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Peperino Torino: pizzeria verace right to the core

Peperino Torino: pizzeria verace right to the core

Ben tornati su questi schermi! Come procedono i vostri buoni propositi per il 2020? I miei a gonfie vele, tanto che per non sbagliarmi continuo con quelli dell’anno scorso, mangiare sempre più pizza, sempre più buona e a confessarmi a voi come se poteste darmi l’assoluzione per i miei peccati di gola. Per quello di oggi non vi serviranno 10 “ave brioschi” e 5 “geffer nostro”, munitevi di un compagno di scorribande, scendete alla fermata Rivoli della metro e che la pace sia con voi.

Peperino Pizzeria & Cucina Verace
Corso Trapani 16 | Torino
011 1923 6488

Lu – Gio | 12 – 15 / 19 – 23
Ve | 12 – 15 / 19 – 23:30
Sa | 19 – 23:30
Do | 19 – 23

Prezzo | Margherita 6,50€

Sito | Facebook | Instagram

peperino torino pizzeria

La pizza è una cosa seria

Lo sapevate che nel 2017 l’UNESCO ha decretato l’Arte del Pizzaiuolo Napoletano patrimonio culturale dell’umanità? E a ragion veduta perché, lo ripeto, la pizza è una cosa seria! Peperino nasce 10 anni or sono (ma arriva a Torino solo un anno fa) con la volontà di esportare la pizza verace napoletana fuori da Partenope. Per garantire però la “napoletanità” del prodotto si è deciso di affidare gli impasti a Salvatore Santucci eletto Maestro degli Impasti da Gambero Rosso, il quale ha anche conferito gli ambiti 3 spicchi alla sua pizzeria “Ammaccàmm” di Pozzuoli. E’ sua la firma infatti dei 5 impasti che potrete trovare da Peperino, il Verace con farine 00 e 0, Integrale, Nero con carbone vegetale ricavato dalle noci di cocco, 9 Cereali e quello Senza Glutine (mi avete sentito amici celiaci??).
Aggiungo un’ulteriore chicca, su richiesta si può avere la mozzarella senza lattosio.
Ora non avete più scuse, ve potete magnà pure le gambe del tavolo.

“Mica pizza e fichi”

Mirko ed io ci lanciamo fuori dalle nostre comfort zone prendendo una “Nduja Zuccata” dalla selezione di Salvatore Santucci ad impasto nero, mentre io che sono sempre per gli impasti a triplo zero mi lascio sedurre dalla “Gialla in crosta” con impasto multicereale.
Succulenti e colorate danzano sotto i nostri occhi e se non fosse per le foto di rito sarebbero finite prima che potessimo dirci “buon appetito” (cari nazisti del galateo che vorreste farmi augurare “buon pasto” non mi avrete).
Ma entriamo nel dettaglio, la “Nduja Zuccata” ci ha deliziati con crema di zucca mantovana, bufala, datterini gialli e rossi, nduja di Spilinga e basilico.

peperino torino pizzeria

La mia “Gialla in crosta” è una sinfonia di accenti: crema e granella di pistacchio, provola, datterino giallo, pancetta croccante, olio evo e basilico. E devo ammettere che il mio scetticismo per l’impasto, che temo sempre diventi come segatura in bocca, è stato fugato.

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Restiamo ancora per due chiacchiere con Raffaele, l’istrionico ex dipendente Mapei recentemente reinventatosi direttore di Peperino, il quale definisce questa nuova sfida “soddisfacente e divertente” e aggiunge con una scherzosa punta di disapprovazione “ragazzi noi cerchiamo di portare la pizza napoletana non solo nei suoi impasti ma anche con i suoi gusti e abbinamenti.. qui ci chiedono la pizza con le patatine fritte” sbarra gli occhi e giunge le mani muovendole avanti e indietro.
Amici se ci volete bene non fateci fare brutte figure che poi Dio vi vede e vi punisce, quindi “statèv accòrt”.
Beh ora la messa è finita, andate a mangiare!


All images © 2020 Mirko Mina