Dal caffè del mattino al bicchiere della sera: il ritorno dei posti di quartiere a Torino
Forni, caffè, botteghe e spazi ibridi che provano a fare una cosa molto semplice: accompagnare la vita del quartiere dalla mattina alla sera.
Prima c’era il bar sotto casa. Quello dove prendevi il caffè al mattino, tornavi per un panino a pranzo e magari bevevi qualcosa prima di cena. Non lo chiamavamo all-day café, neighborhood spot o third place. Era semplicemente il bar del quartiere. Negli ultimi anni, però, i locali si sono specializzati sempre di più: specialty coffee per il caffè, bakery per la colazione, bistrot per il pranzo, cocktail bar per la sera. Ora, guardando quello che sta succedendo in città come New York e Londra, sembra che il movimento stia andando anche nella direzione opposta.



A New York l’all-day café non è nemmeno una novità assoluta: già qualche anno fa il New Yorker osservava la proliferazione di locali a metà tra ristorante e caffetteria, informali abbastanza da poter entrare senza un’occasione precisa e pensati per funzionare dalla colazione alla cena – comprese tutte quelle ore indefinite che stanno nel mezzo. Il punto, quindi, non sembra essere semplicemente tenere aperto più a lungo. Da locali pensati come special occasion destination a luoghi maggiormente radicati nel proprio quartiere, capaci di attirare persone diverse in momenti diversi della giornata.
Ed è forse questa la parte più interessante: non è soltanto un trend della ristorazione, ma un modo diverso di pensare il ruolo di un locale nella città. Meno destinazione, più abitudine. Un posto non deve necessariamente convincerti ad attraversare Torino per andarci. Può provare a diventare quello in cui passi tre volte nella stessa settimana perché è vicino a casa, allo studio o al lavoro.
Ma tutto questo non ci sembra INCREDIBILMENTE familiare? Forse l’all-day café non è altro che una reinterpretazione contemporanea del vecchio bar di quartiere: sono cambiati il caffè, il pane, il vino, gli interni e la cucina, ma l’idea rimane la stessa. Un posto che accompagna la vita delle persone, invece di attirarle e servirle in un unico momento della giornata. Anche a Torino abbiamo iniziato a notarli. Forni che al mattino fanno colazione e la sera versano vino, botteghe in cui si può anche mangiare, librerie-caffè, spazi sociali e nuovi bar progettati esplicitamente per cambiare insieme alle ore.
Ne abbiamo scelti undici, con una regola: devono essere aperti continuativamente dal mattino alla sera e deve esserci davvero un motivo diverso per entrarci a seconda dell’ora. Ecco quindi la nostra ricerca di locali aperti tutto il giorno a Torino: dal caffè all’aperitivo.



Locali aperti tutto il giorno a Torino: dal caffè all’aperitivo
La versione contemporanea del bar sotto casa
Il bar di quartiere non è mai scomparso. Ci sono ancora e chiunque di noi ha il suo preferito. Ma oggi c’è anche chi sta provando a reinterpretarlo: caffè e colazione al mattino, cucina durante il giorno, bottiglie che si aprono all’aperitivo e cocktail la sera. Cambiano il design, il menu e il modo di raccontarsi, ma rimane la stessa ambizione: diventare un posto in cui tornare, non un posto in cui andare una volta sola.
Adelaide! Bottega Bar
Lu – Ve | 7:00 – 00:00
Sa – Do | 9:00 – 00:00
Via Giuseppe Mazzini, 58, 10123 Torino TO
Prenotazioni | Instagram
Adelaide nasce con un’idea che sembra quasi una dichiarazione d’intenti per questo articolo: essere “il luogo di sempre aperto sempre”. Bottega e bar insieme, occupa lo spazio di un precedente bar di quartiere e ne reinterpreta la funzione in chiave contemporanea. Al mattino è caffetteria, poi arrivano il pranzo e i piatti della cucina, mentre andando verso sera il vino prende sempre più spazio, con una carta di oltre 150 etichette, aperitivo e cena. La cosa interessante è proprio la continuità: non ci sono tanti locali diversi racchiusi nello stesso indirizzo, ma uno stesso posto che cambia lentamente insieme alle persone che lo frequentano e alle ore della giornata.



