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Pastificio San Lorenzo: una storia di vino e resistenza

Pastificio San Lorenzo: una storia di vino e resistenza

Se è vero che, come scriveva Molière, “Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico”, mi domando quanto grande potrebbe diventare questa fortuna se, anziché una ne avessimo sei di buone bottiglie, di buoni libri, di buoni amici. Ve lo dico io: enooorme! E in vista di questo 2021, ci serve tutta. Perché se per gli amici siamo coperti grazie al team de Le Strade e per i libri siamo equipaggiati grazie all’iniziativa con Bookdealer (se non sapete di cosa stia parlando, vi invito a fare un giro sulle stories in evidenza del profilo @lestradiroma!), per le bottiglie ho qualcosa da raccontarvi. Ed è una storia che inizia all’interno del Pastificio San Lorenzo, la più antica fabbrica di pasta del quartiere… 

Pastificio San Lorenzo
Via Tiburtina, 196, 00185 Roma RM
Sito | Facebook | Instagram

Da Pastificio San Lorenzo a Vinificio, ma solo per il tempo di un sorso (o forse di più)

Non so se sia mai stato condotto uno studio sul numero di parole che vengono utilizzate per descrivere (a)tecnicamente un vino. Quello che so per certo è che, per la prima volta, per ordinarne delle buone bottiglie ne ho dovute scegliere sei. “Che stregoneria è mai questa”, voi penserete… ebbene, se siete amanti delle sorprese, allora l’iniziativa ideata da Pastificio San Lorenzo nelle scorse settimane potrebbe stuzzicarvi. Infatti, nel pieno spirito resistente del quartiere in cui si trova, il Pastificio San Lorenzo ha pensato di trovare una soluzione originale per resistere a questo periodo, diciamo, particolare. Quello di portarci a casa un pezzetto della propria cantina in un modo molto originale e divertente in attesa di poter riaccendere la propria cucina. Le istruzioni erano semplici: “tutto” quello che c’era da fare era scrivere in DM/Whatsapp/E-mail 6 parole per indicare cosa avremmo voluto trovare in una wine box speciale, che avremmo avuto solo noi. E poi attenderne (impazientemente, per quanto mi riguarda) l’arrivo, con la loro selezione. Un modo che ho trovato molto interessante per scoprire nuove etichette e lasciarmi sorprendere.

Dammi sei parole: vino, coraggio e amore

Dopo qualche giornata di arrovellamento, ho cominciato questa 6-list molto spedita scegliendo l’orange wine. Ad essermi recapitato è stato un Trebbiano Anfora di una delle aziende più rock del panorama naturale emergente: Podere San Biagio. “Imprevedibile”, come il periodo storico che stiamo vivendo, mi è sembrata una seconda scelta sensata, che mi ha permesso di assaggiare i vini di un’antica Masseria Pugliese di cui avevo già sentito parlare per l’originalità delle grafiche e del packaging: Masseria La Cattiva con il suo La Cattiva Rosso. Ho riflettuto poi sui vitigni che possono dividere: sicuro la famiglia Colavolpe quando si tratta di rispondere alla domanda autoctono o internazionale? Parteggiando io per il primo, ho naturalmente scelto questo, anche per sfidare un po’ i ragazzi del Pastificio a sceglierne uno in un mare magnum di possibilità. La scelta è ricaduta su un vitigno dal nome magnifico di Salamino di Santa Croce, che non vedo l’ora davvero di provare. 

Poi, visto che non si può viaggiare, ho deciso di farlo almeno con il vino, e per questo ho scelto due mete che mi piacerebbe raggiungere appena sarà possibile: il Friuli, interpretato con un piccolo scollinamento sul versante sloveno con Pietra, e le Marche, con una delle versioni più sfaccettate del Verdicchio dei Castelli di Jesi di Ca’Liptra. Per concludere, ho scelto “coraggio”, di cui non ce ne è mai abbastanza, che in vino è stato tradotto in un Palmento Bianco del Vino di Anna. Dall’Australia alle pendici dell’Etna, ma questa è tutta un’altra storia.

Cheers!

Per consigli sul quartiere San Lorenzo, ricordate che c’è la nostra guida!


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