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Cantina Gianni Doglia e The Cheese Storyteller: due passioni in una

Cantina Gianni Doglia e The Cheese Storyteller: due passioni in una

Arriva Gennaio e con esso tutti i buoni propositi del nuovo anno. Tutti a dieta, meno alcol e più sport. Ok, ma credevate davvero che noi de Le Strade potessimo mai fermarci davanti all’unione di vino e formaggio? O meglio, lo pensate ancora dopo averci visto in montagna a ciaspolare, mangiare e bere? Siamo fatti così, ci piacciono le cose belle e buone. A me in particolare piace il vino (che novità eh?) e pure i formaggi (ricordate le ingurgitate di formaggi a Cheese2019?). E allora riporto alla luce un bellissimo evento al quale non potevo mancare (diluvio universale compreso) dove Paola della cantina di Gianni Doglia e Maria Cristina di The Cheese Storyteller si sono unite dando vita ad un’accoppiata esplosiva…

Azienda Vitivinicola Gianni Doglia
Str. Annunziata, 56 | Castagnole delle Lanze
Previo appuntamento

Costo: da 12€ in sù
Sito | Facebook | Instagram


The Cheese Storyteller
Itinerante su appuntamento, base Bra
Sito | Facebook | Instagram

Due donne, due carriere e due storie unite dalla passione

Era un pomeriggio buio e tempestoso, l’allerta meteo sul basso Piemonte scoraggiava gli spostamenti per le Langhe, eppure io mi sentivo irrefrenabilmente attratta da quest’evento al quale non potevo assolutamente mancare. E così, armata fino ad denti di pazienza e prudenza sono arrivata fino a Castagnole delle Lanze, dalla cantina di Gianni Doglia. E finalmente la Luce! Qui ho trovato Paola, sorella di Gianni, che con grande entusiasmo ha accolto me e tutti gli altri ospiti dell’evento che pian piano sono arrivati. Alla fine c’eravamo tutti, sani e salvi, provenienti da gran parte del Piemonte ed oltre… Paola allora con grande professionalità e simpatia ci ha introdotto la storia della famiglia e della cantina, delle scelte aziendali e della loro filosofia produttiva. Infatti la cantina fa parte del disciplinare The Green Experience (come l’azienda agricola Cournaja, ricordate?). Il progetto che sta alla base è proprio il rispetto per l’ambiente e per la biodiversità del territorio, mantenuto attuando 10 regole ecosostenibili. Anche qui, come per altre cantine della zona, ho riconosciuto un paio di etichette a me note, in particolare quella del Moscato d’Asti DOCG. Ho piacevolmente fatto sapere a Paola che la mia famiglia acquista da anni il loro Moscato, che è stato sempre il nostro vino preferito per i dolci delle feste…Papà è un buongustaio, ecco da chi ho preso! Purtroppo l’esterno era impraticabile, ma vi assicuro che in tempi migliori la vista è davvero mozzafiato. Insomma, terminate le spiegazioni tecniche e la visita vera e propria ci siamo addentrati in uno spazio adibito alla degustazione. Qui ho avuto il grandissimo piacere di conoscere Maria Cristina, in arte The Cheese Storyteller, che da lì a poco sarebbe diventata il mio idolo. Maria Cristina è una donna con un’innata passione per il formaggio e tutto ciò che ci gira intorno. Come me penserete, ebbene no! A me piace mangiarlo, ma lei ne ha fatto addirittura un lavoro. E che lavoro! Si presenta come una Cantastorie di Formaggi, che con grande esperienza, passione e professionalità, porta in giro i formaggi ad eventi pubblici e privati e vi “racconta” il formaggio come mai mi era capitato prima. 

In questo momento lo spazio è stato un po’ più dedicato al formaggio. Maria Cristina, come una vera Cantastorie, ci ha narrato la storia del formaggio a filiera corta e filiera lunga, aiutata da un bellissimo disegno introduttivo. Inutile dirvi come siamo rimasti tutti affascinati dal discorso ed ovviamente più consapevoli di ciò che stavamo per degustare. E’ stato davvero un bel punto di riflessione, soprattutto quando abbiamo fatto risvegliare il nostro olfatto con un giochino simpatico e quando abbiamo potuto confrontare gli odori del mangime che viene dato alle mucche che producono formaggi “industriali” ed il fieno che mangiano le mucche che pascolano felici. Vi assicuro che è stato un vero shock. Decisamente più piacevole è stata giustamente la degustazione che abbiamo fatto in seguito. 5 abbinamenti di formaggi selezionati da Maria Cristina, accompagnati da 5 vini selezionati da Paola. Un bellissimo lavoro di squadra tra donne meravigliose. 

Abbinamenti sconvolgenti e dove trovarli

Finalmente è arrivata la parte più interessante in assoluto del pomeriggio. Mentre Paola ci versava il vino, Maria Cristina ci spiegava le caratteristiche del formaggio in questione, consigliandoci anche come degustarlo. E’ stato tutto uno scambio di informazioni che si sono intrecciate alla perfezione tra caratteristiche dei vini e quelle dei formaggi. Abbiamo iniziato con il Grignolino di Gianni Doglia del 2018 che è stato accompagnato dal Caprone, un formaggio di latte crudo di capra proveniente da Chiusa di Pesio. Ma volete sapere una cosa ancora più cool? Ad ogni abbinamento è stato affiancato un elemento esterno che ha racchiuso la degustazione di ogni singolo elemento. In questo caso è stato scelto il gelso, che con la sua dolcezza, ha saputo inglobare tutti i sapori. Abbiamo proseguito con una Barbera d’ Asti DOCG Bosco Donne del 2018 che è stata accompagnata da un formaggio d’Alpeggio proveniente dalla Val Maira, unito ai mirtilli. Un formaggio morbido, con una lasciata lievemente acida che è stato ben bilanciato dalla Barbera. In seguito poi abbiamo assaggiato una Barbera Nizza Superiore del 2016 che faceva danzare le papille gustative con un formaggio di capra proveniente dall’Alta Langa che è stato sapientemente abbinato alle nocciole. Qui è arrivato poi un insolito abbinamento tra il Moscato d’Asti Casa di Bianca del 2018 (che mi sono ovviamente portata a casa, se non lo provate non ci credete) e una Sola di Pecora proveniente dall’alpeggio della Roaschina. Abbinamento? Un’albicocca secca che ha smorzato i toni del Moscato e del formaggio in modo eccellente. Siamo giunti così poi purtroppo all’ultimo abbinamento che per me è stato letale. Un abbinamento meraviglioso con uno dei miei formaggi preferiti in assoluto. Mentre Paola versava il Passito di Barbera di Pà del 2013, torchiato a mano, io non riuscivo a togliere gli occhi dall’ erborinato Blu di Bufala. Si ragazzi, avete letto bene, Blu di BUFALA, prodotto da un caseificio della zona di Bergamo. Il tutto accompagnato da prugna secca. Ma riuscite anche solo ad immaginarlo? A questo punto del racconto dovreste avere una salivazione piuttosto accentuata… Qui si è concluso questo evento pazzesco che spero di ripetere in altre situazioni, ringraziando Maria Cristina e Paola per la loro accoppiata davvero vincente! Ora potete continuare a venire a spasso con me leggendo gli altri articoli qui..


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