Lève Office Bar
Lu – Gio | 07.30-00.30 / Ve – Do | 07.30-01.00
Via Stampatori, 21, 10122 Torino TO
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Lève è forse l’interpretazione più esplicita e progettuale di questa idea. Nasce nel Quadrilatero come un office bar, uno spazio pensato per trasformarsi durante la giornata anziché rivolgersi a un unico momento. Al mattino caffè e colazione, durante il giorno incontri, lavoro e cucina, poi aperitivo, cena e cocktail fino alla notte. Anche gli interni sono stati progettati per assecondare questa trasformazione: ambienti diversi permettono allo stesso locale di assumere funzioni differenti con il passare delle ore. Un unico indirizzo che prova a rispondere a esigenze diverse senza mai chiudere e ricominciare da capo.






Il forno che non vende più soltanto pane
Probabilmente è nel forno che questa trasformazione si vede meglio. Perché il pane continua a essere il centro, ma intorno sono comparsi caffè, tavolini, viennoiserie, cucina, vino e aperitivo. Il posto in cui una volta entravi per comprare una pagnotta oggi prova a trattenerti un po’ di più – e soprattutto a darti un motivo per tornare in momenti diversi della stessa giornata.
Cibrario Forno Contemporaneo
Lu – ve | 7.00 – 20.00 / Sa | 7.00 – 14.00
Via Luigi Cibrario, 53, 10144 Torino TO
Sito | Instagram
Cibrario racconta bene come sta cambiando uno dei luoghi di prossimità più antichi delle nostre città: il forno. Il pane rimane al centro, prodotto nel laboratorio insieme a focacce, viennoiserie e prodotti dolci e salati, ma intorno è cresciuto tutto il resto. Al mattino ci si ferma per caffè e lievitati, a pranzo la proposta diventa più sostanziosa, nel pomeriggio rimane attiva la caffetteria e verso sera arriva l’aperitivo. Si può entrare per comprare il pane e uscire cinque minuti dopo oppure decidere di sedersi: è proprio questo doppio ruolo, bottega e luogo in cui stare, a renderlo interessante. Oltre alla bontà dei suoi prodotti.



Pier Boulangerie
Lu – Gio | 7.00 – 20.30 / Ve – Sa | 7.00 – 22.00 / Do | 7.00 – 20.30
Via Santa Croce, 0/A, 10123 Torino TO
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Pier prende il modello della boulangerie e lo porta dentro la giornata torinese. Il laboratorio a vista lavora continuamente e scandisce anche quello che succede nel locale: croissant e caffè al mattino, pane, focacce e proposte salate durante il giorno, qualcosa di dolce nel pomeriggio e poi aperitivo. Nel frattempo rimane sempre possibile entrare semplicemente per comprare una pagnotta da portare a casa. È forse questa sovrapposizione tra consumo quotidiano e permanenza a renderlo interessante: non devi decidere di “andare da Pier”, puoi semplicemente passarci mentre fai altro.





Perino Vesco
Lu – Ve | 7.30 – 19.30 / Sa | 8 – 19.30 / Do | 8 – 14
V. Cavour, 10A, 10123 Torino TO
Sito | Instagram
Prima che “forno contemporaneo” diventasse quasi una categoria, Perino Vesco aveva già iniziato a ripensare il panificio come qualcosa di più di un posto dove comprare il pane. La sede di via Cavour mette insieme produzione artigianale, caffè di torrefazione torinese, ingredienti a filiera corta, pause gastronomiche e vini biologici. Si entra per il pane, ma ci si può fermare per la colazione, mangiare qualcosa durante il giorno o arrivare all’aperitivo. È interessante inserirlo accanto ai forni più recenti proprio perché mostra che questa trasformazione non è nata ieri: il panificio può continuare a essere bottega e allo stesso tempo tornare a essere un luogo d’incontro.



