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Poderi Gianni Gagliardo a La Morra

Poderi Gianni Gagliardo a La Morra

Nella mia continua ricerca di cantine come piacciono a me mi sono imbattuta in un post in chissà quale social. Scroll dopo scroll sono finita sull’immagine di un vino che non mi era nuovo: una bottiglia trasparente ed elegante, una piccola etichetta, ed un simbolo che conoscevo già. Apro la pagina della cantina e scopro che quella domenica avevano in programma una degustazione verticale di due annate di Barolo, eh scusa vuoi non andare? Così ho contattato la cantina e Paolo, il “piccolo” Gagliardo della famiglia, in quella tiepida e soleggiata domenica autunnale mi ha accolto insieme ad Isabella per un bel tour in Langa…

Poderi Gianni Gagliardo 
B.ta Serra dei Turchi, 88 | La Morra 


9-18 previo appuntamento
Costo: da 15€ in su

Sito | Facebook | Instagram

Poderi Gianni Gagliardo a La Morra

Le ragioni per cui andare da Poderi Gagliardo:

  1. La posizione: i poderi sono ubicati in una borgata panoramica di La Morra, se siete fortunati con il meteo potete scorgere bene tutte le colline circostanti
  2. L’ accoglienza: Paolo mi ha accolta nel suo regno e poi la simpaticissima e super preparata Isabella mi ha accompagnata nel resto del percorso, chiacchiere come se non ci fosse un domani!
  3. Uno dei miei vini prefe: Fallegro! 
Poderi Gianni Gagliardo a La Morra
Poderi Gianni Gagliardo a La Morra

Colline e chiacchiere ai Poderi Gianni Gagliardo

Era una bella domenica di flebile sole autunnale, quando mi sono messa alla guida verso La Morra. Navigo spesso su queste colline, eppure ogni volta mi sembra di scovare degli scorci diversi, una diversa luce, delle diverse vigne. Ed è stupendo. Sono arrivata da Poderi Gagliardo nel primo pomeriggio e ho trovato Paolo che gentilmente mi ha ricevuta nella sala principale, dove si tengono alcune degustazioni. Io avevo già adocchiato un tavolino con una sommelier che era pronta con due bottiglie di vino e i bicchieri in bella vista, ma è arrivata Isabella, collega di Paolo, che mi ha portata verso l’esterno. Poco male perchè io, la sommelier e le bottiglie di vino ci saremmo viste poco più tardi. Lei è stata subito accogliente e, mentre facevamo qualche passo nel cortile, mi ha raccontato la storia della famiglia e dei vigneti circostanti. Per una volta il meteo mi è stato favorevole e, dalla posizione della cantina, ho potuto scorgere le curve delle colline e localizzare alcune delle cittadine più importanti come Barolo, Grinzane Cavour e tante altre… Isabella mi ha descritto i vigneti intorno mentre mi raccontava di come la famiglia Gagliardo fosse arrivata fino lì.

Ora come ora hanno diversi ettari di vigneti nella zona delle Langhe, tra cui anche alcuni Cru, ma il tutto è iniziato da una produzione familiare nel territorio Monferrino, passando per il Roero e raggiungendo infine territori langaroli. Nel corso degli anni la famiglia ha sperimentato con il vigneto Favorita, riportando alla luce (e alla gloriaaaa) un vitigno che era allora quasi scomparso, dando vita poi al Fallegro, “l’unico Vermentino coltivato lontano dal mare”! L’azienda cresce e pian piano gran parte della famiglia inizia a farne parte, fino ad arrivare a Paolo. Finite le spiegazioni all’esterno abbiamo proseguito la visita all’interno, tra grandi botti, piccole botti e la barricaia. Qui ho potuto anche vedere la saletta degustazione molto suggestiva, con la vetrata che dà direttamente sulle botti. Questa è perfetta per le degustazioni in grande stile, e perchè no anche particolari. Io ed Isabella ci siamo un po’ perse in piacevoli chiacchiere, ma la voglia di assaggiare i vini ha prevalso, così sono potuta tornare al punto di partenza!

Fallegro and friends

La prima bottiglia che conoscevo si trovava già lì ad aspettarmi, un Fallegro del 2018. Fresco, limpido e molto delicato…insomma già al primo sorso aveva fatto ballare le mie papille gustative a tal punto da farmi ritornare successivamente in cantina per farne scorta. Nel frattempo era sbucata una Barbera d’Alba Superiore Madama del 2017 che ha ammorbidito il mio palato per prepararlo alla degustazione successiva. Qui è successo che ho svelato ad Isabella di preferire la Barbere d’Alba a quella d’Asti e allora lei si è un po’ risentita sfidandomi ad assaggiare una Barbera Nizza Favà del 2016. Questa bottiglia deriva dalla Tenuta Garetto che è stata recentemente acquisita dalla famiglia Gagliardo. E qui ho dovuto un po’ ricredermi perchè questa barbera mi è davvero piaciuta molto!Dopo diversi confronti e ciance tra me, Isabella e la sommelier alla fine sono riuscita ad avere in mano due calici dei vini che avevo puntato al mio ingresso. Un Barolo Classico DOCG del 2015 e un Barolo Riserva Preve del 2005. E’ stato davvero un curiosissimo confronto. Il primo, giovane Barolo è stato piacevole sia al naso che alla bocca. Un gran classico, fatto veramente veramente bene, insomma quel che si può chiamare un ottimo Barolo. Il secondo Barolo, quello del 2005, all’inizio mi ha un po’ spiazzata. L’odore non mi piaceva per niente e al palato mi sembrava parecchio strano. Ma si sa, ai vini un po’ più avanti con l’età bisogna dare un po’ più di tempo, per schiudersi e rifiorire al momento giusto. E così è stato per questo Preve 2005. Dopo parecchie giravolte nel bicchiere, in bocca e dopo qualche decina di minuti dopo, finalmente ha sprigionato tutto il suo splendore. Lo splendore di un Barolo che sta facendo la sua ottima vita e che aspetterò di provare ancora nei prossimi anni! Ho passato un pomeriggio diverso, in compagnia di persone fantastiche che hanno condiviso con me la loro passione, a tal punto di farmi ritornare a fare scorta…ma questo forse ve l’avevo già detto. Per non dimenticarvi di tutti i posti in cui ho girovagato per cantine guardate qui..

Poderi Gianni Gagliardo a La Morra
Poderi Gianni Gagliardo a La Morra
Poderi Gianni Gagliardo a La Morra

All images © 2019 Denise Di Santo