Sacro Cucina Verace: qui la cucina è davvero una cosa sacra

Luisa Cuomo Pubblicato il 23 Novembre 2025

Che Montesacro da un po’ di tempo a questa parte stia tirando fuori dei piccoli gioielli a livello enogastronomico è cosa nota a tutti, non ci stupisce quindi aver trovato un posto in questa zona di cui parlarvi: Sacro Cucina Verace.

Gestito dallo chef Alessandro Maggiore (di origini siciliane e irlandesi, ma nato e cresciuto a Roma) e la compagna Alice Fiamma, romana doc, da quasi due anni questo locale si sta sempre più imponendo nel panorama gastronomico di quartiere e di città.

Se pensate che Sacro Cucina Verace si chiami così perché si trova a Montesacro, vi sbagliate di grosso. Qui “sacro” non è un riferimento geografico, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti.

La filosofia: rispetto per la terra e per chi la lavora

Sacro non è solo il nome, ma il principio che guida ogni scelta.
Sacro è tutto ciò che la terra ci restituisce: dalle verdure ai formaggi, fino alla carne, per questo tutto quello che finisce nel piatto viene trattato con rispetto, consapevolezza e zero sprechi. Non a caso il menù segue le stagioni e privilegia fornitori che lavorano in modo etico, specialmente nel trattamento delle carni e dei formaggi. Dopo anni passati in cucine stellate dove spesso si esaltano solo alcune parti degli alimenti, Alessandro ha scelto di ribaltare il paradigma: qui non si butta via niente e ogni scarto diventa opportunità creativa.

Sacro è anche il lavoro dell’uomo: quello che si fa ogni giorno in cucina, in sala e dietro le quinte. Un equilibrio tra tecnica, passione e una buona dose di “veracità”, qui presente più che mai.

Il menù di Sacro Cucina Verace: niente antipasti o secondi, solo piatti da scoprire

Dimenticate la classica divisione tra antipasti, primi e secondi. Da Sacro Cucina Verace tutto è fluido: ogni piatto vive da sé e si affianca agli altri in un racconto di gusto.
Il menù cambia ogni due settimane, seguendo le stagioni, ma alcuni piatti iconici restano fino a che la natura lo permette. Le cotture variano dalle lente alle affumicate, e non manca la brace.

Grande attenzione anche al quinto quarto e a una lavorazione propria in cucina, con coppa, guanciale e altre chicche fatte in casa, insieme alle fermentazioni, terreno di gioco preferito di Alessandro.
Il risultato? Una cucina italiana con spirito internazionale, che recupera sapori dimenticati e li rimette al centro della tavola. Da qui il claim perfetto: cucina verace.

Cosa si mangia da Sacro Cucina Verace

Come vi abbiamo detto, il menù di Sacro cambia ogni due settimane, siamo quindi certi che mentre state leggendo questo articolo qualche piatto sia già uscito dal menù per lasciare spazio a qualcosa di altrettanto buono.

Noi abbiamo provato più cose, per non lasciare spazio ai dubbi (e alla fame, ovviamente).

Ottima la salsiccia cruda di cinta senese, servita come una tartare al coltello con cipolla caramellata, talli di aglione fermentati, olio alla paprika e formaggio trentino simil Groviera. Più particolare, ma non per questo meno buono, il patè di coratella con olio al prezzemolo e cipolla agrodolce, servito in una coppetta come fosse un dolce al cucchiaio, perfetto da spalmare sul pane bruscato.

Ci siamo innamorate del tacos con pancia di cinta senese cotta in stile coreano: un tripudio di sapidità e gusto, difficile da spiegare a parole ma incancellabile nei ricordi delle nostre papille gustative.

Spazio anche ai primi piatti, con una lasagna bianca alla brace fenomenale: vi basterà contare gli strati di pasta per farvi venire voglia di assaggiarla. Ottimo anche il risotto alla norcina con galletti e ‘nduja: cottura perfetta e sapori sapientemente bilanciati.

Se lo volete sapere: si, abbiamo anche assaggiato una seconda portata: la Sacra porchetta, rigorosamente fatta in casa e indiscutibilmente buona.

Chiudiamo con i dolci: abbiamo diviso un semifreddo con caramello salato, spuma di cioccolato bianco ed erborinato blu di capre in scaglie. Pura poesia!

Degustazioni, “Du Cosette”, brunch e vini naturali

Da Sacro si può ordinare à la carte oppure affidarsi allo chef con un percorso degustazione da 5 portate, anche con abbinamento vini. Se invece siete solo di passaggio, c’è la formula “Du Cosette”, con 4 piccoli assaggi a fantasia della cucina — perfetta con un calice di vino o un drink.

La domenica poi spazio al brunch, per omaggiare in chiave moderna il sacro pranzo della domenica: anche qui il menù cambia spesso e l’idea è quella di lasciare spazio (anche, ma non solo) ai classici della tradizione romana per non scontentare nessuno.

Quanto ai vini, la carta è dominata da etichette naturali, ma non mancano alternative più classiche. Tutto è scelto con la stessa cura che guida la cucina: niente di scontato, tutto pensato per valorizzare ed esaltare il gusto.

Sacro Cucina Verace non è solo un ristorante: è un luogo dove la cucina torna a essere sacra.
Un posto dove si mangia bene, si beve meglio e si respira un’idea di ristorazione umana, sostenibile e verace.

Vivo a Roma ma sono una cittadina del mondo, di sana e robusta costituzione. Di buona forchetta e buon bicchiere, che è sempre mezzo pieno!

Tutte le immagini sono di © Giada Spera 2025

Ti piacciono le foto e vorresti usarle per raccontare la tua attività? Clicca qui e scopri come!