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Azienda Agricola Sordo Giovanni | il cuore del Barolo

Azienda Agricola Sordo Giovanni | il cuore del Barolo

In questo mondo in cui cerchiamo di vivere la nostra vita in un eterno slalom tra un D.P.C.M. e l’altro, sono più che sicura che concordate con me che le uniche vere gioie che ci sono rimaste sono il cibo e l’alcol. Ed è proprio di quest’ultimo che oggi torno a parlare. In particolare di vino, di tradizione, di gioventù e di chiacchiere belle… accompagnate sempre da bicchieri non indifferenti di eccellenze del mio territorio prefe: Le Langhe. Anche questa volta, per fortuna, non ho apprezzato tutto questa bellezza da sola, ma con Clarissa, mia fedele collega e compagna di avventure vitivinicole…

Azienda Agricola Sordo Giovanni
Via Alba Barolo 175 | Castiglione Falletto
Ma – Do | Su prenotazione
Prezzo | da 15€ in sù
Sito | Facebook | Instagram

Le ragioni per cui andare dall’ Azienda Agricola Sordo:

  1. La posizione: la cantina si trova nella vallata dei grandi vigneti delle Langhe, esattamente a Castiglione Falletto, a metà strada tra Alba e Barolo.
  2. L’accoglienza: io e Clarissa abbiamo fatto subito amicizia con Paola, la “piccola” della famiglia Sordo, che è stata la nostra guida di fiducia dell’azienda.
  3. Cru o non Cru questo è il dilemma: Sordo è l’unica cantina a produrre 8 differenti Cru di Barolo in 5 diversi comuni, bastano?

100 anni di Barolo e una cantina bella così

Ad accoglierci la simpaticissima Paola che, nonostante la giovane età (mannaggia Paolaaaa) ha già chiaro il suo destino. Fin dalla tenerissima età infatti ha avuto modo di poter stare sempre a stretto contatto con l’impresa di famiglia, partecipando attivamente alla vita dell’azienda agricola. La sua passione l’ha portata a seguire gli studi in campo enologico, attualmente ancora in corso. Ma la storia della famiglia parte da moooolto prima. Proprio nel 1912 Giuseppe fonda l’azienda che, successivamente con Giovanni e la moglie Maria, inizia la graduale crescita. Quegli anni sono stati appunto tra i più rilevanti in quanto sono stati acquisiti dalla famiglia numerosi appezzamenti di terreno di nebbiolo per Barolo. Sono state accuratamente acquistate le migliori vigne per poter iniziare una tradizione, possiamo dire ora centenaria, della famiglia. Tutta questa storia ci porta ai giorni nostri, dove Giorgio e la figlia Paola sono gli eredi e custodi di ben 53 ettari distribuiti tra i vari comuni intorno a Barolo. Possono vantare la produzione di 8 differenti Cru in 5 diversi comuni, mica male eh? Iniziamo la visita proprio nella zona storica della cantina dove troviamo le grandi botti e il tradizionale Infernot. L’Infernot è quella piccola, se così possiamo chiamare, cantina dove vengono custodite le annate e le bottiglie storiche dell’azienda. Per me è sempre un’emozione scoprire questi posti e pensare a quanta storia ci sia dietro questi muri e queste bottiglie! Ma la Cantina Sordo non è solo tradizione nella lavorazione dei terreni e delle uva, ma anche grande innovazione. Questa è data soprattutto dalla filosofia aziendale del trattamento dei vigneti secondo i principi dell’agricoltura moderna, nel rispetto del territorio e della natura circostante. Ma non solo! L’azienda ha saputo valorizzare anche l’aspetto architettonico della cantina rappresentando due mezze botti incastonate tra le vigne delle Langhe… che meraviglia!

Degustazione con vista e si volaa

Più di 100 anni e 4 generazioni della famiglia Sordo hanno portato l’azienda allo splendore attuale. Ma soprattutto hanno portato me e Clarissa al piano superiore dove, con una vista mozzafiato abbiamo finalmente potuto degustare i vini con Paola. Abbiamo iniziato la degustazione con un bianco classico: Roero Arneis Garblet Suè DOCG del 2019. Un vino fresco, piacevole e con le classiche caratteristiche delle vigne sabbiose del Roero. Subito dopo abbiamo degustato un vino bianco che io apprezzo particolarmente, ma che nelle Langhe ho trovato ben poco: Langhe Bianco Vioniè DOC del 2016. Pazzesco. No davvero, senza parole! Agrumato ed elegante, proprio come piace a me… Siamo passate poi ai rossi iniziando da un vino che ho da sempre nel cuore: Il Verduno Pelaverga DOC del 2018. Mannaggggia alla pandemia e a tutte le sagre bellissime autunnali che si è portata via (la festa del Verduno Pelaverga per me è sacra, rimanga scritto ai posteri). Insomma questo Pelaverga ha un profumo inebriante e le note speziate che tanto amo. Abbiamo proseguito in crescendo con un Nebbiolo d’ Alba DOC 2016 costituito per ⅔ da uve nebbiolo provenienti dal Roero e ⅓ dalle Langhe. Direi mix più che azzeccato! Dulcis in fundo il nostro ultimo calice è stato di Barolo Monvigliero DOCG del 2014. Si ragazzi abbiamo bevuto un Barolo del 2014 perchè sia io che Clarissa continueremo ad essere sostenitrici di questa annata! E anche Paola si è unita al nostro coro, descrivendoci minuziosamente le caratteristiche di questo meraviglioso Barolo… Andate a trovarla in cantina così potete scoprirle anche voi!


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