Sisu: il nuovo codice della bakery contemporanea tra Milano e Copenaghen

Monica Pianosi Pubblicato il 17 Marzo 2026
sisu bakery Milano

Non chiamatelo solo “forno“. In zona Darsena, un laboratorio a vista sfida i canoni della pasticceria tradizionale per portare in tavola la resilienza finlandese e il rigore scandinavo.

Esiste una parola finlandese, Sisu, che non ha una traduzione letterale. Indica una mescolanza di coraggio ostinato, determinazione e capacità di trasformare la fatica in bellezza. È esattamente questa l’atmosfera che si respira varcando la soglia del civico 26 di via Conca del Naviglio, dove Giuseppe Gallello, Silvia Dell’Acqua e Alessandro Sanso hanno dato vita a uno spazio interessantissimo.

Tre motivi per andare da Sisu bakery a Milano

  1. Per la babka all’albicocca: Un omaggio alla tradizione del Nord filtrato dalla sensibilità tecnica di Silvia. Un equilibrio perfetto di frutta e morbidezza.
  2. Per la trasparenza totale: Osservare la genesi di un Pan au Chocolat (dalla forma insolita e curiosa) è un’esperienza di design.
  3. Per la coerenza etica: È il rifugio ideale per chi cerca un’alimentazione consapevole, con opzioni vegane e piatti senza glutine che non rinunciano all’eccellenza estetica e di gusto.

Sisu bakery, un design senza vincoli

L’impatto è scenico ed è chiaramente ispirato ai grandi nomi della scena nordica come Juno the Bakery e Coffee Collective. Nove vetrate inondano di luce naturale 200 metri quadrati dove cemento e marmo dialogano con un laboratorio completamente a vista. Qui, la sfogliatrice è posizionata strategicamente verso la strada, trasformando il lavoro artigianale in una performance visiva. E infatti vi sfidiamo a non fermarvi mentre ci passate davanti. Ma da Sisu, bakery a Milano, il design non è un semplice contenitore, ma un manifesto di trasparenza: il cliente non è solo un consumatore, ma un testimone del processo creativo.

Dal cuore di Copenaghen a Milano

L’anima del progetto è nata durante un viaggio di ricerca nella capitale danese. Sebbene l’estetica guardi al futuro, l’ispirazione gastronomica ha radici profonde. Il team si è innamorato dei sapori di Sankt Peders Bageri, la bakery più antica di Copenaghen (attiva dal 1652), nota per il miglior bun al cardamomo della città. Da quel viaggio è scaturita la volontà di creare un luogo “senza vincoli”: non una pasticceria francese, né una caffetteria italiana classica, ma un hub cosmopolita dove il Semla svedese convive con il Banana Bread e il Pan Suisse.

L’etica della materia prima da Sisu

L’approccio di Sisu, bakery a Milano, è radicale e il loro menu è un vero e proprio organismo vivo:

  • Stagionalità integrale: “Non metteremmo mai un’arancia a giugno o una mela a luglio”. Ogni venerdì, 4 o 5 prodotti cambiano per seguire il ritmo della terra.
  • Zero compromessi industriali: Dimenticate i prodotti ultra-processati. Da Sisu non troverete orzo o ginseng. La caffetteria è dedicata esclusivamente agli Specialty Coffee (con blend curati da Antonio Di Carnera e rotazioni di torrefazioni come Aliena e Peacocks).
  • Inclusività tecnica: Grande attenzione è rivolta alla linea vegana. Sostituire il burro mantenendo la friabilità è una sfida che il team ha vinto, ricevendo riscontri entusiasti per prodotti che non fanno rimpiangere i derivati animali. La brioche al lampone e burro di arachidi che vedete sotto non è infatti solo bellissima, è anche super friabile e di una leggerezza sconvolgente se pensiamo che è ripiena di arachidi 😉

“Facciamo questo perché è il lavoro che sognavamo di fare da bambini. È passione pura tradotta in farina e caffè.”

E quando un sogno d’infanzia prende forma con questa intensità, il risultato è sotto gli occhi – e il palato – di tutti. È la prova che la passione, quella vera, è l’ingrediente che fa davvero la differenza. Noi abbiamo già un tavolo che ci aspetta: non vediamo l’ora di tornare!

Da quando ho iniziato a interessarmi di sostenibilità sono diventata vegetariana, ho venduto la macchina e ho preso un PhD. Ma non chiedermi di smettere di viaggiare.

Tutte le immagini sono di © Ilaria Pagani 2026

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