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Petronilla: la cucina della nonna si fa sfiziosa sul Lungodora

Petronilla: la cucina della nonna si fa sfiziosa sul Lungodora

Andavo da Petronilla quando ancora non si chiamava così, perché mangiare vicino al fiume femmina di Torino mi è sempre piaciuto. Erano i tempi in cui conoscevo un cane chiamato Dora (sì, come il fiume femmina), lavoravo in uno studio di fotografi snob e cercavo di capire come funzionava la città.

Oggi Petronilla ha ancora le cose belle di allora, ma ha una storia tutta nuova, un giardino interno accogliente e dolcemente selvaggio e un menù squisito. Da grande tifosa di pane e olio, del sugo di nonna la domenica e dei cambiamenti che ti sconvolgono la vita sono molto felice di portarvi quindi nel piccolo ristorante rimesso a nuovo da Daniela e dalle sue ragazze.

Petronilla
Corso Verona, 38/e, 10153 Torino TO

Lu – Ma | 12.00 – 16.00
Me – Sa | 12.00 – 16.00 / 19.00 – 23.00
Do | chiuso

Sito | Instagram | Facebook

Petronilla è un nome che gioca su storie vintage leggendarie: si tratta infatti di un personaggio dei fumetti del deep passato, ma anche del nomignolo scelto da una giornalista degli anni 40 per firmare le sue ricette su La Domenica del Corriere. Daniela, che di cognome fa Petrone, l’ha scovato per dedicarlo alle sue mitiche nonne, ispiratrici di uno stile di cucina semplice e combattivo. Dopo qualche anno come socia dell’ormai ex Laleo, la cuoca del piccolo locale su Corso Verona ha preso il comando, ha dipinto il suo muro di giallo – usando una vernice che si può letteralmente mangiare – e ha detto: partiamo! 

Sei più da Dorata o da Pocha? Nel caso ordina entrambe

Da Petronilla ci si va perché si mangia bene, seduti ai tavoli del cortiletto interno, un po’ festa di quartiere e un po’ giardino intimo. La spesa Daniela la fa ogni mattina a Porta Palazzo e ogni ingrediente è scelto con cura dall’altra parte del ponte. Qui si friggono le indimenticabili DORATE, palle di riso piene di ingredienti deliziosi: quella con salsicce, sugo e mozzarella è la cosa più vicina a un buon supplì mai mangiata a Torino e quindi Grazie Daniela Qui Roma Ti Ama. Qui si fanno anche le POCHE, tasche soffici di pane fatto in casa riempite con verdure o polpette o pollo ai peperoni o formaggio o tutto quello che di buono e ben abbinabile passa la stagione. Perché il menù cambia spesso, le zuppe cambiano, le consistenze, i colori, ma non la qualità. Da Petronilla oltre ai grandi classici, noti anche a chi frequentava da prima l’ex Laleo, ora si trova ogni giorno anche un bel menù di piatti semplici, ma più consistenti, da gustare con un buon bicchiere di vino, una birra o un caffè caldo. Io personalmente vado pazza per le polpette al sugo e il pollo fritto al latticello, ma l’offerta è davvero varia e in continuo movimento, anche per chi è veggie dentro. 

Dolci casalinghi e corsi di cucina dove si mangia per davvero

Apriamo il capitolo dolci, su cui sono forse la massima esperta mondiale. I dolci di Petronilla sono buoni, diversi, soffici, casalinghi. Sono dolci imperfetti fatti per essere tagliati a fette senza l’ossessione del design. I miei preferiti sono il banana bread e la torta di fragole e crema ma il cult da non perdere é in assoluto la crostata al miele e sale, segnatevela. 

A gennaio, per non farmi mancare nulla, ho partecipato al primo dei vari corsi di cucina che Daniela e le sue ragazze propongono. Farina, uova, latte, zucchero, attenzione alle dosi – i dolci sono una questione di chimica – e poi chiacchiere allegre fra sconosciuti, brindisi e cenetta. Una serata senza fronzoli, sincera, divertente, utile, allegra e quindi di nuovo: Grazie Daniela, Qui Roma TVB perché anche a Torino ho potuto fare amicizia come sulla metro A. 

Se non vi bastasse il lato culinario della faccenda per convincervi che un pranzo da Petronilla vale il viaggio, vi dico poi che il gruppo tutto femminile formato da Daniela emana davvero una bella energia. Qui si respirano l’entusiasmo, la sapienza e il coraggio di una delle rare situazioni torinesi dove non c’è uno chef maschio di mezzo.

Quindi dai, pedalate fino a quel “lontanissimo” lato di Torino a ridosso di Regio Parco, nella mitologica Aurora (fra l’altro è una zona meravigliosa, ma ne avevamo già parlato qui). Aprite la porticina di un locale lungo e stretto che a me ricorda sempre un vecchio bar di NY. Respirate gli odori della cucina a vista, sbirciate le riviste e i libri sugli scaffali, seguite la luce e – che sia inverno o estate – trovate il vostro tavolino fra le erbe aromatiche e i fiori del cortile. Occhio solo a non finire l’ultima dorata-che-sembra-un-supplì o vi garantisco che la sottoscritta non la prenderà affatto bene. 


All images @ 2022 Fabio Rovere

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