Nakai: il Giappone elegante che dialoga con Roma

Luisa Cuomo Pubblicato il 26 Gennaio 2026

A pochi passi dal Vaticano, in una strada silenziosa che sembra voler proteggere ciò che custodisce, Nakai è uno di quei ristoranti che non hanno bisogno di alzare la voce. Qui tutto parla sottovoce: l’ambiente, il servizio, i piatti. Ed è proprio questa misura elegante a raccontare al meglio la visione dello chef giapponese Koji Nakai, che a Roma ha trovato la sua casa gastronomica.

L’atmosfera di Nakai: eleganza, luce e silenzio

Entrare da Nakai significa lasciarsi alle spalle il rumore della città. Il ristorante si sviluppa in una sala ampia e luminosa, pensata per accogliere senza ostentare, dove il bancone dello chef a vista diventa il cuore pulsante dell’esperienza. Qui pochi coperti permettono di osservare da vicino il lavoro di Nakai e della sua brigata, in un dialogo silenzioso fatto di gesti precisi e concentrazione.

Accanto alla sala principale, c’è uno spazio che racconta un’altra dimensione dell’esperienza: si chiama Kiwami e si tratta di una stanza riservata pensata per eventi privati, degustazioni, workshop e cene intime. Luci basse, insonorizzazione, un lungo tavolo di legno e la sensazione netta che, una volta varcata la soglia, tutto il resto resti fuori. Un luogo che non è solo fisico, ma emotivo.

La cucina: quando il Giappone incontra l’Italia

La cucina di Nakai è un racconto continuo di contaminazione consapevole. Lo chef Koji Nakai riesce a far dialogare la tradizione gastronomica giapponese con quella italiana in modo naturale, mai forzato, creando piatti che sorprendono senza disorientare. Perchè? Perchè lo chef ama le sue origini, ma allo stesso tempo i prodotti della cucina italiana, che lo hanno affascinato e conquistato al punto tale da essere inseriti con capacità e armonia nei suoi piatti.

Il fiore di zucca in tempura giapponese ripieno di salsa cacio e pepe è forse uno degli esempi più emblematici di questa visione: un’icona romana che incontra una tecnica nipponica impeccabile. Gli udon alle vongole con katsobushi richiamano immediatamente il grande classico italiano, mentre nei roll di sushi troviamo anche pomodorini confit, fiori di zucca e tartufo a raccontare l’amore dichiarato dello chef dei nostri ingredienti, in primis il pomodoro, che torna spesso come filo conduttore.

Ogni piatto mantiene un equilibrio sottile tra creatività ed eleganza, senza mai perdere di vista l’identità.

Bere da Nakai: sakè e vini italiani

Anche la proposta beverage riflette questo dialogo tra culture. Da un lato, una selezione curata di sakè, pensata per accompagnare e valorizzare i piatti, dall’altro una carta dei vini che attraversa l’Italia da nord a sud, con qualche incursione internazionale. Una scelta coerente, mai eccessiva, che accompagna l’esperienza senza sovrastarla.

Koji Nakai: storia di uno chef elegante e visionario

Dietro Nakai c’è una figura che merita un racconto a sé. Nato a Kobe nel 1984, Koji Nakai cresce respirando cucina fin da bambino, grazie al nonno cuoco. Dopo le prime esperienze nei ristoranti giapponesi e al mercato ittico della sua città, sceglie di approfondire la cucina italiana, trasferendosi in Italia nei primi anni Duemila.

Roma lo accoglie nel 2008 e diventa presto il suo punto fermo, anche se il percorso lo porta a lavorare in diverse regioni italiane e all’estero, fino all’esperienza come chef presso l’ambasciata italiana a Varsavia. Nel 2022 torna definitivamente nella Capitale e apre Nakai, il ristorante che porta il suo nome e la sua visione.

Alla competenza gastronomica si affianca una spiccata capacità imprenditoriale, che negli anni ha dato vita ad altri progetti: Ie Koji Izakaya, trattoria giapponese che celebra la cucina quotidiana nipponica, e Ie Koji Sakaba, enoteca giapponese con cucina che interpreta, in chiave orientale, il trend delle wine bar contemporanee. Luoghi diversi, ma uniti da un filo comune fatto di accoglienza, convivialità e contaminazione culturale.

Nakai resta però il manifesto più completo del suo stile: sobrio, elegante, creativo senza eccessi. Un ristorante che si è guadagnato, nel tempo, una clientela affezionata e consapevole, diventando uno degli indirizzi più interessanti del panorama gastronomico romano.

Sappiamo che la strada dello chef Nakai è ancora lunga, e che dobbiamo aspettarci nuove interessanti aperture, ma questa è un’altra storia che vi racconteremo presto!

Vivo a Roma ma sono una cittadina del mondo, di sana e robusta costituzione. Di buona forchetta e buon bicchiere, che è sempre mezzo pieno!

Tutte le immagini sono di © Giada Spera 2026

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