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Il lato Dolce del quartiere Pinciano

Il lato Dolce del quartiere Pinciano

*L’articolo e le foto sono stati realizzati prima del Covid 19

200 g di pura artigianalità
150 g di collaudata esperienza
100 ml di grande passione
Scorza di seria affidabilità
Una generosa spolverata di poesia
Colori (a piacere)
Granelli di bellezza senza tempo (per decorare)

Unire tutti gli ingredienti, amalgamando bene.
Servire con calma, su piattini da colazione o merenda.
Aggiungere uno spruzzo di panna e qualche minuto in più, per (de)gustare meglio.  

Questa è la ricetta di Dolce, laboratorio di pasticceria che diffonde il suo profumo di forno nell’elegante via Savoia, poco prima di Piazza Fiume.
Il nome, semplice e diretto, non ha bisogno di altre parole. In quell’unico aggettivo, c’è l’essenza di un luogo che fa questo, da anni: unire con sapienza burro, farina e uova, spargere zucchero sul quartiere Pinciano, sfogliare croissant e pagine golose, assicurare costantemente la produzione di torte preferite e serotonina.

Dolce
via Savoia 52 | Roma
06 8416279

Lu – Sa | 8.30 – 20
Do | 8.30 – 13

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Sedetevi al tavolino, che vi faccio assaggiare!

Dolce a Roma, un regno un po’ incantato

Camminando per via Savoia – che sia in salita, verso via Salaria/Piazza Fiume o in discesa verso Viale Regina Margherita – l’occhio cade curioso su una vetrata in ferro battuto e su una bicicletta appoggiata al muro che sussurra “ferma le ruote ed entra”. A dire la stessa cosa è anche ciò che si sbircia tra i riflessi, lasciando intuire che oltre la soglia pare proprio esserci un regno un po’ incantato, che porta via dalla città. L’insegna, in alto, spinge a fare il passo decisivo: se lì c’è un mondo dolce, nessuna esitazione… si va, alla scoperta!

Una volta dentro, ci si dimentica subito di palazzi, macchine e rumori, perchè sparisce tutto e si è immersi in una dimensione che non ha connotazione temporale (siamo nel presente o indossiamo abiti vintage?) nè di luogo (siamo in una pasticceria italiana o anglosassone?).
La sensazione è di essere in una bakery intima, in una stanza privata più che pubblica, in un posto che prende per la gola, certamente, ma prende anche le emozioni. Le emozioni dei tuffi nell’amarcord, quelle legate ai dolci che abbiamo assaggiato nei nostri viaggi all’estero, quelle della frolla che come la faceva nonna non ce n’è, quelle che sanno di nostalgia ma al positivo, perchè risvegliano sapori – e ricordi – mai sopiti.

Uno sguardo alle vetrinette e ogni cosa si palesa, nella sua efficace semplicità: tra le tante bontà esposte, rubano la scena – e la mia attenzione – le monoporzioni di Red velvet (rosa come le nostre Strade di Roma!), di Lemon curd (in un attimo sono tornata a Londra), di cupcakes e muffin (anche ripieni) di diversi tipi, di mini crumble alle mele, di tortine con grano saraceno o con ricotta e visciole, di quadrotti con cioccolato bianco, pistacchi e zenzero. Completano la panoramica le crostate, i plumcake (anche in versione salata), i biscotti e le torte decorate, preparate su ordinazione anche per occasioni speciali, compleanni e ricorrenze.      

Dolce(zze) in una mano

Quali “modelli” mettere al centro del servizio fotografico? Non ha deciso la mia testa, sguardo e pancia si sono imposti: vi mostro più da vicino le tortine fatte con farina di grano saraceno e confettura di mirtilli (voto 10), la mitica Red velvet (con pan di Spagna, latticello e vaniglia) e la cheesecake, realizzata in modo originale (soffice e corposa insieme).

Assaporare nell’angolo dedicato alla “siesta”, una saletta con appena due tavolini in cui il calendario delle epoche sembra essersi fermato, è il dettaglio che arriva a dare piacere in più!

Un Grazie speciale alla mia amica Manuela, per avermi fatto da “manista” e aver azzeccato l’outfit!

Vini e antiquariato, c’è posto anche per loro

I dolci non sono gli unici protagonisti di questo locale che offre più volti e si fa apprezzare per la sua particolarità: chi ha il pallino del buon bere e dell’antiquariato, può notare credenze adorabilmente retrò con bottiglie e mensole con oggetti “di una volta”.
Tutto in vendita, tutto a portata di mano, tutto (ri)unito.

L’idea – come mi spiega il proprietario che gestisce il laboratorio con la sua compagna e possiede anche il ristorante Capotavola, pochi metri più in là – è quella di ospitare le passioni di una vita, mescolandole tra loro, facce di uno stessa vocazione che trova posto in un unico indirizzo.

Un Dolce arrivederci

Pollicino, se fosse qui, spargerebbe briciole di torte e lievitati per non smarrire la strada. Io non ne ho bisogno, perchè so perfettamente come tornare. E dove. E perchè.

Spero di averlo spiegato bene a voi, per seguire le mie orme… e so che questa visione, come un Dolce arrivederci, convince più di ogni parola!

Consiglio per tutti i golosi del partito “Mai senza dessert”: dal quartiere Pinciano, spostatevi a San Giovanni, a far visita a Charlotte Pasticceria!


All images © 2020 Francesca Palmieri