, lì dove torniamo quando vogliamo rimetterci in sesto. E quest’anno ha fatto da anima del Capodanno del tartufo, ossia il momento istituzionale, ma soprattutto la festa che sancisce alla mezzanotte tra il 30 settembre e il 1 ottobre l’inizio della stagione di ricerca del tartufo. Quindi qui lo troverete nella sua massima espressione, insieme a una realtà giovane e disarmante. A scelta se da aggiungere ai piatti in carta o in menu degustazione dedicato.

Spontaneo: come una domenica in Monferrato

Spontaneo è uno di quegli indirizzi che ci siamo segnate da questa estate e che vogliamo provare al più presto. Ma nel frattempo seguiamo tutto quello che fanno con estrema attenzione. Come l’arrivo del tartufo da grattare a scelta sui piatti in carta (che ci sembrano, tra l’altro, super interessanti) oppure sui tre piatti selezionati da loro: la battuta, i tajarin e… il gelato alla crema con olio d’oliva e sale Maldon. Io inizio a ordinare il gelato. Grazie!

Osteria La Torre a Cherasco

Osteria La Torre è uno di quei posti di cuore e di pancia di cui non ti stanchi mai. Gestione famigliare da tantissimi anni, piatti semplici ma completi e una carta dei vini da far invidia alle migliori cantine! Qui il tartufo si mangia sui tajarin o sugli gnocchi, ma anche sulle lumache, prodotto tipico di Cherasco. Io però sono stata conquistata dal risotto con la fonduta e tartufo bianco.

Nordelaia: spirito nordico, sentimento piemontese

Nordelaia è quel luogo magnifico e indimenticabile incastonato tra Langhe e Monferrato, dove la sensazione è di ritrovarsi in un luogo totalmente internazionale, ma con sentimento piemontese, soprattutto in cucina. Qui ci sono due ristoranti, LORTO dove troviamo Chef J. Pierce, e il bistrot più legato al territorio. Entrambi propongono il tartufo in abbinamento ai piatti o in menu degustazione.

La Repubblica di Perno: la diarchia al potere

Non esiste luogo dove non tornerei cento volte come alla Repubblica di Perno. Solo per mangiare la pasta fresca di Marco e per assaggiare il nuovo vino che ha da consigliarmi Elena (ecco a voi la diarchia!). Quando è stagione di tartufo qui lo potete trovare sulla battuta al coltello, sull’uovo e sui tajarin, buonissimi. Chiedete, con gentilezza.

Palas Cerequio, tra le vigne di Michele Chiarlo

Palas Cerequio è un luogo speciale incastonato tra le meravigliose vigne di Michele Chiarlo. Qui è magico venirci d’estate, quando le vigne sono al massimo del loro splendore, ma anche d’inverno quando la nebbia rende tutto più poetico e più misterioso. Troverete una cucina del territorio, con piatti ‘semplici’ cucinati con attenzione e altissima qualità delle materie prime. La degustazione con tartufo è l’esaltazione dei piatti piemontesi, uovo al paletto e battuta di Fassona, tajarin al burro e fonduta. Ovviamente da accompagnare con i loro vini!

Origini Bistrot al Relais San Maurizio

Da Origini, il bistrot del Relais San Maurizio, eravamo capitati in una caldissima e assolatissima giornata d’estate. Ma avevamo adocchiato quelle sale così perfette e accoglienti per l’inverno. Qui non c’è un menu degustazione per il tartufo, ma la possibilità di aggiungerlo ai piatti che preferiamo, con i consigli dello chef nel menu. La cosa che ci ha incuriosito è senz’altro l’idea del dolce, magari una panna cotta, da gustare con una grattata di tartufo!

Ristorante il Gramsci

Al Gramsci il tartufo arriva quando è il momento giusto, e si inserisce nel menu con l’eleganza che caratterizza il ristorante: niente effetti speciali, solo materia prima trattata bene. Qui i piatti al tartufo – dai tajarin al burro all’uovo – seguono la filosofia della casa: pochi gesti e sapori puliti. Il modo torinese di vivere il tartufo: senza proclami, ma con quella qualità che si nota quando arriva il profumo del piatto.

Ci siamo dimenticati il tuo posto fidato dove mangiare il tartufo a Torino o in Piemonte? Mandaci una mail a lestradeditorino@gmail.com non vediamo l’ora di provarlo!