Ciro Petrucci
Piazza Hermada, 14, 10131 Torino TO / Lu – Sa | 6.30 – 19.30
Via Madama Cristina, 59, 10126 Torino TO / Lu – Sa | 6.30 – 19.30
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Ciro Petrucci ci interessa per un motivo leggermente diverso: qui l’evoluzione del forno sembra meno costruita intorno all’idea di “concept bakery” e più vicina alla trasformazione naturale di un panificio di quartiere. Pane, pizza, focacce, prodotti dolci e caffetteria permettono di entrarci in momenti diversi della giornata, dalla colazione alla pausa pranzo fino alla spesa prima di tornare a casa. Le sedi in piazza Hermada e via Madama Cristina lo inseriscono inoltre in due contesti molto residenziali: un buon esempio di come il forno possa continuare a funzionare prima di tutto come servizio quotidiano per chi gli vive intorno.



Spoto – Voglia di Pane
Lu – Sa | 6 – 19.30
Via Chiesa della Salute, 23, 10147 Torino TO
Sito | Instagram
In Borgo Vittoria, Spoto è probabilmente uno degli esempi più fuori dal centro della lista, e proprio per questo ci interessa. Nasce prima di tutto come forno: pane, pizza, focacce, prodotti da colazione e pasticceria. Ma la giornata lunga e la varietà della produzione fanno sì che la stessa insegna intercetti persone che entrano per motivi completamente diversi a seconda dell’ora. Qui il concetto di luogo di quartiere non passa necessariamente da un interior progettato per sembrare tale: passa dalla ripetizione, dalle persone che tornano e da un’attività che rimane presente mentre intorno il quartiere attraversa la propria giornata.



Quando il bar è anche qualcos’altro
Forse il confine più interessante è proprio quello che sta diventando difficile tracciare. È un bar? Una libreria? Un bistrot? Uno spazio culturale? Sempre più spesso la risposta è: un po’ tutte queste cose. E più aumentano le ragioni per entrare, più il locale smette di essere legato a un singolo momento della giornata e diventa un posto in cui fermarsi, incontrarsi e magari restare più del previsto.
Nora Book & Coffee
Ma – Gio | 8 – 19.30 / Ve – Sa | 8 – 21.30 / Do | 9 – 13 / 15.30 – 19
Via delle Orfane, 24/D, 10122 Torino TO
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Nora parte da un’altra delle attività che storicamente fanno vivere un quartiere: la libreria. Qui libri e caffetteria convivono nello stesso spazio e moltiplicano i motivi per entrare. Si può cercare un libro e finire davanti a un caffè, oppure entrare per bere qualcosa e iniziare a sfogliare gli scaffali. Presentazioni, incontri e attività culturali aggiungono un’altra dimensione ancora. Più che per una proposta gastronomica che cambia radicalmente durante il giorno, Nora ci interessa per il concetto di permanenza: è uno di quei posti in cui entrare non significa necessariamente consumare velocemente e andare via.
CASO / Lombroso16
Ma – sa | 10 – 24 / Do | 11 – 15
Via Cesare Lombroso, 16, 10125 Torino TO
Prenotazioni | Instagram
Dentro il polo culturale Lombroso16, CASO nasce come caffetteria e diventa nel tempo bistrot sociale, terrazza, luogo di lavoro e studio e spazio per eventi. Durante la giornata si può passare da un caffè al pranzo, dall’aperitivo alla cena; intorno succedono presentazioni, talk, teatro, stand-up, musica e laboratori. C’è poi una componente che va oltre la ristorazione: CASO è un’impresa sociale nata per creare opportunità lavorative per persone vulnerabili. La sua terrazza diventa così una sorta di spazio pubblico dentro San Salvario, dove mangiare e bere sono solo alcuni dei motivi per fermarsi.






