QB Bistrò a Cuneo: una cucina contemporanea con accento piemontese
In Contrada Mondovì, Andrea ha costruito il ristorante che secondo lui mancava: QB Bistrò a Cuneo. Contemporaneo ma informale, legato al territorio senza sentirsi obbligato a rimanere dentro i confini della tradizione. Il menu cambia ogni mese, i produttori si scelgono prima di tutto come persone e il “quanto basta” delle ricette delle nonne è diventato una filosofia.
Contrada Mondovì sembra quasi un piccolo paese dentro Cuneo. Una strada raccolta, pedonale, con una storia e un’identità molto forti, leggermente fuori dal tempo rispetto al resto della città. Ed è proprio qui, al numero 18, che Andrea ha deciso di aprire QB Bistrò.



L’idea arriva dopo diverse esperienze in Italia e all’estero e da una sensazione piuttosto semplice: a Cuneo mancava il posto in cui lui stesso avrebbe voluto andare. Un locale contemporaneo, ma informale, dove mangiare bene e bere bene senza trasformare necessariamente la cena in un’occasione speciale. E soprattutto un posto dove stare bene.
A distanza di anni dall’apertura, QB è diventato parte della vita della Contrada. Residenti, clienti, amici e colleghi hanno iniziato a mescolarsi e quello che era un nuovo ristorante è diventato progressivamente uno dei luoghi del quartiere.
Ma quindi Quanto Basta per trasformare un piatto in una ricetta di famiglia?
Il nome arriva da una delle espressioni più comuni nelle vecchie ricette di famiglia. Sale? Quanto basta. Pepe? Quanto basta. Spezie? Quanto basta.
Ma per Andrea quelle due lettere sono diventate anche un modo di pensare la ristorazione: mangiare, bere e divertirsi a tavola quanto basta per stare bene.
La stessa filosofia finisce nei piatti.
“Quanto basta” significa soprattutto capire quando non serve aggiungere altro. Partire dalla materia prima e lavorare su contrasti, acidità e consistenze per mettere al centro l’ingrediente principale, invece di coprirlo con altri elementi, magari buonissimi, ma spesso non necessari.
Una ricerca dell’essenziale che si lega anche all’attenzione per lo zero waste: quelli che normalmente considereremmo scarti possono diventare il punto di partenza per un nuovo piatto.



Partire da Cuneo. Andare lontano, per poi tornare
Prima di QB, il percorso di Andrea passa dal Cuneese e dalle Langhe, ma anche da Australia, Danimarca e Belgio. Cuneo e le Langhe gli danno le fondamenta: una cucina profondamente legata al territorio, il rapporto con la tradizione e soprattutto l’importanza del vino come parte dell’esperienza a tavola.
Fuori dall’Italia arriva invece la contaminazione. Altri modi di organizzare una cucina, interpretare una materia prima e costruire il rapporto con le persone. Ma soprattutto una maggiore libertà nel mettere insieme culture gastronomiche differenti. Paradossalmente, andare lontano gli serve anche per capire meglio quello che aveva lasciato a casa: il patrimonio gastronomico, culturale e paesaggistico della provincia Granda e le possibilità ancora aperte per raccontarlo in maniera contemporanea.
QB nasce esattamente nel punto in cui queste due esperienze si incontrano. Andrea lo sintetizza così: “Non voglio fare cucina piemontese tradizionale. Voglio fare una cucina contemporanea che abbia un accento piemontese.”
La tradizione rimane quindi una grammatica conosciuta molto bene, non un insieme di regole da rispettare. Prodotti, tecniche e sapori piemontesi possono essere reinterpretati, contaminati e anche messi in discussione.






Un menu che dura un mese
Da QB non ha molto senso chiedere quale sia il piatto simbolo del ristorante. Il menu cambia ogni mese.
C’è una prima ragione piuttosto spontanea: Andrea ammette di annoiarsi facilmente. Con una carta piccola, continuare a proporre gli stessi piatti finirebbe probabilmente per annoiare anche chi torna spesso.
Ma dietro c’è soprattutto la stagionalità. Verdura, frutta, carne e pesce hanno un proprio ritmo. Vanno aspettati. Un ingrediente che oggi è nel momento migliore tra qualche settimana potrebbe non esserlo più, e tenerlo in carta soltanto perché un piatto vende bene sarebbe contrario al modo in cui lavora QB.
“Non voglio che QB sia un posto dove si viene per mangiare sempre lo stesso piatto, ma un posto dove si torna per vedere cosa stiamo combinando.”
E infatti spesso un nuovo piatto nasce proprio da un ingrediente. Andrea lo vede, lo assaggia e comincia a costruire intorno associazioni e contrasti. Altre volte il punto di partenza è un viaggio, un ricordo, qualcosa mangiato altrove oppure una materia prima normalmente considerata di scarto a cui provare a dare un’altra possibilità.



Prima dei prodotti, i produttori da QB Bistrò a Cuneo
Il territorio ritorna anche nella scelta delle materie prime, ma senza trasformare il chilometro zero in un’etichetta. “Prima di tutto scegliamo le persone”, racconta Andrea. Quando possibile QB Bistrò a Cuneo lavora con piccoli produttori e realtà artigianali, cercando persone che condividano la stessa attenzione per qualità, stagionalità e rispetto della materia prima.
La provenienza conta, ma sapere chi c’è dietro quello che arriva in cucina conta ancora di più.
È un rapporto che si ritrova anche nella carta dei vini, costruita con una particolare attenzione verso piccoli vignaioli e produzioni naturali e artigianali. Ed è proprio il rapporto tra cucina e vino uno degli aspetti su cui Andrea vuole lavorare maggiormente nei prossimi mesi.






Da QB Bistrò a Cuneo: cibo, vino e risate quanto basta
All’inizio QB si raccontava con una frase: “Cibo, vino e risate quanto basta.” Forse continua a essere il modo migliore per comprenderlo. Perché quando chiediamo ad Andrea cosa vorrebbe rimanesse a una persona dopo essere stata da QB Bistrò a Cuneo, non parla del piatto più tecnico o dell’ingrediente più ricercato.
Vorrebbe che si ricordasse quanto è stata bene.
Dopo qualche giorno possiamo dimenticare gli ingredienti esatti di un piatto. Più difficilmente dimentichiamo una bottiglia bevuta con gli amici, qualcuno del servizio che ci ha fatto sorridere, una cosa che non ci aspettavamo di mangiare o semplicemente una bella serata.



All’inizio del 2026 è arrivato anche il riconoscimento della Guida Michelin, che ha inserito QB tra i suoi indirizzi segnalati. Per Andrea è soprattutto la conferma che la direzione intrapresa sta funzionando. Adesso l’obiettivo non è trasformare QB in qualcos’altro, ma approfondire quello che già esiste: lavorare ancora di più sull’incontro tra cucina e vino, esplorare il mondo dei vini naturali e artigianali e creare occasioni in cui vivere il ristorante in maniera ancora più informale.
Perché forse il “quanto basta” più difficile da trovare non riguarda quello che finisce nel piatto. È la quantità giusta di tutto il resto per avere voglia di tornare.
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