Merù, il gioiello di Brera

Cora Manzi Pubblicato il 24 Marzo 2019

“Diamonds Are a Girl’s Best Friend” cantava Merylin Monroe, ma probabilmente la bionda per antonomasia non aveva mai visto i ciondoli smaltati di Merù. Questa storica gioielleria si trova in Via Solferino, tra le stradine di Brera: una piccola vetrina rétro da cui si intravede il negozio-laboratorio. Nata inizialmente come orologeria di alta precisione, la piccola bottega ha poi iniziato a produrre gioielli in oro, argento, pietre preziose, accostati a materiali ‘poveri’ come il nylon e il cuoio e agli ormai inconfondibili ciondoli smaltati.

Merù
Via Solferino 3 | Milano

Lu | 15.30 – 19
Ma – Ve | 10 – 13.30 | 15.30 – 19
Sa | 10.30 – 13 | 14.30 – 19

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Bartolomeo ed Elisabetta – figli di Francesco Mereu, fondatore del negozio negli anni ’60 – sono i giovani proprietari di una delle gioiellerie più particolari della città. Merù è uno di quei posti un po’ fuori dal tempo da cui resto sempre affascinata. L’aspetto delle vetrine, la carta da parati, le finiture in legno massello, le foto di famiglia e gli oggetti da collezione attaccati alle pareti… Datemi del rétro tenuto come si deve e io vado fuori di testa.

Lo adoriamo perché

Lo adoriamo, e non solo perché ho un feticcio per i negozi stile vecchia Milano. Dai pezzi di alta gioielleria ai bijoux più semplici, la produzione e lo stile di Merù – super raffinato ma molto particolare e riconoscibile – traspare in ogni sua creazione.

Accanto agli oggetti presenti in negozio, è possibile inoltre far personalizzare i gioielli secondo il proprio gusto o far realizzare prodotti su ordinazione, guidati dai sapienti consigli di Bartolomeo.

Per quelle di voi che hanno un fidanzato particolarmente romantico, ed estremamente creativo, vi segnalo, ad esempio, che qui è possibile realizzare anelli di fidanzamento su disegno del futuro marito, sotto l’egida di Bartolomeo.

I ciondoli miniati e smaltati sono un altro dei prodotti che più hanno reso celebre questo posto. Negli anni ’70, Francesco Mereu conobbe una miniaturista che dipingeva oggetti sacri. Francesco cominciò a commissionare dei ciondoli: piccole mele, ciliegie, gattini, angioletti. I ciondoli miniati furono un grandissimo successo, e anche oggi sono tra i gioielli che più identificano la produzione di Merù.

Dunque, per quelle di voi che invece non hanno un fidanzato particolarmente romantico ed estremamente creativo, ma che in compenso hanno un cane, un micio, un coniglio o un cavallo che amano alla follia, vi segnalo che da Merù potete far realizzare un anello o un ciondolo con il ritratto del vostro amico a quattro zampe.

Lo spazio merita sicuramente una visita, anche solo per dare uno sguardo e curiosare, ma vi avviso che difficilmente ne uscirete a mani vuote!

Merù gioielli milano
Merù gioielli milano

Francesco “il Merù”

Deformazione da liceo classico, mi incuriosisce sempre scoprire l’etimologia delle parole, da dove e da cosa derivano. Spesso vengono fuori storie davvero curiose. Parole importate da un’altra lingua, riadattate e utilizzate nella parlata comune, o nel dialetto, come proprie.

Merù è il cognome del fondatore del negozio, Francesco Mereu, sardo venuto a Milano a metà del ‘900. Il portiere dello stabile del negozio, milanese doc, non era in grado di pronunciare il dittongo del cognome di Mereu, che si è trasformato per gli amici in ‘il Merù’. Francesco questo soprannome lo ha fatto talmente suo da sceglierlo come marchio per l’insegna della prima bottega.

Metà del ‘900, dicevamo, Mereu decide di lasciare la Sardegna e di trasferirsi a Milano per frequentare la Scuola d’Arte e Mestieri. Dopo alcuni anni si mette in proprio, trova in affitto un piccolo spazio in Via Solferino e inizia a lavorare come orologiaio di alta precisione.

Era il 1960. Brera non era ancora il quartiere pettinato che è adesso e l’affitto di un locale commerciale costava 20 mila lire ogni 2 mesi. Era il periodo della beat generation, e i giovani beats arrivavano a Brera con l’autostop. Seduti per strada, con pinzetta e martello facevano gioiellini di rame che poi indossavano. Racconta Francesco: “dopo aver visto tutto questo, poiché in Via Solferino c’erano dei ferramenta, mi venivano in testa molte cose: compravo delle catene di ottone e le portavo nelle botteghe orafe per farle dorare.”

Merù gioielli milano
Merù gioielli milano

La creatività, lo spirito imprenditoriale e l’ambizione di Mereu lo portano così ad esplorare nuove strade. Si rimbocca le maniche, frequenta un corso di gemmologia serale e ottiene la licenza di orafo. Comincia così a dedicarsi sempre più alle pietre e a materiali preziosi e semipreziosi che mescola con nylon e cuoio creando gioielli estremamente particolari per l’epoca.

Negli anni 80 la fama di Mereu esplode. Complici alcune riviste di moda che iniziano a pubblicare le sue creazioni, i pezzi di Merù diventano l’oggetto del desiderio di tutta la Milano bene. Nel periodo di Natale capitava che la fila arrivasse fino a fuori il negozio.

Non a caso, tra gli affezionati di questo negozio, troviamo l’iconica Monica Vitti – in negozio c’è una sua bellissima foto con Francesco Mereu -, Donatella Versace, Giorgio Armani – che ha definito questo negozio uno dei suoi ‘posti del cuore’ a Milano – e Margherita Missoni.

Merù gioielli milano
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