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Múses di Savigliano: profumo di storie a Palazzo Taffini

Múses di Savigliano: profumo di storie a Palazzo Taffini

Che profumo ha un ricordo? Ci sono momenti che profumano di vaniglia e hanno il calore avvolgente e rassicurante dei biscotti appena sfornati, altri hanno odori più intensi, sanno di caramelle alle erbe, di vecchie case e mobili antichi, altri ancora profumano di sale e di viaggi verso il mare. Non occorre essere degli esperti o degli intenditori per riconoscere la forza del profumo come segno che lascia una traccia sulla pelle e nella memoria. Al Múses di Savigliano – Accademia Europea delle Essenze – tra le stanze dello storico palazzo Taffini di Savigliano, uno degli edifici più belli della città, è possibile fare un viaggio esperienziale nel mondo del profumo. Questo spazio dal nome altisonante, ha saputo rendere la propria anima didattica alla portata di tutti, offrendo ai visitatori una vera e propria immersione personalizzata tra le essenze e i profumi nella storia. Il percorso di visita si sviluppa attraverso 13 sale ma sono previste diverse proposte differenziate per far scoprire il “museo” ad adulti e bambini.

MÚSES – Accademia Europea delle Essenze
Via Sant’Andrea, 53 | Savigliano
Sito | Instagram | Facebook

Uno spazio in dialogo con la natura e l’arte

Il viaggio alla scoperta del mondo dei profumi inizia dal “Giardino dei Sensi”. Nel cortile di ingresso la natura cambia colori e fragranze a seconda delle stagioni, tra piante aromatiche, officinali e floreali. Al centro del giardino, si trova la prima delle tre opere d’arte contemporanea site specific, “La palette del pittore” di Franz Stähler, una fontana odorosa che sprigiona getti d’acqua profumati. L’opera che mi ha colpito di più si trova al piano superiore realizzata da un artista giapponese che, attraverso un gioco di specchi, ha cercato di rappresentare il profumo nella sua presenza-assenza.

Ci vuole fiuto per le essenze

Come tutti i sensi, anche l’olfatto richiede la giusta dose di attenzione e allenamento, che viene subito messo alla prova attraverso il gioco delle campane. Dove occorre esercitare il proprio fiuto, non a caso, la luce si fa più soffusa a volte quasi buia, per lasciare spazio alle note delle essenze. Capisco fin da subito di non essere quello che da queste parti chiamano “un naso”, una persona dotata di un fiuto sopraffino capace di riconoscere le fragranze.

Múses di Savigliano: uno scrigno di storie e curiosità

Andando avanti e indietro nel tempo alla scoperta della storia del profumo, tra le sale del Múses si scoprono davvero tantissime cose. Senza fare troppi spoiler, vi raccontiamo tre curiosità che abbiamo scoperto durante la visita:

  1. Non solo profumi: c’è stato un tempo in cui ci si lavava una volta all’anno. La Chiesa non vedeva di buon occhio tutto quello che era vanità e cura per il corpo, così si diffuse tra i nobili l’utilizzo del pomander, una collana dotata di un sigillo che al suo interno conteneva sostanze odorose per dare sollievo al naso.

2. Ingredienti preziosi: in alcuni profumi, come quelli di Dolce e Gabbana, si utilizza l’ambra grigia. Questo materiale nasce dallo stomaco delle balene e a contatto con il sole e il sale assume la sua connotazione rigida per cui la conosciamo. L’ambra pura è rara, per questo è considerata preziosissima e valutato a peso d’oro.

3. L’acqua di colonia ha origini piemontesi.

Come nasce un profumo: l’atelier del profumiere

Tra le esperienze che vi consigliamo assolutamente di fare c’è “L’atelier del profumiere”, un laboratorio per imparare a conoscere il lavoro di ricerca dietro alla composizione di un profumo. A ogni partecipante viene fornito il kit per creare la propria fragranza, accompagnati da alcune pillole di teoria alla base di quella che può essere considerata una vera e propria arte.

Il profumo è un “accessorio” per esprimere la propria personalità, non a caso la storia di alcuni profumi iconici si lega a quella delle grandi dive e ancora oggi c’è chi ricerca una fragranza realizzata su misura. Ogni botticino è un equilibrio di accordi e di una scala di note all’interno della piramide olfattiva: ci sono le note di testa, le note di cuore e le note di fondo. Ogni nota ha una sua consistenza e una propria intensità. Quando scegliamo un profumo, ad esempio percepiamo subito le note di testa ma per capire se è davvero il prodotto che fa per noi dobbiamo arrivare alle note di cuore. Per questo, a volte capita di acquistare un prodotto che a un esame più attento non ci convince. Per scegliere il profumo bisognerebbe spruzzarlo su un cartoncino, mai sulla pelle, e attendere almeno 20 minuti. Alla fine, anche io ho creato il mio profumo, miscelando gli oli essenziali che ritrovo nei prodotti che utilizzo: la rosa, la vaniglia, la pesca e il bergamotto. Il risultato è quella che è stata ribattezzata dai miei compagni di laboratorio “Eau di persi pien”, senza saperlo ho ricreato il profumo di uno dei miei dolci preferiti. Che dite, sarà colpa delle note di cuore?


All images @2022 Matteo Martini