Negli ultimi anni il concetto di trattoria è cambiato: quello che una volta era un locale dall’ambiente informale, con la proposta di una cucina tradizionale tramandata di generazione in generazione, oggi è spesso attribuito a indirizzi più curati, che partono dalla tradizione per arrivare a piatti rivisitati, non sempre riusciti, allontanandosi da quell’aura semplice e familiare delle trattorie di una volta. Nulla di sbagliato, ma per chi cerca ancora quell’atmosfera genuina resta spesso un piccolo vuoto. La buona notizia è che certi luoghi esistono ancora, e Trattoria Al Grottino dal 1912 è uno di questi.

Al Grottino, una trattoria storica nel cuore dei Parioli
Siamo ai Parioli, quartiere elegante e spesso associato a ristoranti contemporanei e indirizzi alla moda. Qui, in Viale Romania, si trova una presenza che sembra quasi controcorrente: una trattoria storica attiva dal 1912, oggi alla sua terza gestione, che continua a custodire un’identità precisa e riconoscibile.
Varcata la soglia, il tempo sembra rallentare. L’ambiente è informale, autentico, rimasto fedele a ciò che una trattoria è sempre stata. Le pareti raccontano storie di passaggi e di affezioni, con richiami evidenti alla gestione passata che le valse il nome di “Al Grottino del Laziale”, ancora oggi visibile tra poster e gagliardetti. Il legno domina gli spazi e restituisce un senso di calore immediato, mentre le due sale, per circa quaranta coperti complessivi, conservano un’intimità difficile da replicare altrove.
Tra i dettagli che colpiscono c’è una televisione accesa senza audio, sintonizzata sul classico gioco serale tra telegiornale e programmi di intrattenimento. È una presenza discreta, quasi simbolica, che richiama quelle case di famiglia in cui la tv accompagna i momenti quotidiani senza mai essere davvero protagonista. Insieme a una selezione musicale che attraversa i grandi classici italiani, contribuisce a creare un’atmosfera che sa di casa, di ricordi, di normalità rassicurante.


La cucina: tradizione italiana senza compromessi
Qui la cucina segue una linea chiara e senza deviazioni, nun ve potete sbajà: quella Tradizionale Italiana, con le maiuscole non a caso, proposta con rispetto e semplicità. Non ci sono riletture, né concessioni a tendenze contemporanee. I piatti sono quelli che ci si aspetta, quelli che appartengono a una memoria condivisa fatta di pranzi familiari e ricette tramandate.
Gli antipasti aprono il percorso con una varietà che spazia tra salumi locali, pallotte cacio e ova e proposte stagionali come la coratella con i carciofi. Nella nostra esperienza, il primo sale in carrozza si è rivelato una coccola immediata, mentre il crostone con mozzarella, salsiccia di Norcia e cicoria ha portato in tavola sapori pieni e riconoscibili. La cotoletta d’agnello fritta, dorata e fragrante, è una di quelle preparazioni che parlano da sole, così come le frittelle di pastella e prezzemolo, semplici e irresistibili.




La sezione dedicata alla pastasciutta, già nel nome, evoca un tempo passato. Accanto ai grandi classici romani trovano spazio piatti come i rigatoni al sugo di involtini o gli spaghettoni burro e alici. I secondi, indicati in carta come “umidi”, raccontano un’altra dimensione della cucina tradizionale: dallo spezzatino alla trippa, dalle polpette al rollè di pollo.
Abbiamo scelto due capisaldi: amatriciana e polpette di vitella in bianco. La prima, con pasta fatta in casa, è esattamente ciò che si desidera quando si pensa a questo piatto, rassicurante e ben eseguita. Le seconde, morbide e saporite, hanno quel carattere pieno che appartiene alla cucina di casa, capace di soddisfare senza bisogno di aggiungere altro.




Il piacere semplice della trattoria
Arrivare al dolce, in un contesto così, è quasi una sfida, perché la cucina tradizionale non risparmia sui sapori né sulle quantità. Eppure, vale la pena concedersi un assaggio finale. La zuppa inglese, grande classico, sarà un buon motivo per tornare, mentre il bianco mangiare provato in questa occasione ha chiuso il pasto con una dolcezza delicata, a base di latte e mandorla.
La proposta dei vini è essenziale e coerente con il luogo, con una selezione di etichette convenzionali e la possibilità, tipicamente da trattoria, di servirsi autonomamente vino della casa scegliendo tra quartino, mezzo litro o litro. Un gesto semplice che contribuisce a rendere l’esperienza ancora più autentica.
Anche i prezzi seguono questa filosofia: accessibili, equilibrati, in linea con l’identità del locale e con l’idea di una trattoria di quartiere, pur trovandosi in uno dei contesti più eleganti della città.





Una trattoria che resta fedele a se stessa
Trattoria Al Grottino dal 1912 è la dimostrazione concreta che le trattorie, quelle vere, esistono ancora. Luoghi informali dove si mangia bene, senza filtri, dove l’accoglienza è sincera e il tempo sembra avere un ritmo diverso.
Qui non si rincorrono mode né definizioni, ma si resta fedeli a una storia lunga più di un secolo, portata avanti con coerenza e naturalezza. È proprio questa sincerità a rendere Trattoria Al Grottino un indirizzo prezioso, capace di restituire quel senso di casa, di ospitalità e di cucina genuina che appartiene alla memoria collettiva e che, in questo angolo dei Parioli, continua a vivere con sorprendente autenticità.
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