Barney’s / Circolo dei Lettori
Lu – Sa | 9 – 21.30
Via Conte, V. Giambattista Bogino, 9, 10123 Torino TO
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Barney’s è il bar del Circolo dei Lettori, ma non serve avere un evento in programma per avere un motivo per entrarci. Dentro Palazzo Graneri della Roccia si può fare colazione, fermarsi per un caffè, lavorare, leggere, pranzare e arrivare fino all’aperitivo, mentre nelle stanze intorno continuano incontri, presentazioni e attività del Circolo. È proprio questa sovrapposizione a renderlo interessante: il bar trasforma un’istituzione culturale in un luogo che può essere frequentato anche nella quotidianità. Puoi entrare per un libro o per un incontro e finire davanti a un bicchiere di vino, oppure fare esattamente il contrario. In entrambi i casi, la cultura diventa qualcosa intorno a cui si può anche semplicemente stare.





Il bar come infrastruttura sociale
Poi ci sono posti in cui “essere di quartiere” non è un’estetica né una strategia di posizionamento, ma la ragione stessa per cui esistono. Il bar diventa una specie di piazza coperta: accompagna corsi, attività, famiglie, associazioni e persone che lavorano o semplicemente passano. Si mangia e si beve, certo, ma soprattutto si condivide uno spazio. Ed è forse qui che l’idea di neighborhood spot torna più vicina al vecchio significato italiano del bar: un piccolo pezzo di città a disposizione di chi gli vive intorno.
Qucina / Casa del Quartiere di San Salvario
Lu – Gio | 10 – 00 / Ve – Sa | 10 – 01 / Do | 10 – 00
Via Oddino Morgari, 14, 10125 Torino TO
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Forse il concetto di “posto di quartiere” qui va preso alla lettera. Qucina è la caffetteria ristorante della Casa del Quartiere di San Salvario e vive insieme a tutto quello che succede intorno: corsi, incontri, attività culturali, famiglie, associazioni e persone che semplicemente attraversano il cortile. Si può iniziare con una colazione, fermarsi per pranzo, fare merenda, bere qualcosa o cenare, con una cucina casalinga, locale e stagionale. Ma il vero motivo per parlarne qui è un altro: qui il bar non è un’aggiunta allo spazio sociale, ne è quasi il centro informale, il posto in cui le persone finiscono per incontrarsi prima o dopo qualcos’altro.



Mangianuvole / Castello di Lucento
Lu – Gio | 8 – 16 / Ve | 8 – 16 / 18 – 24
All’interno del Castello di Lucento, V. Pianezza, 123, 10151 Torino TO
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Per arrivare a Mangianuvole bisogna spostarsi verso Lucento, dentro un castello trecentesco restituito alla città come polo educativo e culturale. Qui la caffetteria è parte di un progetto sociale più ampio: Mangianuvole crea percorsi di formazione e opportunità lavorative per giovani adulti con disabilità. Caffè e colazione accompagnano l’inizio della giornata, mentre la cucina propone piatti stagionali e specialità del giorno per il pranzo; in alcune giornate e occasioni la proposta si estende verso l’aperitivo e la sera. Più che un locale inserito in un quartiere, è un luogo nato anche per provare a costruire comunità intorno a un pezzo di città recuperato.
La Boulandrola
Lu | 8.30 – 20 / Ma – Ve | 7.30 – 20 / Sa | 8.30 – 20
Via Madama Cristina, 45, 10125 Torino TO
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La Boulandrola è uno di quei posti che si capiscono meglio guardando chi li frequenta che cercando di dargli una definizione. Caffetteria, bistrot e soprattutto punto di ritrovo di San Salvario, accompagna il quartiere fin dal mattino: si passa per la colazione e il caffè, ci si ferma per mangiare qualcosa e si arriva fino all’aperitivo. Ma quello che ci interessa di più è la sua dimensione quotidiana. Non è un posto costruito per essere una destinazione, ma uno di quelli che funzionano perché diventano parte delle abitudini di chi vive e lavora intorno. Tavolini, incontri, persone che tornano: una piccola infrastruttura sociale che passa anche attraverso il cibo.
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