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Luciano – Cucina italiana: la carbonara (speciale) è servita

Luciano – Cucina italiana: la carbonara (speciale) è servita

Le strade di Roma – e queste Strade – cercano i buoni profumi. Amano il nuovo, ma non rinunciano alla tradizione. Sanno evolversi, ma senza dimenticare le radici. Perchè ne conoscono il valore e lo difendono.

Sanno dove portare… e portarmi. E mi hanno condotto a pochi passi da Campo dei Fiori, da Luciano – Cucina italiana.

Per ritrovare le mie origini, per ricordarmi di che pasta sono fatta. E quale preferisco, per i primi piatti storici del cuore, quelli del maisenzatroppoalungo. Se poi sono disegnate con il pecorino e hanno la forma dei tonnarelli, consiglio anche a voi di seguirle… e di intrecciarle, con una forchetta!

Luciano – Cucina Italiana

Piazza del Teatro di Pompeo 18, Roma

Tel: 06 51531465

Lun-dom 12 | 15 ; 19 | 23

Sito | Facebook | Instagram

Luciano Monosilio, dalla stella Michelin al rilancio della tradizione

Le storie che raccontano di cambiamento, di sfide e di scommesse mi attraggono fortemente. Perchè parlano di coraggio e di quella forza che, come un demone, spinge verso nuovi orizzonti e traguardi.

Luciano Monosilio, a 35 anni, di evoluzioni e conquiste (personali) è esperto: dopo la gavetta con la famiglia Roscioli, dopo la trasferta a Città del Capo, dopo l’incontro con lo chef Enrico Crippa, dopo il sodalizio con Alessandro Pipero e la stella Michelin avuta nel 2012, due anni fa ha fatto un ulteriore salto. In alto e in lungo. E anche in proprio: ha aperto Luciano – Cucina italiana, un ristorante tutto suo di nome e di fatto, in pieno centro storico. L’obiettivo? Ri-partire dalle basi, far conoscere nel mondo le ricette intramontabili della nostra gastronomia, quelle che ci rappresentano. Fino in fondo. Che sono ricordo, epifania, certezza.

Ecco che, in quest’ottica, la carbonara entra nella ristorazione di livello dalla porta principale ed è diventata sia il suo cavallo di battaglia, sia il simbolo di quanto il cibo “di una volta” possa essere attuale. E moderno. Ma senza essere stravolto, nel rispetto della sua sostanza.

Nessun segreto dello chef, nessun trucco o mossa nascosta: per fare una carbonara come si deve, gialla come il sole e cremosa, basta la semplicità. Unita all’autenticità.

Guardate e (tra)scrivete!

Cucina italiana, non solo romana

Dato che semo a Roma, carbonara, cacio e pepe e amatriciana non solo non possono mancare, ma nel menù – insieme alle pappardelle alla vaccinara, ai supplì e ai saltimbocca – sono posizionate al centro dell’offerta culinaria. Ma tutta l’Italia viene percorsa attraverso tappe di gusto: da Nord a Sud, viaggiano parmigiana e vitello tonnato, lasagna e rigatone alla calabrese, cotoletta alla milanese e baccalà alla vicentina, zucchine alla scapece e lingua di bovino al verde.

Chi vuole qualcosa di meno classico, però, non resta a bocca vuota e può prendere dei ravioli di ricotta e menta con pomodoro, gamberi bianchi e melanzane o degli gnocchi di patate e topinambur con cipollotto stufato e guanciale, oppure – tra gli antipasti – il carpaccio di agnello con pecorino, broccolo, mosto cotto e alga croccante o il salmone marinato alla rapa rossa.

Noi, comunque, non abbiamo resistito al richiamo del comfort food per eccellenza: i tortellini bolognesi in brodo!

“Fatto a mano” è più buono

Sul lato destro, subito dopo l’ingresso nel locale, trovate una piccola stanza dalle pareti trasparenti con una scritta che non lascia dubbi: “pastificio”. È qui che nasce tanta della pasta fresca che finisce nelle pentole, lavorata in diretta – e bene in vista – esaltando l’autoproduzione.

“Praticamente abbiamo un micropastificio in miniatura nel cuore di Roma!”, aveva detto Luciano in un’intervista, all’inizio di quest’avventura tra acqua, farina e materie prime doc.

Se i dettagli fanno la differenza, anche la pasta realizzata a mano la fa. E pure poter assistere, hic et nunc, al processo creativo.  

Perchè venire in questo posto

I motivi per concedersi un pranzo o una cena da Luciano – Cucina Italiana, li conservo per il finale, come si fa con i dessert.

  • Si guarda al passato e si tiene in considerazione ciò che eravamo, ma si è calati nel presente. C’è, insomma, il giusto mix tra ieri e oggi. Al palato e nell’arredamento. 
  • Si è in una parte bellissima del centro storico… quindi si mangia e dopo si passeggia in una zona amata, che pur essendo turistica non perde il suo fascino!
  • I giovani talenti che puntano su se stessi e sui sogni in cui credono, virando la rotta quando serve e rilanciando la posta – e la pasta! – in gioco, vanno incoraggiati.
    E ospitati nel nostro blog.

Restando in tema di cucina nazionale genuina, potete passare dal cibo romano a quello veneto con la Risotteria Melotti, a piazza Navona!


All images © 2020 © Francesca Palmieri