Menu & Search
Cascina Adelaide e il suo occhio su Barolo

Cascina Adelaide e il suo occhio su Barolo

Un pomeriggio dell’ormai lontana (insomma) estate, io e il buon Fabiofacose, fedele compagno di “vieni in Langa ti porto in cantina”, ci siamo addentrati in luoghi che avevamo visto solo dall’alto. Infatti siamo finiti sotto il Castello di Barolo, che conosciamo molto bene, per scoprire una realtà relativamente giovane e vivace del territorio. La città di Barolo ci regala sempre tante gioie, e l’incontro di quel giorno è stato decisamente una di quelle. 

Cascina Adelaide
Via Aie Sottane, 14 | Barolo (CN)
Sito | Instagram

Le ragioni per cui andare da Cascina Adelaide:

  1. La sua posizione: siamo abituati ad ammirare Barolo dall’alto, circondata da vigne e con il suo notevole Castello. Ecco, qui ci troviamo esattamente ai piedi del Castello, potremmo quasi dire che siamo alle sua fondamenta! 
  2. L’architettura: che tu ci veda un occhio, uno scorcio, una mandorla o un segno massonico non importa. Questa cantina è stata progettata per essere un tutt’uno con l’ambiente. E ci sono riusciti benissimo!
  3. Vino e Tappo: inutile dirvi che le aziende giovani ci piacciono tantissimo, hanno quello sprinkle in più che ci piace. Soprattutto se ad accompagnarci c’è Tappo, il simpaticissimo cagnetto di Chiara.

Una lunghissima storia familiare… o forse no?

Io e Chiara ci siamo conosciute, ormai qualche anno fa, mentre ci spremevamo le meningi cercando di finire un corso da sommelier senza finire male. Ce l’abbiamo fatta, l’attestato è arrivato e ora possiamo parlare di vino con un pochino più di conoscenza (Chiara sicuramente mooooolta più della mia). Ma chi è questa energica giovane che oggi ci ha accompagnati qui? Chiara è la nipote di Amabile Drocco, il fondatore di Cascina Adelaide. Ci si aspetterebbe di sentire la storia di secoli e secoli di vita tra i vigneti, invece il signor Amabile ha fatto della sua passione un sogno, che ha realizzato per davvero. Amabile è conosciuto in tutto il territorio nell’ambiente della meccanica per l’industria alimentare e, a fine carriera, ha scelto di seguire le sue radici contadine. Pur non avendo vissuto questo magico mondo, a fine anni ‘90 decide di acquistare una piccola cascina ai piedi del Castello, con annessi vigneti. Questa cascina si chiamava Adelaide, come la sua precedente proprietaria. La famiglia Drocco ha deciso di mantenere questo nome proprio in suo onore. Insomma, rilevata la cascina, pian pianino si sono aggiunti nuovi appezzamenti di terreni, tutti nei territori del Barolo, fino ad arrivare a 12 ettari. Tra questi spiccano 8 Cru storici, alcuni tra i più rilevanti della zona! Negli ultimi anni ‘90 quindi iniziano i lavori per costruire la cantina e nel 2000 nasce ufficialmente Cascina Adelaide.  

L’architettura che fa da filo conduttore fra terra e uomo

Una delle cose che mi ha sicuramente stupito di più è stato il poter vedere quanto approfondito studio e attento lavoro è stato fatto per poter costruire questa cantina. Il mancato architetto che c’è in me è andato fuori di testa mentre scoprivamo ogni singolo pezzetto e la simbologia che ci stava dietro. L’architettura all’avanguardia parte proprio dall’edificio ipogeo, che è perfettamente integrato tra le colline che lo circondano. Un occhio vigile, con uno staglio, si apre proprio di fronte alla collina Preda, costellata di vigneti della famiglia. Spoiler: proprio qui avviene il pezzo forte della visita, la degustazione! Tutta la composizione strutturale e architettonica riprende gli elementi della terra, delle vigne, del terreno e del vino. E onestamente ho adorato tutto, soprattutto la passione con la quale Chiara ci ha raccontato la loro storia e tutti i collegamenti figurativi dietro a ogni scelta architettonica. 

cascina adelaide barolo

E via alla degustazione!

Sempre seguiti dalla mascotte Tappo, siamo tornati al punto di partenza. Nel centro dell’occhio di Cascina Adelaide, dove avviene la degustazione. Questa sala ha una posizione privilegiata che è stata appositamente studiata per essere esattamente di fronte alla collina Preda con i suoi vigneti. Da qui si può scorgere il corso delle stagioni direttamente dalla cantina. Chiara ci ha guidati nel percorso di degustazione iniziando proprio da uno dei vitigni autoctoni piemontesi che amo di più: la Nascetta di Novello. Questa varietà antica sta ritrovando il suo splendore grazie a viticoltori come loro, che hanno riportato in vita un vitigno incredibile. Bacca bianca fortemente aromatica, con quelle note esotiche e agrumate che rinfrescano subito il palato. La sua struttura e la mineralità ci fanno pensare ad un vino che potrebbe reggere un po’ di anni… sono davvero curiosa di provarlo anche fra un po’ di tempo! Abbiamo proseguito con il Langhe Nebbiolo che, come ci ha raccontato Chiara, nasce dall’unione delle selezionate uve di questi territori, regalando profumi di lampone e more. Come lo definirei? Elegante, grazie anche al suo tannino piuttosto soft. Vuoi forse non assaggiare la Barbera dedicata al nonno? Certo che si! Amabilin è la Barbera d’Alba Superiore DOC che pare rispecchiare in tutto e per tutto il fondatore dell’azienda. Una Barbera di un rosso granata super intenso, che ha sprigionato note dolci e particolarmente speziate. In bocca mi ha colpito la sua corposità non invadente, ma decisamente armonica.

Successivamente abbiamo avuto il piacere di degustare due tra i Baroli iconici sia della famiglia che della zona: Cannubi e Bussia del 2017. Partiamo subito dal Barolo DOCG Cannubi 2017: uno dei più prestigiosi Cru della zona, con i suoi circa 15 giorni di macerazione sulle vinacce e i 2 anni di affinamento in legno di rovere, ci dona un Barolo da sogno. Un vino regale, sontuoso, con una struttura ed eleganza degna del suo nome. Il suo delicato richiamo alla frutta come more e prugne è accompagnato dal sentore dolciastro e speziato. Ci ritroviamo poi nel bicchiere con il Barolo DOCG Bussia 2017. Di questo celebre Cru la famiglia possiede uno degli appezzamenti più storici del territorio. Queste uve nebbiolo si trasformano in un vino fresco e vellutato, con sentori di frutti rossi insieme a note balsamiche e di liquirizia. Che goduria. Andate e godetene tutti! Per tutti gli altri consigli enogastronomici clicca qui


All images © 2022 Fabio Rovere

Ti piacciono le foto e vorresti usarle per raccontare la tua attività? Clicca qui e scopri come!